Cammina Italia CAI cammina all’inizio di maggio in Abruzzo nei parchi dai panorami mozzafiato dove la natura si fonde con la storia millenaria

 

Appuntamento fissato per venerdì 3 maggio. Lasciato il Molise, ci spostiamo  a Barrea, centro di storia millenaria: dal popolo dei Sanniti ai romani, e poi nel Medioevo dai benedettini agli Aragonesi e alla fine del sistema feudale dal Regno d’Italia al correlato brigantaggio. Qui è previsto, appunto venerdì 3, il ritrovo dei partecipanti alla staffetta di Cammina Italia CAI 2019. Sarà presente il membro della Commissione Centrale del CAI Enzo Cori.
Nel
pomeriggio e in serata, si svolgerà la presentazione dell’evento a cura dell’Amministrazione Comunale di Barrea con visita al centro storico di Barrea.

POI SI CAMMINA! Sabato 4 maggio, la prima delle due tappe abruzzesi

Barrea-Rivisondoli.
Difficoltà: E
durata 6 h e mezzo (escluse le soste)
dislivelli in salita 990 m in discesa 680. Lunghezza 22 chilometri

Sul fiume Sangro comincia la salita con alcuni tornanti brevi e in mezzo a prati immensi “guardati” dal Monte Rotondo, lasciando alle spalle il lago di Barrea, verso la Fonte Iannarera e al Colle Zoppo. Di lì, dopo aver intravvisto un’altra fonte, priva di acqua, la fonte delle Vicenne, si sale verso il monte Rotondo, fino alla Ventolosa (Sella del Vento 1400 metri) per ridiscendere nei boschi della Valle (non a caso, per la fitta chioma, chiamata Cupa). Una breve salita e la segnaletica di SI non c’è più, un tratto erboso dopo la faggeta precede Colle Ferrari (1400 metri) prima del sito archeologico di Scontrone. Per poi affrontare una carrareccia verso il Colle della Monna, sopra i ruderi di uno stazzo che porta lo stesso nome – punto più alto della tappa – da cui, poi, si scende attraverso campi d’alta quota, nella Val Fredda e nel lunghissimo Piano Aremogna che – lo dice la parola stessa – rende più dolce il cammino. Un laghetto (lago di Castello), un paio di rifugi ristoranti, e dopo un brevissimo tratto di strada asfaltata, ecco lo stazzo Fonte di Guardia da cui si discende. L’ultima ascesa è verso la Chiesa di Santa Maria della Portella e da lì a Rivisondoli, che fu alla fine del XIX secolo residenza di vacanza dei Savoia.

LA SECONDA TAPPA. Domenica 5 maggio

Rivisondoli-Campo di Giove
difficoltà: E
dislivelli in alita 950 metri, in discesa 1150.
durata 6 ore
lunghezza: 15 chilometri
Si parte dal Valico della Forchetta, in località Inghiottittoio (buco carsico nel terreno nel quale si riversa l’acqua accumulatasi sulla superficie), vicini alla stazione ferroviaria di Palena, a 7 km da Rivisondoli. Alle pendici ovest del Monte Porrara, della catena montuosa della Majella, parte il sentiero “P” del Parco. Si affronta dapprima il bosco di abeti, pini, faggi, fino alle Logge di Pilato (1878 metri) da dove il panorama si apre sulla valle Peligna. Si prosegue in cresta, dopo il bivio con il Sentiero 13 che viene dalla Madonna dell’Altare, fra panorami che lasciano a bocca aperta, fino alla cima del Monte Porrara che si scollina a 2136 metri, ridiscendendo a Cima Ogniquota (2100 metri) e quindi costeggiando Serra Campanile (1789 metri) si raggiunge Guado di Coccia dove d’inverno si scia. Stavolta le pedule sono i nostri attrezzi per ridiscendere parte di una pista, è una mulattiera storica, fino ai resti della Chiesa della Madonna della Coccia (1442 metri) e da qui a Campo di Giove dove i partecipanti saranno accolti dalle autorità locali.