“Tutti insieme appassionatamente, un gran ‘mescolo’. Ci siamo conosciuti e piaciuti. Ci siamo divertiti”. Così, Rossana Melani del Cai Prato, tra gli organizzatori dell’evento, sintetizza l’escursione intersezionale sul Sentiero Italia CAI del 12 e 13 ottobre. I partecipanti sono stati centodieci il primo giorno e centoventi il secondo, chiamati a raccolta da tutta la Toscana: “Erano presenti le sezioni Cai di Arezzo, Siena, Massa, Livorno, Pisa, Sarzana, Fivizzano, Lucca, Agliana e Fucecchio. È stato bello conoscere tutti questi soci e siamo stati bene insieme”, spiega Rossana Melani.

L’intersezionale è stata una proposta del Cai regionale, che ha sollecitato un’escursione lungo il Sentiero Italia CAI. L’evento ha avuto l’effetto di unire, rispecchiando quindi lo scopo del cammino che abbraccia l’Italia. Ha unito per due giorni un gruppo di un centinaio di persone che va dai trenta ai settant’anni provenienti da dodici sezioni locali.

Protagoniste le foreste Casentinesi. La mattina del sabato sono partiti alle 10 per giungere alle 17 (dopo circa dieci chilometri) a Camaldoli dove il gruppo ha trascorso la notte affollando la foresteria del Monastero. Il giorno dopo il cammino è proseguito per quindici chilometri fino a Badia Prataglia.

“Il Sentiero Italia qui è in ottime condizioni, ben segnalato e fruibile da tutti. Sembra essere frequentato. Domenica abbiamo incontrato diversa gente, qualcuno in Mountain Bike”, spiega Maria Grazia Borgogni del Cai Arezzo.

“I boschi d’autunno con la colorazione delle foglie, i funghi, hanno sempre un certo fascino”, racconta Melani. Poi continua: “Dominavano i faggi, ma c’erano anche tratti di bosco misto e tanti castagni. Abbiamo sfiorato la Riserva naturale di Sasso Fratino, istituita nel 1959 e prima ‘integrale’ in Italia (quindi interdetta alle attività umane), dove sono conservati alberi antichi di cinquecento, seicento anni.

C’è stato anche chi ha scritto alcuni versi su queste due straordinarie giornate”. Ed è proprio con le rime di Stefano Filippi che concludiamo il racconto di questo indimenticabile weekend:

“Tra funghi, faggi e monasteri, pestando caduche foglie,

ci muovemmo sinceri senza intoppi e doglie.

Eran sacre le foreste, fu più sacra amicizia

e sommar cento teste non è certo un’inezia.

A chi c’era un saluto e un inchino carpiato,

perché bene ha saputo far questo Cai rinomato”.