Viaggia per correre, conoscere nuovi posti e persone diverse. Si presenta così nel suo blog Franz Rossi, uno degli autori di Idea Montagna che sta scrivendo le guide escursionistiche del Sentiero Italia CAI. II tratto piemontese di 180 km lo ha appena concluso in soli otto giorni durante la prima settimana di settembre, ma nonostante la rapidità con la quale ha macinato le tappe tra sole, pioggia e nuvole, per una media di 10 ore al giorno di cammino, Franz ne ha saputo raccogliere tutte le sfumature naturalistiche, paesaggistiche e umane. Ambienti sempre diversi e che ricalcano in parte il tracciato della GTA. Lì,  tra montagne, vallate e paesaggi da togliere il fiato anche ai camminatori più esperti, si alternano natura incontaminata, la storia d’Italia, i piccoli borghi che stanno riprendendo vita e l’uomo, che finalmente si può riappropriare di un rapporto più sano con il tempo.

È il Sentiero Italia CAI, il percorso di Grande Bellezza.

In attesa di leggere i racconti sul cammino all’interno della guida escursionistica in arrivo il prossimo anno, abbiamo contattato Franz Rossi per farci dare una prima testimonianza a caldo.

Franz Rossi mentre scrive la guida escursionistica sulla tappa piemontese del Sentiero Italia
Che cosa ti ha colpito e che cosa ti ha lasciato questa esperienza appena conclusa?

“Prima di tutto la possibilità di esplorare. Nonostante il percorso sia già segnato e si debba solo seguire le tracce, lo guardi ogni volta con occhi diversi. Per me la montagna è sempre stata oltre i duemila metri di altitudine, ma questa tappa nella media e bassa montagna mi ha regalato zone meravigliose da guardare con nuovi occhi. Per ogni tappa appunto, trovi perle che non avevi mai visto o sentito nominare, e vedute straordinarie come la Chiesetta del Sudario del XVII secolo con un affaccio sulla valle dal panorama mozzafiato o i piccoli borghi come quello di Eca sulla prima tappa che va da Garessio a Ormea“.

Ce lo vuoi raccontare?

“Eca si divide in due frazioni: Santa Libera e San Giacomo. È un piccolo centro ripopolato da una comunità di tedeschi che stanno sistemando le abitazioni. Il Cai di Ormea ha individuato e unito diversi sentieri in un unico tratto di 40 km chiamato “Balconata di Ormea“, dove si congiungono 24 borgate partendo da Eca, situato più a Est,  fino alla frazione di Viozene. E il Sentiero Italia CAI coincide e si sovrappone in alcuni tratti a questo percorso che si può intraprendere per tutto l’anno, perché si trova a un massimo di 1500 metri sul livello del mare”.

Luciano e i suoi muli per l’approvvigionamento dei rifugi (tappa E10)
E cos’altro ti hanno lasciato queste tappe?

“Il rapporto con il tempo che è completamente diverso da quello scandito dalla vita come la conosciamo noi. Qui incontri pastori, rifugisti, altri camminatori con i quali chiacchierare e condividere idee diverse e valori antichi che non riesci a trovare altrove. Un aspetto umano bellissimo.

E poi c’è la natura incontaminata. All’interno del Parco delle Alpi Marittime ho visto stambecchi, pernici, camosci e grifoni. Un territorio dove davvero la natura la fa da padrona. Come durante la tappa che va dal rifugio Sorria-Ellena al rifugio Genova-Figari passando per il passo delle Finestrelle e dove mi sono imbattuto in un cucciolo di stambecco. Ma non solo natura. Dal rifugio Malinvern attraverso il Velasco, si scopre che era una zona di caccia dei Savoia dove il re Vittorio Emanuele II amava cacciare camosci e stambecchi, fino al Santuario di Sant’Anna, il più alto d’Europa a duemila metri di altitudine“.

Franz ha curiosità, gambe forti e una sensibilità policroma adatta a percepire i tempi e i i luoghi in ogni sua tonalità. Il tempo sul Sentiero Italia CAI può servire per ritrovare se stessi e un rapporto più autentico con gli altri. Non vediamo l’ora di leggere la guida escursionistica scritta da Franz sulle tappe piemontesi.

Vuoi leggere il racconto dell’autore Roberto Ciri sui rifugi delle Alpi Orobie? Lo trovi qui!