L’Agriturismo Masseria Pasqualone si trova a Colle Sannita (BN), un piccolo paesino del territorio campano la cui parte antica sorge su un’altura. Il B&B immerso nel verde della natura è un piccolo angolo per godere di tranquillità a cui fanno da sfondo i boschi di montagna, i prati e i pascoli. Il punto accoglienza, che aderisce al Sentiero Italia CAI, situato in questa incantevole cornice naturalistica, consente di svolgere passeggiate, di scoprire i suggestivi paesaggi, oppure di percorrere sentieri fino ad arrivare a paesi dislocati tra i poderi di campagna. Dal punto di vista gastronomico, la struttura dotata di un ristorante in grado di ospitare cerimonie, banchetti e conferenze, offre i piatti tipici del territorio impreziositi dal tocco della chef. Abbiamo intervistato la titolare che ci ha raccontato qualcosa di più sull’agriturismo.

L’Agriturismo Masseria Pasqualone si trova immerso nella natura: qual è l’atmosfera che si respira?

L’atmosfera che cerchiamo di trasmettere ai nostri ospiti è quella di farli sentire come se fossero a casa loro. Lo stretto contatto con la natura e le tradizioni contadine tramandate da mio nonno restituiscono questa sensazione.

Perché il nome “Pasqualone”?

Era il mio trisavolo. Nelle famiglie dei nostri piccoli paesini si tramandano i nomi dei figli maschi e di conseguenza si hanno delle omonimie. Tuttavia per distinguere tra i vari gradi di parentela si aggiungono ai nomi accrescitivi (-one) o diminutivi (-ino) a seconda dell’anzianità. Pasqualone ha lavorato come mezzadro per i terreni della duchessa Coppola di Castel Pagano. In seguito, negli anni del dopoguerra, il mio bisnonno ha riscattato le terre e costruito la prima stalla che offriva riparo a tutti coloro che lavoravano nei campi e abitavano lontano dalle loro dimore. Finché mio nonno, che era contadino, ha investito per ampliare l’attività iniziata da suo padre: l’azienda agricola è stata convertita in un agriturismo e oggi offre il servizio di B&B.

Perché avete scelto di diventare punto accoglienza sul Sentiero Italia CAI?

L’anno scorso, a giugno, su segnalazione di mio cugino, abbiamo accolto Vito Paticchia, escursionista e storica guida CAI, che stava percorrendo il sentiero e necessitava di un riparo per la notte. Inizialmente eravamo impreparati perché dopo il lockdown non avevamo ancora riaperto, ma dato che il nostro lavoro lo facciamo con il cuore gli abbiamo preparato la camera. Nella sua breve permanenza Paticchia, ci ha parlato del viaggio che stava compiendo e ci ha chiesto se avremmo voluto aderire come punto accoglienza, così abbiamo accettato. Dall’anno scorso la camera con i 5 posti letto è destinata agli escursionisti. Da un periodo di incertezza e buio, questa occasione ci ha dato la possibilità e la spinta di ricominciare.

Quanto è diffuso nella vostra zona il turismo lento?

Si tratta di una diffusione media. Poco distante dall’agriturismo sorge un laghetto e le persone, nel fine settimana, decidono di trascorrere dei momenti di relax. Il nostro agriturismo li accoglie per il ristoro anche offrendo il servizio di take away.

In futuro potrebbe fungere da volano per lo sviluppo turistico del territorio?

Si sta riscoprendo questo movimento. Ne siamo molto contenti perché si riescono a apprezzare luoghi che, con la frenesia e la velocità della quotidianità, non è possibile apprezzare.

Quali luoghi o sentieri consigliereste a un ospite della vostra struttura?

Innanzitutto i comuni delle nostre zone hanno predisposto dei percorsi nei boschi per tutti gli appassionati di escursionismo. Inoltre il nostro agriturismo fa parte di “Terra Nostra”, l’associazione di agrituristi nazionali di campagna amica di Coldiretti: facciamo rete con le altre strutture, in modo da sostenerci a vicenda. Il nostro obiettivo è quello di far conoscere il territorio e valorizzarlo anche mediante questo legame tra le località e le strutture.

Siete un agriturismo, vendete prodotti che coltivate? Quali?

Abbiamo convertito tutti i nostri terreni alla coltivazioni biologiche di mele cotogne, ribes, frutti di bosco. Inoltre produciamo la farina di mais agostinello, una varietà antichissima, e il pane lo prepariamo in casa con il lievito madre di oltre quarantacinque anni. Quando abbiamo in programma una degustazione presso l’agriturismo, la maggior parte dei prodotti li trasformiamo e li serviamo come piatti della tradizione, come per esempio il parrozzo, il dolce tipico della zona, oppure prepariamo i biscotti o serviamo il nostro pane con le marmellate e il miele che produciamo.

Vendere sia offline sia online?

Per la vendita dei nostri prodotti, al momento, abbiamo un piccolo punto vendita in loco. Inoltre, facendo parte di Coldiretti, forniamo i nostri prodotti ai punti vendita che ne hanno bisogno.  Al momento la vendita online non l’abbiamo considerata, data la piccola produzione.

Avete in progetto per il futuro eventi in collaborazione con il territorio?

Per giugno dell’anno prossimo vorremmo organizzare una manifestazione che coinvolga tutte le strutture della zona, dai ristoranti agli hotel limitrofi, per far lavorare tutti, ma soprattutto per richiamare più persone possibili e far conoscere il territorio.

 

 

Grazie Maria Antonietta Moffa per la cordialità e le belle parole.

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