Per essere certi di fare la scelta giusta, i soci del Club Alpino Italiano sezione dell’Aspromonte hanno scelto la meta giusta. Lo dice la parola stessa: Ortì.

Domenica prossima  – 14 aprile – è stata organizzata un’escursione a Ortì, vasta area ai piedi del Monte Chiarello.
Ortì, Magna Grecia, Ortì, dal greco orthos: giusto, vero il suo significato. Il paese di Ortì (650 metri) viene chiamato “il balcone sullo Stretto di Messina” per la sua vista mozzafiato. Fu ricostruito dai “Mottigiani”

L’escursione – raduno alle 8 presso il parcheggio del piazzale di Ponte della Libertà, da dove i partecipanti prenderanno il bus –  girerà attorno al Monte Chiarello in un territorio, Mesa Nova, camminando su una sterrata, che ha una valenza eccezionale dal punto di vista paleontologico: 26 anni fa, infatti, fu rirovato uno straordinario fossile di dodici metri: una balena dell’epoca del Pliocene.
Ma c’è anche un’importanza storica che riguarda il territorio di Ortì, dove si consumò un conflitto tra Angioni e Aragonesi, questi ultimi signori di Sicilia. Il trionfo dei primi comportò una nuova denominazione dei luoghi, Mesa Nova fu ribattezzata Motta (da cui gli abitanti, i Mottigiani).  Le Motte sono costruzioni fortificate simili a castelli ma sopraelevate.
Dopo aver girato attorno al Monte, i partecipanti al trekking prenderanno un’altra sterrata – comoda – che fa parte di Sentiero Italia. Raggiungeranno l’agriturismo Sant’Anna, dove è prevista la sosta per il pranzo al sacco. Saranno poi raggiungi i Forti Umbertini (22 fortificazioni nella zona: costruite dopo l’unità d’Italia nel 1860, nell’ambito di un sistema di fortificazioni militari che comprendeva i forti di Capo dell’Armi, la batteria di Punta Pellaro, i fortini collinari di Arghillà, le fortificazioni dei Piani di Matiniti e di Pentimele) dove è prevista un’altra sosta prima di ridiscendere verso il luogo del ritrovo.

Obbligatorio questo equipaggiamento: scarponi, abbigliamento a strati, giacca a vento, mantella in caso di piogia, pranzo al sacco, sacchetto per rifiuti, 1 litro di acqua almeno.
Si consigliano poi i bastoncini da trekking, un cappellino, un binocolo, una macchina fotografica.
L’escursione è prevista per un tempo complessivo di sei ore, la lunghezza del percorso è di 13 chilomtri, il dislivelo in salita è di 258 metri, in discesa di 908.

Per informazioni: Alfonso Picone Chiodo (340 – 5945452) – Girolamo Fonte (328 1276564) – Bruno Iaria (389 – 4238623) – Nicoletta Palladino (347 – 9874453).