Tutti i rifugi del Cai stanno ricevendo dal Club alpino italiano un prezioso kit anti Covid, con le strumentazioni necessarie per poter riaprire in sicurezza. In particolare sabato 27 giugno Giacomo Benedetti, Presidente della Commissione Rifugi, ha consegnato simbolicamente il primo kit al Rifugio Quintino Sella al Monviso, Punto accoglienza sul Sentiero Italia CAI e struttura carica di significato per il sodalizio. Una scelta che segna quindi la continuità tra la storia di una associazione nata oltre centocinquant’anni fa, e il suo futuro, ricco di speranza. Nonostante il Covid-19, il Cai ha continuato a lavorare per tenere viva la passione per la montagna.

Benedetti è molto contento dell’iniziativa di sabato scorso: «Abbiamo illustrato le parti che compongono il kit, consegnandole ufficialmente al gestore. Erano presenti i rappresentanti della Sezione Cai di Saluzzo. È stato un momento emozionante e di alto profilo, proprio per il valore che ha per la nostra Associazione questo rifugio. Qui è dove tutto è nato. È come se avessimo consegnato di persona il kit a tutti i nostri rifugisti».

Un aiuto fondamentale

Sentiero Italia CAI, Cai Piemonte, Punto accoglienza Quintino Sella al Monviso
Kit anti Covid

Così domenica il Punto accoglienza Quintino Sella al Monviso ha potuto riaprire. Silvia Balocco che gestisce il rifugio è grata al Cai centrale: «La consegna è stata fondamentale per noi, dal punto di vista sia morale che pratico. Serviva questo gesto di vicinanza da parte del Cai centrale dopo questi mesi difficili. Siamo stati onorati della visita del presidente della Commissione Rifugi. Inoltre il Club alpino italiano mescola sempre grandi ideali e grande senso pratico. Le strumentazioni arrivate sono davvero utili per permettere la fruizione del nostro Punto accoglienza in sicurezza».

Sembra esprimere fiducia la voce di Silvia che insieme al marito, Alessandro Tranchero, gestisce il rinomato rifugio. Scherza: «In particolare quando ho visto la macchina per sanificare i locali attraverso l’ozono, mi sono commossa. Pensavo si sarebbe trattato di una macchina ingombrante e pesante. Invece è pratica, facile da maneggiare e spostare. Un vero sollievo!»

«Il Club alpino italiano non ci ha lasciato soli”

La consegna di sabato è stata solo l’ultima parte di un lungo cammino in cui il Cai non ha mai lasciato soli i rifugi: «Il Cai centrale ci è sempre stato vicino. Ha posto per primo il problema di tornare in montagna, sollecitando il governo. Ha preso posizione a favore della riapertura in sicurezza dei rifugi nell’estate, che per noi imprenditori era davvero molto importante. Inoltre il Club alpino italiano è una rete che non ti fa mai sentire solo. Di solito, nel mondo delle strutture ricettive, c’è sempre una spietata concorrenza tra le varie realtà. Se uno ha un’informazione non la condivide per essere “il più smart” possibile. Per noi non è così. C’è grande collaborazione. I rifugi Cai si sono costantemente scambiati informazioni e si sono sostenuti a vicenda in questa primavera complicata. Ti senti parte di qualcosa che non ti abbandona, che non ti lascia solo».

Le misure prese

Il kit comprende: un sanificatore/generatore di ozono per i locali, un termometro per misurare la febbre a collaboratori e avventori, un saturimetro per misurare la concentrazione di ossigeno nel sangue, mascherine con filtri intercambiabili e la cartellonistica da esporre con le indicazioni per i frequentatori. Intanto il rifugio ha ripensato anche sé stesso e i propri spazi in vista della nuova sfida di riaprire in sicurezza.

Spiegano i gestori del Quintino Sella: «Abbiamo calcolato le distanze di sicurezza tra i letti. Previsto dei precisi percorsi dentro la struttura con indicazioni chiare. Abbiamo introdotto modifiche logistiche e organizzative, alcune delle quali possono diventare un’occasione per migliorare la struttura anche nel post Covid».

«Il Sentiero Italia CAI è la vacanza giusta per l’estate 2020”

Consegna del kit anti Covid a Giacomo Benedetti
kit anti Covid

Ora si guarda all’estate: «Domenica ho potuto sperimentare la voglia della gente di tornare alla normalità – racconta sollevata Silvia -. Noi ce la metteremo tutta e anche di più per consentire agli ospiti serenità e sicurezza. Siamo stati poi fortunati. Poche sono state le persone che avevano cancellato le prenotazioni e in tanti nel post-lockdown hanno ricominciato a telefonare per venire da noi. C’è voglia di montagna e natura. Più che cordate, vedo per ora famiglie che vengono per fare escursioni sui sentieri. Magari è l’occasione per fidelizzare alla montagna persone nuove. Il Sentiero Italia CAI sembra proprio la proposta di vacanza giusta per il 2020».

L’appello

C’è però un appello che Silvia chiede di poter fare agli ospiti: «Con grande rammarico, dopo la giornata di domenica ho dovuto raccogliere bottiglie di birra e mascherine buttate per terra intorno alla nostra struttura. Quello che abbiamo vissuto questa primavera è anche in parte il frutto di un rapporto malato tra l’uomo e la natura. Traiamo insegnamento dalla sofferenza che abbiamo visto per diventare più rispettosi della salute e dell’ambiente».

 

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