A Torre Pellice il sacerdote austriaco Johannes Maria Schwarz (che ora vive in Piemonte) e il camminatore in solitaria Renato Frignani si sono incontrati. Con il cane Pulce, ovviamente. Nel rispetto di due diversi modi di vedere la vita, il piacere della condivisione di una passione comune.

“Ho letto il vostro articolo postato sulla pagina Facebook e mi sono detto: mi piacerebbe fare la sua conoscenza”. Con un semplice clic, Renato Frignani, il camminatore in solitaria che sta risalendo la Penisola su Sentiero Italia CAI (pardon, dalla Calabria ha un “complice” a quattro zampe: il cane Pulce ndr) si è messo in contatto con Johannes Maria Schwarz, il sacerdote austriaco, piemontese di adozione, che ama il camminare sulle lunghe vie, fino a raggiungere anni fa Gerusalemme, per lo più a piedi, partendo dal Liechtenstein per poi fare ritorno.

“La risposta è stata quasi immediata – spiega Renato, alle prese con i problemi derivanti dal maltempo e dalla neve ad alta quota – e così a Torre Pellice, in provincia di Torino, cittadina che dà nome all’omonima valle,  è avvenuto il nostro incontro (testimoniato dalla foto in evidenza ndr).

È stato un piacevole raccontarsi e raccontare delle nostre passioni – continua l’emiliano Frignani – alcune delle quali ci accomunano, altre no. Perché Johannes è appassionato solo del camminare, io invece alterno questo tipo di turismo lento all’uso della mountain bike. Il denominatore comune però esiste: è la passione degli incontri con gli altri“.

Un tipo di esperienza che trova punti di contatto anche in una motivazione laica e una religiosa, evidentemente. Dunque, non ci si faccia confondere dal loro aspetto: la conversazione è stata tutt’altro che… barbosa.

“Aggiungo questa bella conoscenza a quelle che ho fatto lungo tutto il Sentiero Italia CAI, non dimentico nessuno: per esempio, qui in Piemonte, ho già contattato alcuni amici che avevo incontrato in Calabria. Una reunion significativa”, spiega ancora Renato.

L’emiliano va avanti nonostante le difficoltà: “Vivo alla giornata, attento a non rischiare, sensibile alle condizioni meteo” spiega. “Ora sono fermo, appiedato, è proprio il termine giusto per un problema a un dito del mio piede”.

Continua “Sentiero Italia CAI in Piemonte è davvero ricco di fascino paesaggistico e storico, è davvero un percorso di Grande Bellezza. E la Grande Bellezza, a volte, diventa esigente. Qui in Piemonte, toccando a volte il suo apice, richiede maggiore impegno. Sono “pretese” naturali assolutamente giustificate. Ma è evidente che in caso di avversità climatiche non sia il caso di spingersi al limite”, conclude Frignani.

Che va avanti per il Sentiero Italia CAI, valutando il da farsi, giorno per giorno.