Leonessa nasce dalla reazione di un ragazzo, che decise di ribellarsi dai soprusi di sette baroni. Mise insieme un gruppo di ribelli e riuscirono ad ucciderne almeno 6. Uno invece, riuscì a scappare. Una volta liberi, i giovani decisero di unirsi e di fondare la città”, spiega lo storico locale Luigi Nicoli.

Si tratta solo di una leggenda, ma riesce a sintetizzare al meglio il carattere autonomo e ribelle di questo borgo di 2.281 abitanti. Leonessa è il punto di arrivo e partenza di due tappe del Sentiero Italia Cai nell’alto LazioLa prima parte dal Rifugio Angelo Sebastiani e arriva a Leonessa. La seconda parte proprio dal borgo rietino e arriva a San VitoInsignita della bandiera arancione per la qualità turistica – ambientale, questa antica città medioevale si trova a quasi 1000 metri di altezza nell’altopiano del Terminillo. Il suo territorio è il più esteso tra quelli dei comuni sopra i 900 metri di altitudine, nel Centro Italia.

Leonessa è il punto di arrivo e partenza di due tappe del SI CAI nell'alto Lazio
Veduta del monte Terminillo. (Ph. Massimo Pettinelli)

Autonomia e orgoglio

L’antico nome di Leonessa è Gonessa, come la città francese di Gonesse, luogo natale di Carlo I d’Angio. Infatti, la fondazione del borgo rietino si deve proprio al monarca francese nel 1278. La città era posizionata al confine tra lo Stato pontificio e il Regno delle due Sicilie. Per questo motivo, riuscì ad ottenere lo status di borgo autonomo.

Così, rispetto agli altri borghi del territorio, Leonessa riuscì ad evitare il regime feudale e a raggiungere un certo grado di sviluppo economico e sociale. Allo stesso tempo, Leonessa fu anche uno dei centri più importanti del Centro Italia per quanto riguarda il commercio della lana.

Insomma, una città di mercanti e artigiani che riuscirono a trasformare un borgo medioevale in un polo economico e culturale ricco di palazzetti gentilizi e chiese. “Solo nel centro di Leonessa le chiese sono dodici – nota Nicoli – senza dimenticare la presenza di una biblioteca pubblica fondata nel 1554”.

In particolare, spiccano due chiese, esemplari dello stile gotico romanico: la Chiesa di San Pietro e quella di San Francesco. La prima risale al XIII secolo, con un campanile gotico e una facciata rinascimentale, la seconda è dotata di facciata romanico-gotica e campanile gotico. Insomma, l’aspetto religioso è importante. Infatti, la città ha dato i natali a San Giuseppe da Leonessa, proclamato santo da papa Benedetto XIV nel 1746. 

Per quanto riguarda il patrimonio artistico, “è impossibile non citare un presepe di terracotta del ‘400, contenuto nella cappella della chiesa di San Francesco. Si tratta di un’opera in stile abruzzese del XVI secolo. Una dei primi a raffigurare delle figure femminili. Allo stesso tempo, è notevole anche il ciclo di affreschi dedicato al passaggio dei Bianchi (movimento religioso proveniente dall’Inghilterra ndr.)”. 

Piazza VII Aprile (Ph. Massimo Pettinelli)

Tra passato e futuro

Oltre al patrimonio artistico e culturale, ciò che lega il passato e il presente di Leonessa è la zona sismica in cui è localizzata. Nel 1703, la città fu colpita da un violento terremoto capace di radere al suolo numerosi villaggi. A causa del sisma, rimasero uccise almeno 800 persone.

A più di 300 anni di distanza, il 30 ottobre del 2016, il terremoto ha colpito di nuovo questo antico borgo del rietino. In questo caso però, i danni sono stati di minore entità. Allo stesso tempo, il centro storico è stato danneggiato dalla scossa. Alcuni edifici hanno subito danni non strutturali. Al momento, questi ultimi sono in fase di restauro.

Oggi, a Leonessa il settore di riferimento è il turismo, ma anche la produzione agroalimentare. Tra i prodotti, spicca la patata di Leonessa: una varietà presente soltanto nell’altopiano leonessiano, caratterizzata dalla buccia rossa o gialla. “In particolare, molti giovani si stanno specializzando nel campo dell’agricoltura biologica. Allo stesso tempo, anche la produzione della mozzarella di bufala è di grande importanza”, conclude Nicoli. 

Insomma, per chi percorre le tappe del Sentiero Italia CAI nell’alto Lazio il passato e il presente si fondono insieme sulla strada del futuro. 

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