La variante che passa per il Colle d’Entrelor tra Valsavarenche e valle di Rhêmes rappresenta per il Sentiero Italia CAI la quota più elevata dopo l’Etna. Le tappe sono tredici, si può contare su nuove strutture ricettive ed entro il prossimo anno sarà completata anche la segnaletica verticale.

Nelle analisi per il rilancio di quest’anno, il Gruppo Regionale ha convenuto di riproporre integralmente i tracciati inaugurati nel Cammina Italia 1995 con una minima variante, che passa per il Colle d’Entrelor tra Valsavarenche e valle di Rhêmes, valico che per il Sentiero Italia CAI rappresenta la quota più elevata dopo l’Etna.

Trattandosi di itinerari di grande frequentazione, che interessano tutto il territorio della Vallée, il controllo e la manutenzione sono organizzati dal servizio di sentieristica dell’amministrazione regionale, mentre comuni ed enti locali si coordinano per uniformare segnaletica e lavori. Nel corso degli anni è stata rivista la suddivisione delle tappe per tener conto dei tempi di percorrenza, e si può contare su nuove strutture ricettive che, nel frattempo, sono state create per ampliare l’accoglienza.

Con lo svolgimento del Cammina Italia nel 1995, ovviamente anche la Valle d’Aosta è entrata a far parte dell’ambizioso progetto del Sentiero Italia CAI: 13 tappe con l’ingresso in regione dal Colle del Nivolet e l’uscita verso il Piemonte orientale, al passo Valdobbia, che da Gressoney porta in Valsesia. Come per la successiva edizione del 1999 in collaborazione con l’Associazione Nazionale Alpini, il cammino si svolgeva lungo una parte dell’Alta Via n° 2 e seguiva interamente l’Alta Via n°1, percorsi a tappe in quota predisposti sul finire degli anni’70 e all’inizio anni’80.

Per il completamento dell’itinerario, che si ribadisce riguarderà esclusivamente la segnaletica integrativa verticale, dovremo probabilmente rinviare il tutto al prossimo anno; lla tracciatura dei percorsi è sempre rinnovata, e si tratterà nel concreto di posizionare le tabelle descrittive alle diramazioni principali e porre qualche targhetta col simbolo SI a integrazione dell’esistente, ove necessario. Da tener presente, però, che in Valle D’Aosta il colore utilizzato per la rete escursionistica è il giallo, dato che il rosso e il bianco erano già stati dedicati per la gestione del patrimonio forestale e quindi non sono contemplati per i sentieri.

Durante il primo Cammina Italia CAI, descritto da Teresio Valsesia sul nostro periodico Montagnes Valdôtaines di maggio, due dei partecipanti decisero di effettuare una variante lungo la Grande Traversata delle Alpi – che esclude la Valle d’Aosta! – mentre tutti gli altri seguirono il percorso valdostano; quell’improvvida decisione è stata foriera di gran confusione e fraintendimenti, tanto che negli ultimi anni in parecchi hanno erroneamente messo in dubbio il passaggio del Sentiero Italia CAI nella nostra regione.

Piermauro Reboulaz, Presidente Cai Valle d’Aosta
*Articolo pubblicato originariamente sul numero di Luglio 2019 di Montagne360, la rivista del Club Alpino Italiano

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