E’ il tempo dell’attesa per Elia Origoni. L’incidente accaduto a fine maggio alle pendici del Monte Prado lo ha costretto a interrompere la sua avventura “In Solitaria” e al momento si trova a casa in fase di riabilitazione. Lo abbiamo raggiunto per avere notizie sul suo stato di salute e per farci raccontare qualcosa del suo viaggio sul Sentiero Italia CAI, che finora ha compiuto da Santa Teresa di Gallura fino all’Appennino Reggiano.

Elia, come sta andando il recupero?

Bene per quello che vedo, anche se ancora non posso stabilire le tempistiche definitive del recupero. Però ogni giorno va un pochino meglio. Faccio molto esercizio, fisioterapie alle gambe ogni settimana, mi sto impegnando per recuperare il prima possibile.

Quando sei arrivato a casa?

L’8 giugno, dopo 10 giorni di ricovero all’ospedale di Castelnovo nei Monti, a un’ora da Reggio Emilia.

Eri arrivato già parecchio in alto sul Sentiero Italia CAI…

Sì, avevo qualche giorno di vantaggio rispetto alla tabella di marcia, ma non c’era motivo per rallentare visto che la risposta del mio corpo era buona: camminavo abbastanza ma il mio fisico stava bene. Così mi sono detto che se guadagnavo qualche giorno, in caso di rallentamenti, avrei avuto un buon margine di tempo. Ora mi sono dovuto fermare, ma va bene lo stesso.

Quanti chilometri avevi percorso prima di fermarti?

Circa 3500 km, avevo da poco superato la metà. 

Come è andata questa prima parte del viaggio?

Mi ha sorpreso molto. L’Appennino non l’avevo mai visitato bene dal punto di vista escursionistico. Ero stato in Abruzzo, in Emilia e in Toscana, ma il resto era tutto da scoprire. Ho attraversato delle zone in Calabria in cui mai avrei immaginato di trovare delle foreste così belle, o delle montagne in Campania che mi hanno lasciato a bocca aperta, con caratteristiche quasi dolomitiche. Posti fantastici che con dispiacere ho dovuto passare velocemente, ma le prendo come scoperte che tornerò ad approfondire in futuro. 

Come descriveresti il carattere degli Appennini?

Ancora molto inviolati e selvaggi, sulle Alpi si fa molta più fatica a trovare dei territori così inesplorati. E poi antichi con una lunga storia di lavoro e di vita al suo interno che continua tutt’oggi. Una caratteristica dell’Appennino è che puoi trovare ancora molte strade sterrate o asfaltate che li attraversano: sono utilizzate ancora, perché la quota lo consente e perché è un territorio che si presta a essere sfruttato dal punto di vista lavorativo mentre sulle Alpi molte mulattiere d’alta quota sono abbandonate, così come alcuni villaggi antichi. 

Rispetto al resto del Sentiero Italia CAI che ti resta da esplorare, quali aree ti incuriosiscono di più?

C’è tutto il tracciato del GTA, la Grande Traversata delle Alpi in Piemonte, che avevo iniziato ad affrontare cinque anni fa quando avevo fatto da Vienna a Genova a piedi. All’epoca avevo dovuto abbandonarlo per via delle neve e adesso sono veramente curioso di tornare a esplorarlo, così come tutta la parte delle valli Occitane. E poi ci sono le Alpi Orobiche in Lombardia, che non conosco per niente e che vorrei invece scoprire. 

 

Grazie Elia, ti auguriamo una pronta guarigione! Vi lasciamo con una piccola gallery, per rivivere in breve l’avventura “In Solitaria”.

Elia Origoni
Elia Origoni
Elia Origoni
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