Prendete una carta geografica dell’Italia e osservate il Veneto. In alto si restringe molto e va ad incunearsi fra l’Alto Adige, l’Austria e il Friuli Venezia Giulia. Ecco, quella sorta di punta è il Comelico, terra di confine non solo geografico, ma pure culturale, terra che sa mescolare ciò che viene dai “vicini” pur mantenendo una propria decisa identità.

Guide sul Sentiero Italia CaiEro stato varie volte fra queste montagne, ma solo percorrendo le ultime due tappe venete del Sentiero Italia CAI sono riuscito finalmente ad apprezzare in pieno la bontà di questa splendida realtà geografica e umana. Erano due tappe temute, sia per lunghezza che per dislivello, ma fortunatamente ho avuto l’insostituibile compagnia di Lorenzo Comunian, mio “socio” (oltre che amico!) per il volume dedicato al Trentino-Alto Adige della collana delle guide ufficiali del Sentiero Italia CAI edite da Idea Montagna. 

Se mi chiedessero di sintetizzare il Comelico in poche parole non esiterei a citare l’ospitalità e il silenzio. L’ospitalità dei gestori di Malga Dignas e del Rifugio Calvi resterà per sempre nel mio cuore, pur senza nulla togliere ai tanti rifugisti che in tutta questa esperienza sono stati impeccabili. Qui ho trovato qualcosa di diverso, ho avuto modo di chiacchierare, di confrontarmi, di imparare, di sentire testimonianze importanti. Il silenzio invece l’ho ritrovato camminando, queste sono montagne ben frequentate ma dove difficilmente ci saranno le calche riscontrabili a pochi chilometri di distanza.

Montagna, natura dirompente e sapori a chilometro zero

Ma parliamo anche della montagna, vera protagonista di due giorni di trekking molto impegnativi ma altrettanto  appaganti. Siamo partiti dal Passo Monte Croce Comelico per salire, dopo aver superato i rifugio Coltrondo e Rinfreddo, verso le pendici del Col Quaternà, da dove si allarga un orizzonte ricamato da centinaia di creste a cui talvolta riesce difficile abbinare un nome. La traversata verso ovest, una vera immersione in boschi isolati e praterie solitarie, ci ha portato a salire verso il Longerin, una montagna che ci ha entusiasmato per l’eleganza che ricorda vagamente la celeberrima Croda da Lago ampezzana.

Guide sul sentiero Italia CAI

La prima tappa si è gloriosamente conclusa a Malga Dignas, dove i pasti sono veramente “a km zero”! Una delizia dietro l’altra per soddisfare pure il palato! Il secondo giorno ci ha portato ancora più a ovest, attraverso la Strada delle Malghe della Val Visdende, panoramico e semplice percorso in cui abbiamo incontrato solo cavalli e asini. La sorpresa, in parte calcolata, è arrivata solo alla fine, con una lunga discesa e una faticosa risalita a cospetto del gigantesco Monte Peralba. Dal passo dell’Oregone, al confine con l’Austria, siamo finalmente scesi al Rifugio Calvi, dove i gestori ci hanno coccolato con i loro racconti e la loro premura. Questa era per me (per noi anzi) una tappa importante, un punto d’incontro ideale con Anna Sustersic che da qui è partita per raggiungere Murgia, sul Mare Adriatico.

A dire il vero poi i giorni sono stati tre, c’era da calcolare la discesa lungo la Val Sesis per raggiungere Cima Sappada e ritornare a recuperare l’auto. Val Sesis significa Piave, Fiume Sacro alla patria, ecco quindi che, seppur fuori dal Sentiero Italia CAI, abbiamo concluso in gloria la nostra bella sgambata fra le montagne venete e friulane.

Denis Perilli

 

Vuoi leggere altri racconti degli autori in cammino sul Sentiero Italia Cai? Scoprili qui!