Che il sole sia con noi! Pare essere questa l’unica preghiera laica da alzare verso il cielo da parte degli escursionisti che daranno vita alle tappe altoatesine di Cammina Italia Cai, in programma sabato 7 settembre e domenica 8 settembre.
Perché… col sole è tutta un’altra cosa.

Dopo il Trentino, Cammina Italia CAI si arrampica in Alto Adige… inseguendo i raggi del sole, perché col sole, come abbiamo detto, è tutta un’altra cosa.
E’ tutta un’altra cosa, per esempio, la sera, aspettando il crepuscolo davanti allo spettacolo naturale del gruppo del Catinaccio (nella foto in alto). Lo conferma Carlo Alberto Zanella, vice presidente del CAI Alto Adige (presieduto da Claudio Sartori), che non vede l’ora di poter godere di uno spettacolo, il tramonto a quota 2457 metri, “a cui non si fa mai l’abitudine.
Ti lascia sempre senza fiato, talmente è bello” dice Zanella.
I 2457 metri sono quelli su cui è arrampicato il “castello tra i monti“: il rifugio Bolzano (foto qui a fianco), dove la tappa del sabato giungerà, partendo dall’Alpe di Siusi – e più precisamente da Compaccio – per arrampicarsi su un dislivello di 600 metri e giungere sul monte Pez dove appunto sorge – come dice Zanella – “una perla delle nostre Dolomiti, patrimonio dell’Unesco: questo rifugio che è di proprietà del CAI (dal 1924 ndr.)” gestito con passione dalla famiglia Gasser, perché i figli hanno raccolto l’eredità dei padri. 

Costruito dal  Deutscher und Österreichischer Alpenverein (DuÖAV) alla fine del XIX secolo, il rifugio Bolzano è passato poi al CAI della sezione di Bolzano ed è stato oggetto di diversi restyling, con l’aggiunta di una teleferica che lo raggiunge e di un impianto per la depurazione delle acque di scarico.
“Una volta giunti al rifugio – dice Zanella – nel pomeriggio si potrà raggiungere la sommità del monte Pez a soli venti minuti dal rifugio stesso e poter passeggiare per l’altopiano dello Sciliar, prima dell’emozionante tramonto sul gruppo del Catinaccio”.

La magia del luogo è tanta e tale da aver dato origine a molte leggende: per esempio a quella delle streghe dello Sciliar, “nipoti” probabilmente di riti che – si dice – riguardassero la preistoria, periodo storico in cui  l’altopiano era un luogo di culto.
Salendo sulla sommità del Pez, distante dal rifugio una ventina di minuti, il colpo d’occhio su Bolzano e sulle Dolomiti è davvero completo.
“Se si ha fortuna – spiega ancora Zanella – è possibile scorgere branchi di camosci che vivono in questo territorio”.
Il gruppo di partecipanti potrà quindi cenare e pernottare al rifugio.

“La mattina dopo – suggerisce Zanella – il consiglio che posso dare a chi sarà dei nostri è quello di alzarsi in tempo per aspettare l’alba: il sorgere del sole è un altro appuntamento a cui è bene non mancare”.

Sbrigati gli ultimi preparativi, il gruppo degli staffettisti affronterà l’escursione dal rifugio Bolzano all’Alpe Tires che è l’ottava tappa del Sentiero Italia Cai in territorio altoatesino.
“Il dislivello è di 304 metri in salita e 315 in discesa” spiega Zanella, un percorso quindi piuttosto semplice che si snoda tra i pascoli di mucche e di capre e pecore. Si potrà godere dello spettacolo delle cime che circondano l’area: Il Catinaccio, il Molignon, l’Antemoia, le cime di Valbona e le cime del Principe.

Il pranzo al rifugio Alpe di Tires sarà il preludio prima di salire alla forcella dei Denti di Terrarossa (m. 2525) che si affaccia su Alpe di Siusi, davanti a Sasso Lungo e Sasso Piatto.
Pian piano si ridiscende, poi, tramite un sentiero in mezzo a un ghiaione e poi, attraverso i prati fioriti, si tornerà a Compaccio, completando l’anello della due giorni dove un pullman riporterà coloro che sono giunti da Bolzano al medesimo capoluogo dell’Alto Adige.

Un programma disposto per non far rimpiangere quella che, originariamente, doveva essere la tappa di sabato 7 settembre, camminando sul tracciato della settima tappa di sentiero Italia CAI  che alcuni problemi legati al ripristino nella valle dell’Orsara hanno reso non praticabile per la data prefissata.