“Camminar narrando” è il nome di un format e di una storia d’amore che ha realizzato l’attore e regista Pierluigi Giorgio. Una storia d’amore che lui stesso ha portato in occasione della staffetta molisana di Cammina Italia Cai. Così ce lo ha raccontato.

Questa è un’esperienza nata nel 1986, percorrendo le vie della transumanza.
Attraversando le montagne incantate del mio Molise, percorsi 250 km a piedi in 14 giorni” spiega  l’attore e regista molisano Pierluigi Giorgio, definendo ciò che è da sempre il suo mestiere: raccontare storie.
Interpretare attraverso le tecniche studiate alla scuola di arte drammatica, vite e leggende legate a un mondo antico ormai perduto. Quello della transumanza e dei tratturi degli altopiani molisani. Per poi condividerle con il suo pubblico viaggiatore. Da tempo il presidente regionale del Cai Nino Ciampitti conosceva la fama del cantastorie Giorgio e ha pensato bene di invitarlo a partecipare alla tappa locale di Cammina Italia Cai, all’interno del percorso molisano di Sentiero Italia Cai, nel week end del 27 e 28 aprile. Trasformando così quel fine settimana in una staffetta all’insegna
dell’escursionismo poetico.
Attendi che il vento ti porti la voce dell’ignoto. Ascolta in silenzio quello che la voce ti dice… Rimani così nella calma sino a quando dal cielo scenderà la sera, perché anch’essa avrà un messaggio per te

I partecipanti hanno potuto Camminare, Ammirare, Ascoltare e Sentire le montagne che stavano varcando, grazie alla voce calda di Giorgio, mentre esse si popolavano nuovamente di una civiltà antica,  di vecchi pastori in una terra intrisa di suggestioni del passato.

Da Campitello Matese a Roccamandolfi, passando per le faggete, lungo le praterie; ammirando la Grotta delle Ciaole risalente al 1665. E poi da Roccamandolfi al Santuario di Castelpetroso, mentre Giorgio con un semplice canovaccio a cui ispirarsi “spargeva piccoli semi su cui far riflettere i partecipanti“.
A volte i testi sono suoi, in altre occasioni sono storie affascinanti ignorate dai più. Come quella del pittore francese Charles Lucien Moulin (qui a fianco  il suo autoritratto) allievo di Matisse.

Dal 1919 al 1960, anno della sua morte, l’artista scelse l’Italia per condurre una vita solitaria e monacale dedita alla pittura. Costruì un eremo sulle pendici del monte Marrone. Siamo in Molise, nelle aspre montagne delle Mainarde, percorso del Sentiero Italia.
Qui non vi è altro che l’opera della natura selvaggia e incontaminata. E’ tutto grandezza e magnificanza“, racconta l’artista per voce dell’attore Giorgio.
Storie narrate anche sul senso del cammino. Perché, conclude il regista: “Camminar narrando, significa essere presenti con ogni fibra del proprio corpo e del proprio spirito. Immersi nella natura che ci circonda“. (Laura Polverari)

(Nella foto grande degli staffettisti Cai che hanno camminato in Molise, Pierluigi Giorgio è il primo da destra.)