Riferimenti letterari, campi pieni di fiori selvatici, antiche rivalità messe in rima, accompagnano Cammina Italia Cai in una terra dove ogni albero, ogni campo, ogni casa potrebbe raccontare una bella storia. E il CAI Umbria offre un programma densissimo

Date retta a Henry James: “Farò un favore al lettore, gli dirò come trascorrere una settimana a Perugia. Dovrà farsi cura di non avere fretta di camminare dappertutto molto lentamente e senza meta, osservando tutto ciò che i suoi occhi incontreranno”.
L’Umbria è la terra promessa dell’Anno del Turismo Lento.
Si fonde in modo naturale con la tre (quattro) giorni che le tutte sezioni umbre del Cai, facenti capo al vertice regionale retto da Fabiola Fiorucci, hanno organizzato per il passaggio di Cammina Italia Cai 2019 nel territorio di loro pertinenza.
Una festa.
Comincerà nel pomeriggio del 16 maggio e si concluderà la domenica, 19 maggio, all’ora di pranzo, a Visso, potendosi raccontare “tutto quello che gli occhi avranno incontrato”.

Giovedì 16 maggio 2019 – Castelluccio –
Si comincia tra i fiori nella stagione che lascia senza fiato. partenza da Sant’Anatolia di Narco alle 17 per essere un’ora dopo all’Agriturismo Alta Montagna Bio di Accumoli a Castelluccio. E’ prevista una serata in compagnia del presidente del Cai di Amatrice Franco Tanzi.

Venerdì 17 maggio 2019 –
Da Accumoli a Castelluccio. Si cammina sui monti Sibillini. Tra boschi fitti di faggi e estese praterie ad alta quota che regalano una vasta tavolozza di colori grazie alla fioritura di fiori selvatici. Il gruppo regionale del Cai aderisce in toto all’iniziativa, sono infatti coinvolte tutte le sezioni locali. Chi è arrivato la sera del giovedì viene raggiunto dai partecipanti alla staffetta. Si parte alle 8,30, il rientro è previsto all’incirca otto ore dopo.
Le descrizioni tecniche: la lunghezza del percorso è di circa 25 km. Il dislivello in salita è di 1450 metri, in discesa di 1050. Si tocca la massima altitudine a 1750 metri, la più bassa è di 1030 metri.
Dall’alto si contemplano paesaggi come patinati, conche di un verde argenteo, colline che scendono lentamente a valle recando torri, campanili, basiliche, monasteri. Tramonti limpidi, di un rosso privo di eccesso, sfumano sulle rocche e sugli oliveti, tra suoni di campane e rondini. L’aria leggera dà un senso di euforia fisica“. (Guido Piovene)

Sabato 18 maggio 2019 –
Da Castelluccio a Norcia. E’ la giornata più intensa tra trekking e iniziative collaterali, oltre che per i partecipanti. E’ infatti prevista la presenza del Presidente Generale del CAI, Vincenzo Torti, accompagnato da Enzo Cori (Comitato Direttivo Centrale del CAI), da Armando Lanoce (Presidente Commissione Centrale per l’Escursionismo CAI) di Alessandro Geri (Componente della SOSEC e referente generale per il Progetto Sentiero Italia CAI), di Rosella Tonti (direttore scolastico istituto De Gasperi-Battaglia di Norcia), dello scrittore Romano Cordella (che terrà una conferenza sul tema “L’arte perduta… ma non per noi del CAI”) e del presidente del CAI dell’Umbria Fabiola Fiorucci. Quest’ultima modererà la conferenza prevista alle 16,30, una volta completata la giornata sul sentiero, inerente il rilancio nazionale di Sentiero Italia con un riferimento particolare alle tappe umbre. Non mancheranno neppure i ragazzi che hanno preso parte al corso turistico e al corso Costruzioni, Ambiente e Territorio relativo agli itinerari e sentieri di Norcia e dintorni dopo il terremoto del 2016.
Tornando sulla camminata, essa si svolge in Val Canatra, dominata dal Monte Lieto e poi risalendo la stretta valle tra Colle Bernardo e Coste I Valloni, tenendo come riferimento il Monte delle Rose. Lungo il cammino si incontra la salita alla Forca di Giuda – da cui, volendo, si può salire al Monte Patino – dopo essere scesi alla Fonte di Patino e alla successiva valle omonima tenendo il torrente prima sulla destra e poi sulla sinistra, fino alla prossimità di Norcia
La tappa ha una lunghezza di 15 chilometri, una distanza di tempo – senza le soste – prevista di 4 ore, salendo fino a 580 metri e ridiscendendo per 1200. L’altitudine max tocca i 1800 metri la minima 620. Dalla forca di Ancarano fino a Norcia, si uniranno alla carovana la scuole medie di Norcia.
Quella terra dell’Umbria più vicina alla pianura che sotto soggiace mi generò fertile di floride contrade” Sesto Properzio

Domenica 19 maggio –
Da Norcia a Visso. Terza e ultima tappa: partenza alle 8,30 e arrivo previsto circa sei ore dopo, avendo percorso circa 18 chilometri, con un dislivello in salita di 880 metri e in discesa di 1200. Vi prenderanno parte anche i gruppi del turismo giovanile CAI, sarà allestito un mercatino con stand per l’acquisto di prodotto tipici a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto. E, sempre per quanto concerne le iniziative collaterali, sarà visitato il centro “Arte e storia” a Visso, che consente ai partecipanti di sconfinare nel territorio marchigiano della provincia di Macerata. Visso che taluni ritengono discendente diretto del villaggio di Vicus Elacensis risalente a 900 anni prima di Roma, sede del parco nazionale dei monti Sibillini dal 1993. Un collegamento nei secoli più che difficile, causa feroci dispute per gli sconfinamenti vissani nella più fertile terra umbra, scontri che furono di ispirazione persino di un poema eroicomico, secondo cui  lo sconfinamento del vissano Giorro in terra di Norcia per abbattere un albero comportò la richiesta di una tassa da parte di un guardaboschi di Norcia. Giorro però reagì con violenza sicché gli armati degli uni e degli altri si affrontarono nell’altopiano di Castelluccio.
E’ prevista pure l’esibizione dei cori “Colle del Sole” del CAI di Perugia, “Raffaele Casimiri” del CAI di Gualdo Tadino e Terra Majura del CAI di Terni.

Giorro gualdese da bisogno mosso/Di Cànetra nel bosco taglia un legno:/Di Norcia il guardian gli corre addosso/Ma bravo Giorro lo fa stare a segno:/Ogni norcin da questo fatto scosso/D’armarsi contro Visso fa disegno: /Norcia che ha più di forze vincer crede,/Ma vince Visso che nei Santi ha fede”. (La Battaglia del Pian perduto)