Siamo davvero felici di raccontarvi una storia per noi speciale, quella di Marika Ciaccia, Guida Ambientale Escursionistica di Varese, conosciuta sul web come My Life in Trek. Marika ha iniziato il suo percorso nel mondo del trekking e del cammino come appassionata, in seguito ad un problema di salute e… Da quel momento non si è più fermata!
Con il passare del tempo, infatti, Marika ha capito che questa attività non è solo una passione, ma quello che vuole davvero fare nella vita.  Inizia, quindi, a viaggiare per fare esperienze di cammino, anche all’estero e diventa Guida Ambientale Escursionistica, “non come obiettivo, ma come naturale evoluzione del mio percorso”, ci spiega. Nel mentre, per condividere la sua passione, crea un blog e un canale YouTube con lo pseudonimo di “My Life in Trek”: un diario di viaggio in cui ogni giorno condivide i suoi “passi”, evidenziandone i pregi, ma anche i difetti e cercando di portare il lettore a superare le proprie insicurezze ed iniziare a camminare!

Marika che dire, se la creazione dei tuoi canali è stato solo un effetto collaterale hai sicuramente riscosso grande successo!
PS: Anche noi del SICAI siamo tuoi grandi fan 😊

Marika Ciaccia

Sei soddisfatta della tua community e del risultato che ha raggiunto non solo nel tuo ambito di guida ma anche sui social?

Bhe, la mia soddisfazione non viene molto dall’avere un grande seguito: sono consapevole che se avessi svolto tutte le mie attività social “da manuale” probabilmente a questo punto avrei molto più successo in termini di “follower”, ma deriva dal fatto di aver costruito il mio canale un passo alla volta facendo qualcosa che mi piace veramente e cercando di trasmettere le mie conoscenze e la mia passione a persone che sono realmente interessate ad iniziare o a migliorarsi nell’attività di escursionismo“.

La tua figura, dal punto di vista comunicativo è particolarmente nuova. Se dovessi paragonarti ad altre figure che hanno fatto dei cammini la propria vita, come ti definiresti?

Io credo che tutte le figure che lavorano o fanno dei cammini la propria passione possano avere orientamenti e attitudini diverse: ad esempio io mi trovo a mio agio trasmettendo i miei pensieri attraverso video o consigli social, mentre altre figure possono preferire la fotografia oppure avere più attitudine verso la scrittura e il giornalismo… Non per questo dobbiamo porci in contrapposizione o pensare che qualcuno possa avere più valenza di qualcun altro. Io, ad esempio, sono consapevole di non essere una scrittrice professionista, so di poter migliorare in questo ambito, ma mi sono ugualmente lanciata nell’avventura di scrivere un libro per raccontare la mia storia e soprattutto la mia passione!”. Continua: “L’importante è rispettare sempre il pensiero degli altri e l’impegno che fare questo lavoro richiede: forse per molti può sembrare scontato quello che faccio, ma per me è una vera e propria attività lavorativa che merita il giusto riconoscimento, nonostante sia mossa dalla passione”.

A questo punto ti facciamo una domanda che riguarda l’argomento della nostra prima puntata della Settimana Tematica: “Qual è la differenza tra un trekking di più giorni ed un cammino?”

Dunque, come saprete ho già cercato in passato di rispondere a questa domanda attraverso un breve video e mi sono accorta che la risposta non è affatto semplice! Inizierei col dire che la situazione è molto variegata e spesso un trekking può essere identificato con un cammino e un “cammino” può essere un trekking. Tuttavia, se dovessi pensare a delle differenze o a delle definizioni ti direi che, per il senso comune, quando parliamo di cammini, sappiamo che stiamo attraversando un territorio con molti punti d’interesse culturale, molti servizi e tante persone con storie da raccontare. Questo è il bello dei cammini: il poter conoscere persone nuove stando però in un ambiente accogliente che può comunque offrire molte “facilitazioni” come, ad esempio, l’alloggio o i punti di ristoro”.

Poi prosegue: “Parlando di trekking le cose cambiano: questi si svolgono infatti su territori montani su cui dobbiamo essere preparati. Una preparazione non solo fisica, come ad esempio per i grandi dislivelli, ma è necessario anche essere autosufficienti, pronti all’orientamento e agli imprevisti. Diciamo un terreno più impervio per chi si avvicina per la prima volta ma che può sicuramente portare la soddisfazione di essere in mezzo alla natura nella sua accezione più “selvaggia”“. 

Puoi farci un esempio di un cammino e di trekking in Italia o all’estero?

Un esempio di cammino all’estero è il Kumano Kodo: è un cammino, perché si svolge in ambienti abitati (ambienti naturali, ma urbanizzati ndr), non si arriva mai in alta quota ed è possibile avere dei servizi a disposizione. Inoltre, dietro il percorso c’è una storia da raccontare, che è il motivo per cui in passato il pellegrino intraprendeva il percorso. Invece, per quanto riguarda il trekking posso citare la Via del Sale, le alte vie delle Dolomiti, la GTA oppure, in ambiente non “alpino”, la Grande Traversata Elbana che mi accingo a fare nelle prossime settimane. Non vedo l’ora di poter tornare a viaggiare!”. 

Secondo te, Marika, perché i cammini sono molto in voga ultimamente?

“A mio parere stiamo vivendo in un periodo in cui c’è la necessità di tornare a contatto con la natura, e lo vediamo a partire dall’alimentazione più sana, alla cosmesi e quindi anche al turismo. Il cammino dà quel senso di avventura che si stava perdendo, regalandoci inoltre un modo di essere più introspettivi, di riconoscerci e capirci”.

Hai un sogno nel cassetto? Un cammino o un trekking che vorresti fare nel tuo futuro?

Perché limitarsi ad un sogno quando possiamo andare ovunque?!”, scherza. “Più che un sogno ho degli obiettivi: all’estero mi piacerebbe andare al campo base dell’Everest o a fare il cammino degli 88 Templi di Shikoku, mentre in Italia punto alla Grande Traversata delle Alpi e, perché no, anche il Sentiero Italia ha il suo fascino! A dire la verità non so in quale momento della vita potrei avere a disposizione così tanto tempo per poterlo fare tutto di seguito (non mi piace spezzare gli itinerari)” – ride – “…Pe sicuramente sarebbe un’esperienza interessante. Inoltre, ho un augurio per me e per i lettori, ovvero che appena possibile si ricominci a camminare e ad esplorare, anche solo vicino a casa“. 

Un’ultima domanda:  avresti qualche lettura da consigliarci o qualche “figura” che potrebbe aiutarci in questo dibattito? 

“Ho nella mente degli scrittori che apprezzo molto e che sicuramente sapranno darvi degli spunti sull’argomento: Franco Michieli, Darinka Montico, Alessandra Beltrame, Paolo Cognetti e Gian Luca Gasca” .

Grazie Marika per il tempo che ci hai dedicato e per averci dato la tua opinione su questo argomento che, come Sentiero Italia e Club Alpino Italiano, abbiamo molto a cuore.

Pre-ordinate il nuovissimo libro di Marika, La felicità ai miei piedi, l’avventura di una trekker per caso (Edizioni Terra Santa), disponibile dal 15 Aprile!

Non dimenticatevi di seguire Marika su Instagram, troverete sempre consigli utili ed esperienze interessanti!

… Alla prossima!!!