Il “Cammina Italia Cai 2019” è stato un abbraccio, lungo un sentiero che vuole stringere l’Italia in una rete di incontri e di storie. Una staffetta che ha assaggiato sapori diversi, ha annusato odore di bosco, di cascate e di pascoli tra loro distanti, ascoltato storie raccontate con molti differenti accenti. Si è vestita in modo eterogeneo. Durante la tappa lombarda accanto ai soci Cai in abiti civili c’erano le divise dell’Arma dei Carabinieri Forestali a manifestare la loro adesione al progetto e vicinanza all’opera di tutela del territorio che quotidianamente il Club Alpino Italiano svolge e di cui il Sentiero Italia è espressione.

Quattro i carabinieri forestali, tre della stazione di Breno e uno della stazione di Edolo, che hanno partecipato a un tratto della tappa lombarda del Cammina Italia Cai il 10 agosto. L’escursione si è tenuta lungo il pezzo del Sentiero Italia Cai che dal ponte del Guat porta al rifugio Gnutti. Si tratta della principale via d’accesso all’Adamello. Il “Cammina Italia” effettivamente non poteva non coinvolgere chi, come i Carabinieri Forestali, dedica la propria vita professionale a difendere l’ambiente.

Un’occasione di confronto sui problemi della montagna tra gli uomini dell’Arma e i volontari del Cai: “Noi del Club alpino italiano abbiamo un ottimo rapporto con il corpo dei carabinieri forestali – spiega il presidente del Cai Lombardia Renato Aggio -. Un buon rapporto testimoniato dalla vicinanza che l’Arma ha sempre manifestato per le nostre attività. Questa è stata l’occasione per uno scambio di opinioni e di sensazioni anche di fronte ai segni lasciati dalla tempesta ‘Vaia’ nel nostro territorio”.

Cai e carabinieri dunque hanno percorso un tratto di strada insieme, metafora di una quotidianità che li vede spesso l’uno a fianco degli altri. Un impegno comune tra volontari e uomini dello stato in nome di un principio fondamentale della nostra Costituzione, perché la nostra “Repubblica”, secondo l’articolo 9, “tutela il paesaggio”.

Una giornata bellissima la definiscono gli uomini dell’Arma. Una giornata con qualche sorpresa, come quella commovente di uno degli uomini in divisa: “Se ho scelto questo lavoro è anche grazie all’amore per la montagna che mi ha trasmesso il Cai da quando ero bambino. Sono cresciuto in città, ma mi sono iscritto da giovanissimo al Club Alpino Italiano. Così ho imparato ad amare la natura e la montagna, così ho capito che era in cima ai miei interessi, che era la mia strada”.