“Percorrere i territori montani tra Avellino e Benevento vuol dire percorrere la storia di una montagna abitata ma anche di un capoluogo culturale e produttivo”. Michele Renna è una guida ambientale che nel mese di settembre ha percorso diverse tappe campane del Sentiero Italia Cai, con l’obiettivo di scrivere una guida dedicata alla regione.

“Un tempo le montagne del gruppo del Partenio e del Taburno Montesauro erano fonte di profitto, per gli abitanti di quel territorio. Si pensi alle neviere: veri e propri frigoriferi naturali che venivano utilizzati per conservare il cibo”, spiega Renna. Allo stesso tempo, il patrimonio artistico di quei territori è enorme: uno fra tutti è il santuario di Montevergine (uno dei più importanti monasteri benedettini), in cui è stata nascosta la sacra sindone durante la seconda guerra mondiale. Allo stesso tempo, nell’edificio è conservato il quadro della madonna di Montevergine, chiamato anche la madonna nera. Dipinto, secondo la leggenda, da San Luca a Gerusalemme.

Tra storia e ambiente

Guide sul Sentiero Italia Cai
Una fotografia scattata durante la tappa 17, dal rifugio Piano di Lauro a Bucciano

Nelle tappe percorse da Renna, la componente storica è molto forte. Si pensi ai percorsi attraversati dai briganti oppure alle alture che sovrastano Salerno: teatro di diversi scontri militari, in seguito allo sbarco degli alleati durante la seconda guerra mondiale. “Le tappe hanno due tipi di valenza, sia storica che naturale. Infatti, si percorrono vecchi tracciati che permettono di comprendere, oltre alla storia religiosa delle nostre città, anche fenomeni legati alla storia in senso più ampio”, spiega.

Insieme all’aspetto storico, non manca ovviamente l’aspetto ambientale e naturalistico. “Le montagne del Partenio, ad esempio, sono ricoperte di faggete. In generale, si tratta di un territorio molto ricco e variegato dal punto di vista della biodiversità: sia per la presenza della cenere del Vesuvio, sia per la particolarità climatica di quei territori. Si pensi che è una delle zone d’Italia in cui piove di più”, spiega Renna. Per quanto riguarda le zone del monte Taburno invece, il paesaggio cambia e diventa molto simile a quello dell’Appennino, composto da pietre perlopiù calcari.

Con la tappa Ospedaletto – Rifugio Piano di Lauro si attraversano i Monti del Partenio: un breve dislivello intermedio per una serie di saliscendi che permettono di affacciarsi da un lato sul Golfo di Napoli e dall’altro verso l’interno tra Avellino e Benevento. Un percorso che attraversa la Valle Caudina tra i Monti del Partenio e il massiccio del Taburno. Senza dimenticare la tappa che va da Bucciano a Piano di Prata. Con un percorso di media lunghezza e discreto dislivello ci si addentra nel massiccio del Taburno le cui vette principali sfiorano i 1400 metri sul livello del mare.

“Si tratta di percorsi fruibili da parte di tutti che non presentano particolari difficoltà. L’unico rischio in alcune stagioni dell’anno è la presenza di vegetazione, che rende la percorrenza molto difficile”, conclude Renna.

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