Grazia Pitruzzella è un accompagnatore di media montagna che vive sulle pendici dell’Etna e conosce molto bene l’ambiente che la circonda. Unita alla sua passione per la montagna, si tratta di un bagaglio esperienziale e di conoscenze che si porta dietro e che l’ha spinta a percorrere la Sicilia. Infatti, è una delle autrici delle Guide Cai sul Sentiero Italia. Insomma, la conseguenza naturale è che l’autrice parta proprio dal suo luogo di residenza: l’Etna e la sua Zafferana Etnea.

“La mia idea è quella di percorrere tutto il tracciato del Sentiero Italia Cai sull’isola”, spiega Grazia. Grazia ama la sua terra a tal punto da imbarcarsi in questo viaggio.  Dalle pendici del vulcano siciliano ai monti Nebrodi, per poi approdare nella piana del fiume Alcantara e nel tracciato che dalla località Portella Femmina Morta porta a Casa Cartolari Liperni. Il tutto con l’obiettivo di spostarsi dalla provincia di Catania a quella di Messina, per poi arrivare all’ultima tappa dell’isola, prima di imbarcarsi per la Calabria.

Un guardiano sul Sentiero Italia Cai

“Nel primo tratto del mio viaggio, l’Etna domina il paesaggio e la visuale – racconta Grazia – la sua attività esplosiva è costante, modifica l’ambiente”. Di conseguenza, è presente una grande diversità ambientale e paesaggistica. Dalla presenza di rocce laviche alle pendici dell’Etna, fino alla vegetazione lussureggiante. Si tratta di un territorio unico caratterizzato da tre parchi: quello dell’Etna, dei Nebrodi e del parco fluviale dell’Alcantara.

Autori sul Sentiero Italia Cai
Foto di Grazia Pitruzzella

Il primo presenta una straordinaria varietà ambientale, proprio perché le colate laviche hanno cambiato l’ambiente con cui sono entrate in contatto. Il parco dei Nebrodi invece, è la più grande area protetta della Sicilia. Anche qui la ricchezza dal punto di vista del paesaggio è la caratteristica principale, caratterizzata da una varietà orografica e territoriale: dalle vallate fluviali ai rilievi calcarei. Infine, il parco fluviale dell’Alcantara che si snoda lungo il territorio attraversato dal fiume, tra cascate, gole e territori umidi.

“Il cambiamento è graduale: sono passata dalle mandragore e ai cardi in fiore, fino ai primi ciclamini e poi ci si immerge nel verde. “Gli alberi sono ciò che più mi ha stupito. Penso ad esempio al sentiero dei patriarchi ( nel bosco di Malabotta ndr.) con i suoi fusti secolari e ultracentenari”, spiega ancora Pitruzzella.

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Foto di Grazia Pitruzzella

 

Dal punto di vista della ricchezza ambientale, ciò che spicca infatti è la flora: si passa dalla ginestra dell’Etna fino alla riserva bosco di Malabotta nel messinese.  Un’area verde racchiusa tra i comuni di Montalbano Elicona, Mojo Alcantara, Roccella Valdemone, Tripi e Malvagna. Qui, oltre alle rocche dell’Argimusco, grandi massi calcarei che puntellano l’area, si trovano alberi secolari come querce e faggi di grandi dimensioni.

Allo stesso tempo, non sono pochi i borghi attraversati: dal villaggio medioevale di Randazzo al paesino di Mojo Alcantara. Se dal parco dell’Alcantara ci si sposta al parco dei Nebrodi, Floresta è uno dei passaggi obbligati. Questo borgo di 1200 metri sul livello del mare è il più alto dell’intero territorio siciliano.

“Sono siciliana e conosco le montagne della mia terra, ma queste prime tappe mi hanno stupito come se fossi arrivata da queste parti per la prima volta”, conclude Pitruzzella.

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