Un musicista sulle Alpi Marittime

In 91 giorni il musicista Mosè Morsut ha attraversato con la sua chitarra l’arco alpino, lungo il Sentiero Italia, per promuovere la sua musica in alta quota e “un approccio rispettoso della montagna”

Il suono della chitarra riecheggia tra le vette maestose delle montagne, espandendosi nel silenzio incontaminato della natura. Siamo lungo il tratto alpino di un “percorso escursionistico di Grande Bellezza” – il Sentiero Italia CAI – divenuto quest’estate teatro d’eccezione di una traversata nel nome della musica. 

Mosè Morsut, giovane musicista piemontese mette nello zaino lo stretto necessario, in spalla la sua chitarra, inseparabile compagna sin dall’età di 8 anni, insieme a passione e creatività. Parte il 23 giugno dal rifugio Genova in Val Gesso, nel Cuneese, per arrivare il 28 settembre a Tolmezzo, sulle Alpi Carniche.

Dopo aver percorso a piedi, in 87 tappe, 1087 chilometri, e tenuto 52 concerti in quota. Perché è proprio lassù che Mosè ha voluto consegnare il suo progetto Pizzicando le Alpi, nato per portare i brani del suo ultimo album strumentale  – Puzzle –  «in una dimensione acustica assoluta come quella dei rifugi e delle vallate, ma anche per promuovere un approccio rispettoso della montagna, dei suoi ritmi, dei suoi spazi, della sua severità e della sua bellezza». Quegli stessi valori sostenuti dal Club Alpino Italiano che ha avuto un ruolo fondamentale nel progetto del musicista ventitreenne. L’idea di percorrere il Sentiero Italia CAI, infatti, è venuta ad Armando La Noce della CCE (Commissione centrale escursionismo) che informa Mosè di un incantevole percorso escursionistico da poco ripristinato.  «Ammetto di aver tagliato il Sentiero Italia in alcuni punti per poter arrivare in Friuli a fine estate e trovare i rifugi aperti durante il cammino».

Qui, ma anche in bivacchi e case private, Mosè ha scambiato la sua arte con l’ospitalità. Ma ciò che è nato successivamente agli obiettivi iniziali ha superato ogni aspettativa. «Ho conosciuto tantissime persone e molte di queste hanno risposto in modo davvero positivo alla mia proposta, è stato uno scambio arricchente per ognuno», spiega Morsut, raggiunto al telefono a Chieri. «Ho trovato un’accoglienza speciale soprattutto da parte delle sezioni Cai più piccole, come quella di Tolmezzo; o a Verbania, dove il Presidente Marco Canetta della sezione Verbano-Intra mi ha addirittura ospitato a casa sua».

Una generosità che non è mancata neanche quando l’avventura si è fatta più impegnativa. Il 13 agosto infatti, in Valle Spluga, Lombardia, Mosè perde zaino e chitarra in fondo a una scarpata. Decide di proseguire il cammino con materiale di fortuna e il 20 agosto apre una raccolta fondi che in 10 giorni, grazie alla solidarietà di tanti,  lo porta a raccogliere 2 mila euro per poter ricomprare il necessario e una nuova chitarra. Un’avventura a tutto tondo insomma sul Sentiero Italia CAI, che oltre alla bellezza dei paesaggi, «che cambiano come i dialetti, valle dopo valle», ha permesso a Mosè di riscoprire una reale umanità, cioè di ritrovare quel “grande abbraccio (…) all’interno degli straordinari territori che il nostro paese è in grado di offrire non appena si abbandona la strada asfaltata”, prendendo in prestito le parole del Presidente generale Vincenzo Torti sul Sentiero Italia. Per l’occasione, accompagnate da un sottofondo musicale. 

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