Scopriamo le tappe d’avvio della staffetta Cammina Italia CAI del nuovo Sentiero Italia. Si parte da Santa Teresa di Gallura, il presidente del CAI al taglio del nastro. Il programma, fino a Castiadas, dove avverrà il passaggio del testimone alla Sicilia (1-3 marzo)

 

Il conto alla rovescia è cominciato. Il fatidico taglio del nastro, simbolico, di Sentiero Italia CAI è previsto a marzo. Nel 2019, anno dedicato al Turismo Lento, il CAI organizza in tutte le regioni un cammino di due o tre giorni sulle tappe del trekking più lungo del mondo, Sentiero Italia CAI appunto, tappe che vengono riaperte dalle sezioni territoriali, riprendendo una pratica di oltre vent’anni fa.
Toccherà al Presidente nazionale del Club Alpino Italiano, Vincenzo Torti, usare simbolicamente le forbici per aprire il trek più lungo del mondo. Seguirà una tavola rotonda in cui figure di assoluto rilievo esamineranno il significato, il valore ideale, di questa operazione, atto d’amore per un cammino unico, per lunghezza, per varietà paesaggistica, per storia e sotto l’aspetto naturalistico e ambientale.

L’appuntamento è fissato il 1 marzo a Santa Teresa di Gallura, per il primo atto ufficiale del “nuovo” Sentiero Italia CAI.
E poi si camminerà. Sarà dato il via alla partenza ufficiale della staffetta: le due tappe sarde riassumono tutto il significato, fornendo cornici di rara bellezza naturale, una terra plasmata dal tempo, pinnacoli, torrioni, valli, fiumi, nel bosco dei Sette Fratelli, popolati da rari esemplari faunistici. Un’esperienza entusiasmante, un piccolo assaggio di quanto sarà riservato a chi vorrà cimentarsi su tutte e ventotto le tappe isolane.

Sarebbe sbagliato quindi considerarla una semplice formalità o un atto dovuto: la partecipazione emotiva coinvolgerà tutti i soci del CAI, anche se in particolare scalderà i presenti.

Il saluto delle autorità, le operazioni rituali, e poi… dalle parole si passerà ai fatti. Perché si comincia nel modo più semplice e coerente.
I soci si ritroveranno con gli oggetti di uso comune, lo zaino da preparare, l’abbigliamento adeguato, che forse è poi quello che li mette più a loro agio. E poi… via.

Dal Gallurese, la piccola carovana si sposterà a Cagliari. Per motivi di percorribilità sono state infatti scelte per la staffetta del Cammina Italia CAI le ultime del percorso di Sentiero Italia CAI in Sardegna.

Le escursioni si svolgono all’interno del Parco Regionale Monte Genis/7 Fratelli, con una estensione di 58.846 ettari, in cui si trova il Monte Serpeddì, il più imponente con 1067 mt di altezza. Ad una decina di Km in linea d’aria, E/S/E si trova il paese di Burcei ad una quota di circa 700 mt s.l.m., il più alto del Sud Sardegna. Tutta la zona è stata, per decenni, interessata dalla coltivazione di vari minerali (argento, piombo), dove si possono vedere ancora tante gallerie, non visitabili, e i resti delle varie strutture minerarie adibite ad uffici, abitazioni, ospedali ecc. ecc.

La Foresta Demaniale dei Settefratelli si trova nella Sardegna sud-orientale, nella regione del Sarrabus e ricade nell’omonimo massiccio montuoso all’interno dei comuni di Sinnai, Burcei, Castiadas e San Vito, tutti in provincia di Cagliari. La foresta, una delle meglio conservate, rappresenta da un punto di vista paesaggistico, faunistico e naturalistico, una tra le aree più interessanti della Sardegna. Dal punto di vista geologico, l’area è caratterizzata da estesi affioramenti granitici modellati dall’erosione delle acque e dal vento. I corsi d’acqua sono prevalentemente a portata stagionale mentre l’altitudine della foresta varia toccando il suo punto più alto con la cima di Punta Ceraxa (1016 m). Il territorio ha conservato molti lembi delle coperture vegetazionali tipiche dell’isola. La formazione forestale maggiormente diffusa è la lecceta, associata a seconda delle situazioni al corbezzolo, alla fillirea latifoglia, all’erica e al viburno. A quote medio basse si trova anche la sughera. Sui crinali più alti, verso le cime dei Settefratelli, si trova una vegetazione a pulvino con ginestra corsa, timo, lavanda, mentre lungo gli alvei dei torrenti la vegetazione riparia a oleandro, salici e ontano. L’area è ricca anche di biodiversità ed endemismi. La foresta demaniale di Settefratelli è uno degli areali di eccellenza per il cervo sardo, che qui ha trovato rifugio ed è oggi presente in gran numero, grazie alle azioni mirate per la sua protezione e conservazione portate avanti dall’Ente Foreste della Sardegna. L’area offre inoltre un ambiente naturale in cui si può incontrare l’aquila, la martora e la lepre sarda, oltre al frequentissimo cinghiale. La suggestione dei toponimi ci ricorda come tutta la zona sia stata fin dai tempi più antichi oggetto di miti e leggende che si perdono nella notte dei tempi. Per antiche credenze in queste cime erano di casa il diavolo (Bruncu S’Eremigu Mannu) ed il piccolo diavolo (S’Eremigheddu); in esse si nascondevano dei tesori (Casteddu su dinai). Sembra inoltre che la zona fosse frequentata da religiosi (Cuventu) e da banditi che riparavano nelle più alte cime.

Le tappe:

  • 2 marzo – TAPPA 27: da Burcei alla Caserma Noci
  • 3 marzo – TAPPA 28: dalla Caserma Noci a Castiadas

La descrizione approfondita del percorso escursionistico a cura del gruppo regionale CAI Sardegna è disponibile a questo link.

La cerimonia di chiusura completerà la prima tre giorni del Cammina Italia CAI; la staffetta siciliana riceverà il simbolico testimone per continuare il cammino nel suo territorio di pertinenza.