Il nuovo Gruppo Regionale che si è insediato alla direzione del CAI Sicilia ha posto tra le priorità del suo mandato la valorizzazione di Sentiero Italia CAI nel suo percorso sull’isola più meridionale d’Italia. Si è trattato innanzitutto di un atto dovuto, vista la quasi coincidenza di date tra il “cambio della guardia” e la proposta del Vertice Generale Nazionale. Ciò va sottolineato perché sarebbe un grave errore pensare che i predecessori della nuova Giunta del CAI siculo abbiano trascurato la questione.

La staffetta organizzata a marzo in Sicilia ha avuto successo. Di critica e di pubblico. Alla (evidente) riuscita in termini di partecipazione – quelle siciliane sono state giornate baciate dal sole anche metaforicamente parlando – si è aggiunta un’effervescenza tutta nuova che ha comportato almeno altri due eventi significativi. Il primo, sollecitato da un’Amministrazione comunale, ha piacevolmente sorpreso gli organizzatori della staffetta regionale. Perché? Vi chiederete.

Perché la richiesta avanzata dalla Giunta di un Comune, parliamo di Villafrati, rappresenta il paradigma, ovvero quello che il Club Alpino Italiano si aspetta dal territorio.

Spieghiamo meglio: il CAI rilancia Sentiero Italia CAI, evidenziandone l’importante ruolo che può recitare per la valorizzazione e la conoscenza di borghi, e territori di indiscutibile bellezza che la nostra Penisola custodisce; luoghi a volte sconosciuti ai più. E poi…
“Poi il compito del CAI – dice Massimiliano Patricola, che fa parte della Commissione Escursionismo della sezione CAI di Palermo di cui coordina anche il Gruppo Sentieri (Patricola  ha brillantemente guidato le staffette in terra sicula ) – non è quello di sostituirsi a un tour operator. Il CAI mette in vetrina quello che di bello c’è da scoprire sulle nostre montagne, anche attraverso la realizzazione della rete sentieristica e la cura della segnaletica, svolge un ruolo  fondamentale per la sicura e consapevole fruizione dell’ambiente rurale, promuove la “cultura del territorio” che vuol dire anche salvaguardia delle sue tradizioni, ma poi spetta alle associazioni locali, alle amministrazioni pubbliche e alle Pro loco capire che il Sentiero Italia CAI è un’ opportunità per il rilancio e la  conoscenza più profonda di luoghi che attraversa, al di fuori dei percorsi del turismo tradizionale”.

E questo è un motivo in più per  il neo presidente siciliano Francesco Lo Cascio e tutto il CAI siciliano per mettere in calendario (con scadenza annuale) a livello regionale, un appuntamento come quello effettuato a marzo 2019 per Cammina Italia CAI, responsabilizzando – a turno – sotto l’aspetto organizzativo, le singole sezioni.
In questo modo si dà continuità al progetto di rilancio di Sentiero Italia CAI, da un lato, e si fa capire, dall’altro,  che il buon esito della riproposta di Sentiero Italia CAI dipende dalla appassionata laboriosità e dal senso di responsabilità delle sezioni  locali stesse.

Il CAI, quindi, si impegna a sollecitare i Consigli sezionali sull’importanza del lavoro di manutenzione e di tracciatura del percorso, oltre che spingere perché il tracciato venga “calpestato”, cioè vissuto, praticato. Occorre inoltre un complementare lavoro di presa di coscienza degli enti locali (Pro Loco, Amministrazioni comunali, libere associazioni ecc.) che valorizzi questo bene importante.

Non dimentichiamo che la Sicilia fa parte del Club Alpino Italiano dal 1875, sottolinea ancora Patricola.

Parlando delle 29 tappe regionali di SI CAI, alcune risultano completate  avendo realizzato  la segnaletica orizzontale e apposto le tabelle della segnaletica verticale, ma in altre zone si sta ancora lavorando.

Sulla chiave di lettura sopra descritta, ha fatto particolare piacere alla sezione CAI di Palermo l’essere contattati dal Comune di Villafrati – poco dopo il passaggio delle staffette ufficiali di Cammina Italia CAI, con l’intento di promuovere un evento che passasse dal piccolo centro che si trova vicino alla cosiddetta Rocca Busambra, sovrastata dalle Serre di Capezzana, caratteristiche formazioni gessose. All’interno del Comune infatti è stata posta la segnaletica biancorossa di SI e posizionato un palo con tabella delle località e tabelle segnavia.
“Vogliamo far conoscere il Sentiero Italia CAI di cui facciamo parte ai nostri cittadini” si sono detti in paese.

Quale migliore occasione della “Ultima Fiera Verde”, festa di fine primavera che si svolge nella cittadina per celebrare l’ormai prossima estate e valorizzare i prodotti della propria economia prevalente, vale a dire l’agricoltura?

Ecco perché nella calda giornata del 16 giugno scorso è stata organizzata una escursione promozionale (visto il caldo africano si è camminato per 6-7 km.) verso le suggestive Serre di Capezzana partendo dal paese. Saliti a Pizzo Avvoltoio al culmine dell’escursione, i partecipanti sono tornati alla base.
“E’ questo tipo di rapporto – dice ancora Patricola – di cui Sentiero Italia CAI ha bisogno per attecchire sui nostri territori”.

Di apprezzabile volontà condivisa.

Un’altra data, esattamente una settimana prima (due tappe, 8-9 giugno) erano state percorse – sotto l’egida delle sezioni Cai di Polizzi Generosa e di Petralia Sottana –  le escursioni  tra Petralia e Polizzi, da Scillato a Piano Battaglia (rifugio Marini) e da lì a Petralia Sottana, ricalcando l’organizzazione di Cammina Italia CAI. La prima tappa con un dislivello di 1605 metri e 19 km è certamente tra le  escursioni più impegnative del tratto siciliano di SI CAI. Vi hanno preso parte varie sezioni del CAI, tra cui Palermo, Caccamo, alcuni componenti della Commissione regionale TAM  e poi, a Portella Colla, si sono aggiunti i soci del Cai Ragusa.

Tornando al discorso iniziale sull’impegno prioritario che il Cai Sicilia si è dato sul progetto SI CAI, oltre al lavoro di risistemazione e di manutenzione del tracciato, sono allo studio del medesimo gruppo regionale, di concerto con la commissione SoSeC di cui fa parte il catanese Giambattista Condorelli, alcune varianti che si rendono necessarie – per esempio – quando la stagione non è favorevole sotto l’aspetto climatico, per completare tappe che, in caso contrario, non si potrebbero ultimare (vedi il caso della tappa che passa sul torrente San Leonardo, che nasce nei monti Sicani e sfocia vicino a Termini Imerese).
In altri casi, come nella zona dei Peloritani, sono invece già state approvate modifiche al percorso originario al fine di una migliore fruizione dei luoghi anche in riferimento dei necessari posti tappa disponibili.

In conclusione: il CAI Sicilia ha lanciato il sasso, ponendo a disposizione di tutti il proprio bagaglio di conoscenze culturali, storiche, naturalistiche e geologiche; ora si aspetta di ricevere risposte positive da parte delle realtà locali.

Nella foto in evidenza: il Rovere di Pomieri, albero di cui si stima un’età attorno ai 600 anni e che si trova sulla tappa Piano Battaglia-Petralia Sottana