Curiosità in celluloide sul percorso di Sentiero Italianella regione più verde. Brancaleone? Di Norcia solo nel nome. Serafino, invece…

Era il 1955,  quando il grande Gillo Pontecorvo, nella fotina, il regista che una decina di anni dopo girò “La battaglia di Algeri”, film che gli valse il Leone d’Oro a Venezia (e poi tanti altri film di grande successo, da Queimada a Sacco e Vanzetti) girò nel periodo della Rifioritura il documentario “Festa a Castelluccio”. Documentario ora introvabile.

Scrive infatti il Portale Marche cinema: “I documentari girati da Pontecorvo hanno avuto una circuitazione molto limitata e solo in quanto abbinati alla proiezione nei cinema di film lungometraggi a soggetto”.

Ancora la bella terra di Norcia ha fatto da scenografia mozzafiato per il noto “Fratello Sole Sorella Luna” di Franco Zeffirelli che volle punto girare nella piana di Castelluccio in piena epoca di rifioritura, tenendo in cambio una scenografia poetica. Fino a poco tempo fa era possibile vedere in un rifugio di pietra che veniva solitamente utilizzato da pastori resti di cartapesta usati dallo scenografo per ricostruire una chiesa diroccata ove per la prima volta S.Francesco visse con i suoi discepoli”. La chiesa di S.Damiano che in realtà è posta ad Assisi.

Sebbene sia di Norcia, Brancaleone – sgangherato capitano di ventura di alcuni fortunati film interpretati da Vittorio Gassman – non creò i suoi set in terra umbra. Fu per lo più utilizzata dal regista la campagna maremmana e dell’Alto Lazio, con sconfinamenti però anche in Puglia. Ma non in Umbria, nonostante le origini prescelte per il protagonista (naturalmente mai esistito).

La natura incontaminata dei monti Sibillini ha stuzzicato l’appetito di diversi registi. Un altro esempio viene dal Serafino girato nel 1968 da Pietro germi, con Adriano Celentano e Ottavia Piccolo. Il film fu girato interamente lungo la Salaria, tra il Lazio e le Marche, ma anche a Spelonga.