Gian Luca Gasca: giornalista, scrittore, viaggiatore e cultore della montagna.  Amante da sempre dei viaggio con lo zaino in spalla, è nel 2014 che inizia ad organizzare una traversata delle Alpi che lo ha portato a stravolgere la sua carriera cambiando completamente lavoro.

Oggi è pronto ad una nuova avventura: percorrere alcuni dei tratti del Sentiero Italia che attraversano Parchi ed aree protette, raggiungendo l’attacco dei sentieri utilizzando solo mezzi pubblici. L’obiettivo è quello di dimostrare che i nostri rilievi sono avvicinabili in modo sostenibile, raccontando non solo la fattibilità di una montagna vissuta con i mezzi pubblici, ma anche un Sentiero Italia affrontato con uno spirito diverso. 

Abbiamo chiesto a Gian Luca di raccontarci di più del suo meraviglioso progetto… 

Gian Luca Gasca

“Linea 7000”: di cosa si tratta?

“500 tappe per oltre 7000 chilometri di percorso attraverso le 20 Regioni italiane, sono questi i numeri del Sentiero Italia CAI. Un lungo itinerario che dalle Alpi prosegue in Appennino e abbraccia le due isole maggiori. Uno di quei viaggi della vita che ti impegnano per mesi restituendoti, al loro termine, un approccio diverso all’esistenza. Sarebbe bello avere il tempo di percorrerlo tutto, ma questo è un privilegio per pochi. Perché allora non guardare al più lungo sentiero al mondo come un grande bacino di opportunità per scoprire il nostro Paese e per farlo in modo sostenibile? È questo il pensiero che mi ha spinto verso la creazione di “Linea 7000”.

L’idea è molto semplice: mostrare come le nostre montagne siano raggiungibili con i mezzi pubblici, lasciando la macchina a casa, per godersi trekking di uno, due o più giorni immersi nella natura e nel paesaggio. Perché farlo lungo il Sentiero Italia? Perché in questa nuova realtà pandemica, con cui ci siamo trovati a convivere, il turismo di prossimità e la riscoperta delle nostre qualità rappresenta un’opportunità da non perdere. Deve diventare il motore per una nuova promozione di un territorio dalle mille sfumature anche quando tutto sarà tornato alla normalità. 

Dalle Alpi all’Appennino l’Italia si trasforma. A nord-est è calcarea e brulla, quasi severa; poi imponente e fragile con le irte guglie dolomitiche; lunare quando si incontra la magnificenza dei grandi Quattromila nella parte Occidentale. Scendendo verso sud diventa esotica, attraversa ambienti montani plasmati dall’aria di mare, territori morti e poi rinati, ambienti fragili e altri che resistono. Raccontare queste infinite opportunità è complesso, ecco allora la scelta di muovermi all’interno di parchi naturali, regionali e nazionali. Luoghi protetti, simboli di una natura preservata. Ambienti unici nel loro genere come l’Etna o le Alpi Apuane che permettono di narrare la grande varietà che ci offre lo stivale con le sue isole”.

In viaggio con i mezzi pubblici

Partire dalle principali città italiane con autobus, raggiungere aree protette, camminare lungo il Sentiero Italia e rientrare in città. Questo, in pochissime parole, è quello che mi sto apprestando a fare in 11 Parchi partendo da quello dell’Etna, per poi continuare nelle Foreste Casentinesi e nel Pollino, senza dimenticare i parchi abruzzesi, le Apuane e quelli del nord Italia, tra cui lo storico Gran Paradiso. Un racconto video, a puntate, per sensibilizzare verso la mobilità sostenibile in montagna, tema centrale dell’iniziativa, e per raccontare attraverso video e immagini la bellezza e la suggestione dei luoghi attraversati. 

Vivere la montagna con i mezzi pubblici è possibile, l’ho dimostrato più volte nel corso degli anni. Nel 2015 ho percorso interamente le Alpi, da Trieste a Nizza, usando autobus, treni e scarponi. Nel 2016 ho fatto lo stesso lungo la catena appenninica, da Cadibona ai monti Nebrodi in Sicilia. Nel 2017 sono addirittura riuscito ad andare da Torino al campo base del K2, in Pakistan, con il semplice obiettivo di dire: ‘si può fare anche sulle nostre montagne’. Sembra impossibile, ma non lo è, basta un minimo di organizzazione ed è anche più rilassante e piacevole rispetto a percorrere centinaia o migliaia di chilometri alla guida di una macchina”. 

Linea 7000 Gasca

“Ci si rilassa, ci si gode il paesaggio e si scoprono nuove realtà. Viaggiando con i mezzi si creano relazioni e amicizie che possono durare il tempo di un fine settimana, oppure tutta la vita. Soprattutto si inquina meno e si lasciano libere le terre alte. Immaginate il parcheggio ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo senza macchine; oppure Pian del Re, dove nasce il Po, libero dalle auto. Ne guadagna lo scenario, la nostra mente, ma anche l’ambiente. Raggiungere questi luoghi con gli autobus è più che facile e tutti abbiamo i mezzi per poter ricercare con facilità i collegamenti da utilizzare. Dobbiamo aver voglia di fare un passo indietro e pensare ad un avvicinamento consapevole ai sentieri, cosa per nulla nuova. Le cronache alpinistiche del secondo dopoguerra raccontano di vere e proprie imprese alpinistiche realizzate partendo da casa con gli zaini carichi e spostandosi con le corriere fin dove possibile, prima di cimentarsi in ardite scalate. 

Dall’altra parte spero che “Linea 7000” possa essere uno stimolo al ripristino di vecchie linee purtroppo dismesse. L’impoverimento dei mezzi pubblici verso le valli non è infatti solo un problema per il turismo, soprattutto quello straniero, ma anche per gli abitanti. Vivere in valli senza servizi comporta la necessità di una macchina e magari la più semplice decisione di spostarsi verso zone meglio servite contribuendo allo spopolamento dei territori montani alpini e appenninici”.

Grazie Gian Luca per queste splendide parole! 

Non vediamo l’ora di seguirti nei prossimi mesi e vivere, insieme a te, gli emozionanti incontri ed esperienze che ti accompagneranno nel corso delle Tappe. 

 

Il viaggio di Gian Luca è realizzato in ottemperanza delle norme emanate per contenere l’emergenza epidemiologica da COVID-19.