La Montagna al Femminile dedica oggi spazio all’intervista di Wafaa Amer, regina dell’8b+.

Wafaa è nata e vissuta nel piccolo villaggio di Aghur, vicino al Cairo, in Egitto, fino a 8 anni. Raggiunge i genitori in Italia all’età di 9 anni e a 15 anni, grazie a un’amica, scopre il mondo dell’arrampicata. È un colpo di fulmine, una passione istantanea che non l’ha mai abbandonata, fino ad oggi. Inizia presto a mettersi alla prova nelle competizioni e da subito comincia a conquistare le sue posizioni sul podio. 

A 18 anni si trasferisce a Finale Ligure dove, uscita dalla palestra e dalle prese artificiali, rimane affascinata dalla roccia. È il suo percorso di crescita e di conquista della libertà. 

Amante degli strapiombi e dell’arrampicata verticale su dita, Wafaa sta ora guardando con curiosità anche alle montagne.

ph. Claudia Ziegler

Raccontaci un po’ di te, Wafaa 

“Mi chiamo Wafaa, ho 24 anni e origini egiziane e sono una scalatrice. Ho cominciato a scalare all’età di 15 anni, grazie ad un corso con la mia scuola che mi è stato offerto da un’amica, perché non me lo potevo permettere. Quello che mi ha spinta a portare avanti il mio ‘percorso verticale’ è stata la prima sensazione che ho avuto entrando in palestra: la sensazione di Libertà.”

Poi prosegue: “Venendo da un villaggio vicino al Cairo fino a quel momento non avevo mai visto né sentito di donne che praticassero arrampicata. È stata come un’illuminazione: ‘ma allora le donne possono fare sport?!’ Mi sono detta. È stato bellissimo e da allora non ho mai smesso”.

Quali sono state le maggiori difficoltà che hai affrontato lungo il tuo cammino? Perché?

“La maggiore difficoltà che ho dovuto affrontare è stato far capire a mio papà la mia passione per lo sport: venendo da una realtà diversa, con una diversa cultura ed una diversa religione, lui faceva molta fatica a comprendere ed accettare che una figlia femmina passasse tante ore fuori casa per allenarsi. È stato difficile, inizialmente ho dovuto arrampicare di nascosto. Poi però, con il tempo, anche lui è riuscito ad accettarlo”.

Pensi che l’essere una donna abbia influenzato il tuo percorso, Wafaa? In che modo? 

“È stato difficile all’inizio, quando ho dovuto affrontare la mia società e la mia cultura, facendo scelte ‘controcorrente’ rispetto alla mia tradizione ed alla mia famiglia. Da bambina non condividevo il modo in cui era vista la donna nel mio villaggio, anche se non potevo giocavo con i miei cugini maschi e mi comportavo come loro perché avevo capito che potevano stare fuori fino a più tardi rispetto a noi femmine. Finché sono stata con i miei sono dovuta stare alle regole, poi sono andata via a 18 anni e ho fatto come volevo io.. Da allora le cose sono cambiate: non è più stato difficile per me essere donna nel mondo sportivo, dove mi sono sempre trovata in condizioni di perfetta parità“.

Come ti vedi da qui a 10 anni? Qual è il più grande obiettivo che vorresti raggiungere? 

“Come mi vedo da qui a 10 anni..” – riflette – “Sinceramente, questo per me è un momento di grande cambiamento. Mi sento piuttosto indecisa, cambio e ricambio idea su tutte le cose che mi vengono in mente. È uno di quei momenti in cui mi sento un po’ ‘persa’ e non so cosa voglio fare della mia vita in futuro: è come se fossi ferma, ma in realtà sento che le cose intorno a me si stanno muovendo… Mi sento un po’ ‘in balia delle onde’. Spero comunque di essere sempre felice e di poter continuare a portare avanti la mia passione, che è ciò che mi ha reso una persona libera“.

Qual è, per te, il bello di essere donna, Wafaa?

“Secondo me il bello di essere donna sta in quella forza straordinaria che abbiamo e che il tempo non fa che aumentare. Il bello di noi donne è che dopo le nostre cadute e i nostri pianti, sappiamo sorridere e, con quel sorriso, siamo più belle e più forti di prima… Questa è una cosa straordinaria. E poi c’è il coraggio… Sappiamo essere estremamente coraggiose con la nostra vita“.

ph. Claudia Ziegler

E qual è la qualità che reputi fondamentale per essere una perfetta donna di montagna?  

“Secondo me è senz’altro la determinazione perché è quella cosa che dà la forza di raggiungere i tuoi obiettivi e di realizzare i tuoi sogni: arrivare in cima a quella vetta, salire quella via, realizzare quel grado. È senz’altro questo: tenacia e determinazione”.

 

Grazie davvero Wafaa! Con la tua forza e la tua tenacia siamo sicure che riuscirai ad andare lontano!

Se vi siete persi le interviste degli scorsi giorni, correte a leggere gli articoli de ‘La Montagna al Femminile’ su Daniela Berta, Museo Nazionale della Montagna, Marta Canuto, Lo Puy, ed Anna Frigerio, Spedali Civili di Brescia!

 

Foto in copertina di Claudia Ziegler