“Percorrere il Sentiero Italia CAI nella mia Lombardia, dopo la scorsa primavera, per me è una rinascita a 63 anni. Sono di Nembro, ho visto dal balcone di casa le scene del dolore, dei camion che trasportavano i morti per l’epidemia del Covid-19. Ho deciso allora, per dare un segno di forza, di riscoprire la mia regione martoriata dal virus, attraverso questo sentiero”, Ugo Ghilardi si presenta così. La sua voce è rotta dalla commozione. Eppure, malgrado i brutti ricordi dei mesi passati, vibra di speranza.

Un Cammino per andare avanti

Foto di Ugo Ghilardi lungo il Sentiero Italia CAI in Lombardia, Baita Iseo

Ghilardi sta attraversando la Lombardia a piedi lungo il Sentiero Italia CAI per “distogliere il pensiero, distaccarsi dalla realtà delle difficili settimane primaverili, per incontrare gli animali, vedere i bambini giocare nei prati, annusare il profumo delle piante”. La sua speranza è fortissima: “Noi bergamaschi, e direi anche noi italiani, sappiamo sempre rinascere dai momenti bui, grazie alla nostra forza, alla nostra creatività. È nell’emergenza che sappiamo inventare per superare le tragedie”.

Così negli anni passati dopo aver pedalato lungo tutto il percorso che passa accanto al Po e al Danubio, dopo aver raggiunto Canterbury a piedi da Roma, Ugo Ghilardi ha deciso di scegliere la prossimità. Ha deciso di inviare un segnale optando proprio per la sua terra, percorrendo un cammino significativo come il Sentiero Italia CAI. “Per me è un progetto d’eccellenza che presto diventerà tra i cammini più frequentati dagli stranieri. Attraversa dei paesaggi incredibili. Da ovunque, tutti gli appassionati di trekking vorranno percorrerne anche un solo tratto. Perché lungo questo sentiero si vede un panorama unico, che ci si trovi in Lombardia o in Sardegna o in Calabria… Ne sono convinto, avrà grande successo”.

La riscoperta della montagna

Così da diverse settimane il bergamasco è in cammino per i monti della sua terra con la bandiera del Sentiero Italia CAI. “Molte persone che incontro mi chiedono informazioni su questa realtà. C’è interesse”. Il Covid-19 e le restrizioni hanno spinto in tanti a scegliere la montagna: “I rifugisti mi sembrano soddisfatti del fatto che le famiglie, in particolare la domenica, stiano riscoprendo questi luoghi. Ritengo sia la scelta giusta, in montagna è più difficile assembrarsi, si possono più facilmente mantenere le distanze eppure non ci si sente soli. Si è distanti, ma uniti, perché c’è la montagna e la bellezza della natura a fare da collante per tutti”.

L’escursionista, lungo la tappa Rifugio Colombè – Rifugio Città di Lissone in Val Adamè, ha incontrato anche Roberto Ciri, scelto da Idea Montagna per scrivere la guida ufficiale del Sentiero Italia CAI per la Lombardia (Leggi l’articolo sull’evento del 31 luglio). Insieme hanno trascorso qualche ora, parlando del Sentiero e camminando.

Un balcone sulla Lombardia e sul futuro

Ugo Ghilardi lungo il Sentiero Italia CAI in Lombardia

“Essere sul Sentiero Italia CAI, nella mia regione, (le tappe in Lombardia) è come affacciarsi ogni giorno da un balcone che mostra le bellezze della Lombardia. Ho trovato una grande ricchezza di rifugi nei primi tratti percorsi nella zona di Varese, di Como, di Lecco e delle Orobie. La parte più difficile è stata il tratto Rifugio Colombè – Rifugio Città di Lissone in Val Adamè, una tappa molto lunga. Consiglio anche ai camminatori di procurarsi un sacco a lenzuolo”.

Quella di Ghilardi sembra una vera fede nel potere della natura e nella bellezza. Dal Sentiero Italia CAI e dalla riscoperta della montagna può ripartire l’Italia e la sua Lombardia: “Bisogna guardare avanti, continuare lungo il sentiero adesso e lungo la vita stessa”.

*Ringraziamo Roberto Ciri per la foto in copertina

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