L’Italia è un paese di borghi, perché alcune di queste realtà hanno svolto un ruolo fondamentale nella storia della penisola. È il caso di Melfi, prima ‘capitale’ dei Normanni in Italia. Spesso dimentichiamo l’importanza storica e la ricchezza monumentale di queste comunità, che hanno contribuito alla costruzione culturale e politica del paese in cui viviamo. Percorrere il Sentiero Italia CAI diventa un’ottima occasione per sfogliare le pagine di un libro ricco di eventi, monumenti e personaggi interessanti.

Melfi, la storia

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Castello e abitato di Melfi innevati – Michele Moscaritolo

Michele Moscaritolo, socio del Cai di Melfi, ci guida all’interno del suo borgo: “Siamo alle pendici del monte Vulture, un antico vulcano spento. Il nostro centro storico è ancora oggi circondato da una millenaria cinta muraria. Una delle più importanti fortificazioni del Sud”.

Michele è orgoglioso della sua città: “Ha origini pre-romane, ma è nel Medioevo che diventa protagonista di avvenimenti storici di grande rilievo. Fu la prima capitale dei Normanni nell’XI secolo. Da qui gli ‘uomini del Nord’ – popolo imparentato con i famosi vichinghi che abitarono i fiordi norvegesi – iniziarono la conquista dell’intero Sud Italia”.

Si scrivono pagine importanti per il destino del Mediterraneo e della cristianità: “Si tengono cinque concili papali”. Il terzo, nel 1089, ribadì la condanna della simonia (commercio di beni sacri spirituali) e il celibato degli ecclesiastici. Qui la Chiesa di Roma riuscì ad affermare potere e centralità nel Sud d’Italia, dove era ancora forte il legame con la chiesa Greca. Si introdusse la ‘tregua di Dio’ (divieto per i cristiani di combattere tra loro in guerre private in determinati periodi), gettando così le basi per la futura prima Crociata, indetta nel 1095.

Due statisti

Melfi è conosciuta anche per il suo legame con due figure storiche importantissime. “Nel Duecento – spiega il socio Cai – è tra le residenze più amate di Federico II (leggi l’articolo su Castel del Monte). Il borgo darà il nome alle Costituzioni di Melfi, tra le più importanti opere del geniale sovrano. Un codice di leggi che ci racconta come l’imperatore fosse impegnato nella costruzione di un nuovo modello di Stato”. In pieno Medioevo la raccolta di leggi sembra anticipare temi cari alla modernità.

Oltre all’imperatore Federico II, monarca tra i più affascinanti del Medioevo, Melfi è la città di nascita di Francesco Saverio Nitti. Meridionalista, ministro del Tesoro durante la Prima guerra mondiale e presidente del Consiglio in anni turbolenti, tra il 1919 e il 1920. Fu padre dell’Istituto Nazionale delle Assicurazioni. Antifascista, dopo la Seconda guerra mondiale è stato tra i padri costituenti.

Cosa vedere?

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Mura fortificate, porta Venosina – Michele Moscaritolo

Di grande interesse è il castello di Melfi, eretto in epoca Normanna, ampliato da Federico II, Carlo I D’Angiò e dalla famiglia Doria. Michele Moscaritolo lo definisce: “Tra i più importanti ed imponenti del Mezzogiorno”. All’interno del Castello oggi è custodito “Il museo archeologico di Melfi. Una importante esposizione di beni rinvenuti nell’area del Vulture. Un percorso che illustra l’importanza di questo territorio, tra il VII e il III secolo a.C., grazie ai ricchi corredi funerari di Dauni e Lucani. Bellissimi anche i reperti di epoca romana, tra cui il sarcofago di ‘Rapolla’, capolavoro di età imperiale”.

Da visitare anche la Cattedrale. “Elegante edificio barocco – spiega la nostra guida -, impreziosito da un campanile normanno del 1153. Voluto da Ruggero II – e realizzato dall’architetto Noslo di Remerio -, è caratterizzato da raffinate decorazioni. Poi ci sono le cripte di Santa Lucia e di Santa Margherita. Quest’ultima è di fine XIII secolo, con affreschi che mescolano stile bizantino e romanico. Tra queste opere, ‘l’incontro tra i vivi e i morti’ è un antico esempio di pittura macabra”.

Le tradizioni

Melfi è dunque una comunità ricca di risorse, con radicate tradizioni: “La sagra della Varola o del ‘marroncino di Melfi’ (tipica castagna locale) richiama, il penultimo fine settimana di ottobre, turisti da tutta l’Italia. Nelle varole (tipici contenitori) si cucinano le caldarroste. Tanti infine gli stand dedicati a tutto ciò che si può produrre con le castagne”.

“Da non perdere – continua il socio Cai -, la rievocazione storica della Pentecoste. La città ricorda i saccheggi francesi del 152, e le violenze perpetrate sui suoi abitanti. Ogni anno, in corrispondenza della Pentecoste, un ricco programma ricorda questo drammatico momento storico.

Il territorio che circonda il borgo

Il territorio di Melfi ha un fascino particolare, secondo la nostra guida: “Il borgo sorge nel Nord della Basilicata, nell’area dominata da un massiccio montuoso di origine vulcanica, il Vulture. Antico circa 750.000 anni, è stato attivo fino a 130.000 anni fa, dando poi vita ai laghi di Monticchio. Il territorio che circonda Melfi, è caratterizzato da una fitta e rigogliosa vegetazione, sviluppatasi grazie alla fertilità di terreni di origine vulcanica. I boschi sono abitati da volpi, istrici, tassi, lepri”.

Il borgo e il Sentiero Italia CAI

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Tratto del Sentiero Italia CAI nel territorio di Melfi – Michele Moscaritolo

C’è un velo di orgoglio nelle parole di Moscaritolo, quando racconta il tratto melfese dell’itinerario che unisce il Belpaese: “Le nostre tappe del Sentiero Italia CAI (Venosa-Melfi; Melfi-Candela), sono percorribili in tutte le stagioni. In parte ricalcano l’antica via Appia e il Tratturo regio su cui avveniva la transumanza. Il cammino può rappresentare un’occasione per far conoscere agli escursionisti la particolare bellezza di questi luoghi e dare un ulteriore strumento di sviluppo culturale, storico ed economico al territorio”.

Anche il presidente del Cai Basilicata Vincenzo De Palma ritiene molto importante per la valorizzazione della sua regione la presenza di queste tappe: “Il Sentiero Italia arriva in Basilicata nelle terre di Federico II di Svevia e scopre le bellezze del Monte Vulture e l’ospitalità delle sue genti. Il Cai Basilicata e la sezione di Melfi si avvicinano idealmente a tutti gli amici attraverso il Sentiero Italia, simbolo di condivisione e conoscenza dei valori del Club Alpino Italiano”.

 

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