Padola sorge in una piccola conca, e nel Bellunese è l’ultimo paese veneto prima dell’Austria e dell’Alto Adige. In Val Canonica. Vi è posto il museo della Cultura alpina ladina citato da Gilberto De Martin e una stua risalente ai primi anni del XVI secolo. Prende il nome da un torrente che finisce poi nello storico Piave.

Padola è un buon luogo da cui partire. Ed è da qui che il Cai Regionale del Veneto ha deciso che partirà – sotto l’egida del Cai Val Comelico il prossimo 14 settembre – la staffetta di Cammina Italia CAI 2019, arrampicandosi dalla malga di Coltrondo, posta a 1880 metri, fino al rifugio Rinfreddo, 87 metri più su, definito una terrazza sulle Dolomiti del Comelico, dai Tre Scarperi ai Brentoni.

Da qui si diramano numerosi sentieri, oggetto di escursioni per qualsiasi esigenza e capacità.
14 settembre: da rifugio Rinfreddo a Malga Dignas e Malga Prà Marino.
ritrovo a Padola alle 7;
lunghezza: 21 km.
durata: 7 ore di cammino ca.
dislivello + 1300 metri circa
difficoltà: E
punti d’appoggio e posti tappa: Hotel Passo Monte Croce (0474-710328); rifugio Rinfreddo (328-1141655); Malga Dignas (333-9396950); Malga Prà Marino ( 0435-460502).
Organizzazione CAI Val Comelico

La staffetta salirà da qui al punto più alto della prima tappa prescelta per il rilancio di Sentiero Italia CAI, posto sulla Sella del Col Quaternà a quota 2397, con la possibilità di salire sul colle stesso, a quota 2503 m, che fu luogo strategicamente importantissimo per le truppe italiane durante il primo conflitto mondiale, ma che in tempo di pace è diventato famoso perché lo raggiunse il 13 luglio 1987 papa Giovanni Paolo II.
Una gita che offre ai partecipanti spunti di carattere geologico per le diverse tipologie di rocce che compongono queste montagne, rocce peraltro di ordine organica.

Ma la carovana proseguirà scendendo a passo Silvella (2329 metri) di fronte al Monte Cavallino, fino alla malga omonima (malga Silvella 1827 metri), infilandoci in un bosco fino alla malga di Pian Formaggio (il cui panorama è nella foto qui a fianco), zona frequentata da trekkers e da mountain bikers e scendendo a malga Melin. Sono malghe che non offrono servizi ma concedono riposo e soste a chi si ferma, soprattutto cercando un riparo in caso di avverse condizioni del tempo.
Restando sopra i Duemila, il gruppo raggiungerà poi passo Palombino davanti al Longerin con i suoi Torrioni, aprendosi allo sguardo sulla valle Visdende, una delle ultime oasi naturalistiche preservate dal turismo di massa. Ma si resta a camminare sulla cresta del Palombino con rapida traversata fino alla costa della Spina, per poi immettersi sul “sentiero delle farfalle”, per via dei numerosi e coloratissimi lepidotteri che vi si possono trovare: le Apollo e le Vanesse, le Erebie e le Melitee, le Amate e le Zigene attraverso un prato fiorito, per giungere al sentiero del Monte Palombino e scendere sulla strada delle malghe fino alla malga Dignas punto d’arrivo della tappa che fa pure da posto tappa per chi lo vorrà.

16 settembre: Da Malga Dignas e bivio Ciadon a Costa d’Antola
ritrovo: a bivio Ciadon alle 7.30
lunghezza 22 km
durata: 6 ore di cammino circa
dislivello: +950
difficoltà: E
punti d’appoggio: Malga Dignas, Malga Prà Marino; Rifugio Calvi (0435-469232)

La mattina del giorno di festa il gruppo che avrà pernottato alla malga sarà raggiunto da chi vorrà aggregarsi partendo dal bivio Ciadon. Si salirà fino ai 1940 mai della malga Campobon, percorrendo in cresta di confine Italia – Austria, passando da diverse “casere” (ricoveri alpini) per scendere alla malga Antola a quota 1872 metri.
E’ qui, sul col Ciastlin che la staffetta lancerà palloncini colorati di bianco rosso e verde per festeggiare Sentiero Italia CAI, come segnale di pace e di amicizia, affacciandosi sulla valle Visdende, scorgendo l’imponenza del Peralba (2694 metri), camminando tra la malga Antola fino alla malga Chivion e addentrandosi in un bosco fino a costa d’Antola dove ci si potrà rendere conto della violenza con cui la tempesta Vaia ha colpito questi luoghi, modificandone il paesaggio chissà per quanto tempo.

Allo stesso tempo sarà possibile vedere come procedano i lavori di recupero dell’area, sboccando la zona “schiantata” dal vento.

A Costa d’Antola un altro momento conviviale e di festa porrà fine alla giornata di escursione. Tra i partecipanti ci saranno esponenti delle associazioni che hanno generosamente dato il loro contributo per ripristinare i sentieri dopo gli schianti di vento dell’autunno scorso.
Sperando un giorno di poter godere di nuovo l’incanto del bosco di Sesis.

 

Per informazioni: CAI Veneto