Lasciata la Val d’Aosta, la staffetta Cammina Italia CAI 2019 è giunta in Lombardia.

Benvenuti in Lombardia, dove dal ’95 a oggi le tappe di Sentiero Italia sono aumentate.
Allora erano 51, oggi – sulle due direttrici fondamentali (quella a nord del lago di Como e della Valtellina la prima; quella a sud delle Alpi Orobie e della Val Camonica, l’altra) se ne contano dieci di più.

Il Gruppo regionale Lombardo ha scelto di camminare, al cospetto dell’Adamello.
All’appello delle verifiche mancano tuttavia solamente alcune tappe lariane e camune, comunque in fase di completamento.

Per il secondo fine settimana agostano, sono state previste tre escursioni che fanno parte del programma ufficiale di Cammina Italia CAI in Lombardia.

sabato 10 agosto 2019 –
da Malonno (ponte el Guat) al rifugio Tonolini passando dal rifugio Gnutti (prima escursione);
da Porto Ceresio a Marchirolo (seconda escursione a cura del Cai di Varese)
da Luino al lago Delio e dal lago Delio a Monteviasco (terza escursione a cura del CAI di Luino)

Le tre escursioni proseguiranno il giorno successivo, domenica 11 agosto, con questo programma:

dal rifugio Tonolini a Temù passando dal rifugio Garibaldi (prima escursione)
da Marchirolo a Luino (seconda escursione a cura del CAI Varese)
da Pradecolo a Luino (terza escursione a cura del CAI Luino)

Quella che abbiamo indicato come la prima escursione è quella organizzata dal gruppo regionale lombardo.
Queste sono le sue coordinate.

Sabato 10 agosto il ritrovo è fissato al ponte del Guat di Malonno, nel bresciano. Alle  9.
Un quarto d’ora dopo si parte: il gruppo è atteso a circa 5 ore di cammino.
Si cammina inizialmente in una pineta, in lieve salita su una stradina che costeggia il torrente Remulo. Dopo la malga Premassone, ecco il largo ponte senza parapetti, che permette di attraversare il torrente. E così si sale sul sentiero 23.

Un altro ponte indica l’inizio di una salita più ripida fino alla malga Frino:  dai 1528 metri del ponte del Guat ora siamo a 1695 m. Si prosegue passando sotto i fili della teleferica con il torrente alla nostra sinistra verso la testata della valle. Quando i pini scompaiono, circondati dai  rododendri, si sale tra massi franati e poi ancora verso una cascata.

Siamo ormai sulle “Scale del Miller” che taluni definiscono “un’ardita mulattiera che fu strada militare e s’inerpica a zig-zag. E’ il tratto più faticoso della tappa, porta ai 2050 metri della cima dove davanti ai camminatori si spalanca la Val Miller,  e sullo sfondo le cime dei Corni Macesso (2864-2955 m), del Prudenzini (3018 m), del Corno Remulo (2959 m), del Corno Miller (3373 m) e della Cima di Laghetto (3365 m) che è l’anticima sud-occidentale dell’Adamello.

Lasciata sulla sinistra una croce, dove sentiero e ruscello sembrano fondersi,  si continua tra i sassi raggiungendo il segnale del sentiero 86 che porta alla Malga Casentia (Saviore).

Si scende poco per risalire poi oltre il torrente sul versante opposto.  Avvicinandosi alle baite scorte all’ingresso della valle,  la visibile bandiera del rifugio fa da indicazione finale.  C’è un altro ruscelletto da superare e poi si  raggiunge la diga del Lago Miller. Siamo nella Conca del Baitone, all’interno del Parco dell`Adamello.  La destinazione è il rifugio Tonolini, eretto alla fine del XIX secolo, sulla sinistra sopra il lago, zona caratterizzata da ben otto laghetti alpini naturali (ci sono anche il  Lago Rotondo, Lago Bianco, Lago Premassone, Lago Verde, Lago Lungo, Lago Gelato Inferiore, Lago Gelato Superiore). Nei pressi del Tonolini, c’è il più recente rifugio Gnutti, di proprietà del Cai di Brescia, inaugurato il 7 settembre 1975 e dedicato alla memoria del sottotenente degli Alpini Medaglia d’Oro Serafino Gnutti, caduto in Albania nel 1941.

Non è raro in questo habitat naturale l’incontro con chi ci vive stabilmente: stambecchi, camosci, marmotte e ermellini.

Domenica 11 agosto.

La sveglia il giorno dopo (al Tonolini ci sono 35 camere) è di buon ora.
Alle 7 il ritrovo e circa mezz’ora dopo, si parte. La comitiva è attesa a circa nove ore di cammino, fino alla Malga Caldea (Temù).

Un anello attorno al Lago Rotondo, poi si attraversa una valletta e si sale leggermente fino a un buon sentiero, a mezza costa sulle pendici più basse del Corno meridionale di Premassone. Il primo obiettivo è raggiungere il lago di Premassone usando un minuto ammasso di pietre. Qui il sentiero cambia e, per erba e sassi, e si giunge alla Bocchetta di Premassone, al culmine dell’Alta Via dell’Adamello a 2923 metri d’altitudine (con annesso panorama sulle pareti nord e ovest dell’Adamello).

Si ridiscende nel punto più esposto del percorso –  una paretina verticale – tra  cengette e roccette gradinate (corde fisse) e ancora si scende su un ripiano sassoso al quale fa seguito la ripida costola erbosa che conduce alla Diga del Pantano dell’Avio (2378 m).
La si attraversa e si risale in direzione della ben evidente Bocchetta del Pantano (o Passo del lunedì) che incide la lunga cresta Nord Ovest dell’Adamello a 2650 m.
Giunti sul versante opposto si ridiscende  porta verso la morena laterale destra della vedretta occidentale del Venerocolo.
Attorno troviamo sassi, lingue di neve, poi si aggira la morena: destinazione la diga del Lago di Venerocolo.
Lasciato a destra il segnavia che rimonta verso il Passo Brizio, si attraversa la diga: il rifugio Garibaldi  è nei pressi a quota 2553 m.

Il rifugio, di proprietà del CAI Brescia, festeggia proprio quest’anno i 125 anni dalla fondazione della sua prima struttura  (23 luglio 1894) e i 60 anni dalla sua ricostruzione (26 luglio 1959)

Dove si scollina in direzione della Chiesetta (nella foto qui a fianco) che ricorda i Caduti dell’Adamello e prima della discesa lungo il “Calvario”, mulattiera così chiamata dagli Alpini della Grande Guerra.

Si passa sotto i fili della teleferica fino al Lago Benedetto e alla Malga di Mezzo.

L’ultimo tratto si sviluppa lungo la sponda sinistra del Lago e Laghetto d’Avio, fino alla stazione della teleferica da cui comincia la ripida discesa a tornanti verso la Malga Caldea, e poi a Temù che pochi anni prima dell’incoronazione dell’800,  Carlo Magno donò (con tutta la val Camonica) al monastero di San Martino di Tours – all’abbazia di Marmoutier – nella zona più a nord della vallata, al confine con il Trentino.

Alcune notizie pratiche, per concludere.
Le escursioni ufficiali sono aperte solo ai soci CAI. Numero massimo di partecipanti: 30. Servizio navetta previsto dalla malga Caldea al Ponte del Guat dove si lasceranno le auto.
costi: mezza pensione 42,50 (si paga al rifugio). Pranzi: al sacco o al rifugio (a proprie spese).
Si può partecipare anche a una sola escursione con andata e ritorno in giornata, ma con modalità autonome. Per info: 340 6902489.

 

Sul sito sono disponibili anche i programmi delle escursioni organizzate dal CAI Luino e dal CAI Varese.

Ulteriori informazioni sul sito del Gruppo Regionale: www.cailombardia.org