Il Sentiero Italia CAI attraversa la Sardegna da nord a sud. I camminatori che passano per gli altopiani e i massicci dell’isola, potranno notare una serie di costruzioni coniche di diverse dimensioni. Si tratta dei nuraghi, testimonianza della civiltà nuragica che si è sviluppata in buona parte dell’isola dall’età del bronzo fino al secondo secolo dopo Cristo. E per quanto riguarda la Barbagia fino all’epoca medioevale.

La nascita della civiltà nuragica si può determinare intorno all’anno 1800 a.C. Il suo sviluppo è stato favorito dall’introduzione del bronzo. Dalla sua nascita, ci sono state diverse fasi. In particolare, la cosiddetta stagione delle aristocrazie che va dal 900 al 500 a.C. In questo periodo, il popolo nuragico aveva iniziato ad organizzarsi dal punto di vista politico, con la creazione di un vero e proprio parlamento: composto dalle persone più influenti che si riunivano per risolvere i problemi di ogni giorno.

Sardegna: i nuraghi sul Sentiero Italia CAI

Il nuraghe Boddò nel comune di Alà dei Sardi

Anche dal punto di vista architettonico, questa civiltà ha raggiunto livelli straordinari. Localizzato nella provincia del Sud Sardegna, nel 1997 il complesso nuragico di Barumini è uno dei 55 siti italiani entrati a far parte della lista dei luoghi patrimonio mondiale dell’UNESCO. Secondo l’organizzazione delle Nazioni Unite, si tratta “del sito che comprende l’esemplare meglio conservato di tutti i nuraghi sardi”.

Il complesso è basato su un villaggio dominato da un gigantesco nuraghe centrale chiamato “Su Nuraxi”, da cui prende il nome anche l’intero complesso. Allo stesso tempo, spicca anche la cortina esterna che sembra nascere dal rimaneggiamento di un muro di difesa pre-esistente. In poche parole, Barumini rappresenta il simbolo della Sardegna dei grandi monumenti in pietra.

Allo stesso tempo, negli anni ‘90, durante i lavori di restauro della residenza spagnola Casa Zapata, gli archeologi hanno rivenuto un altro nuraghe: la reggia di Su’ Nuraxi e Cresia. Si tratta di un palazzo costruito 1500 anni prima di Cristo. Un edificio in pietra composto da tre torri: la più grande alta circa 20 metri. Senza dimenticare una serie di stanze, corridoi, cortili e mura. Insieme a un pozzo da raggiungere con una scala di pietra.  

Tesori sul sentiero

Sardegna: i nuraghi sul Sentiero Italia CAI
La tomba dei giganti Pascaredda nel comune di Palangianus

Il Sentiero Italia CAI invece, attraversa altri nuraghi forse meno conosciuti ma non per questo di minore importanza. Ad esempio, se si percorre la tappa che va da Santa Barbara a Perdasdefogu a Cuile Is Arrantas si può visitare il nuraghe Tuéri, che domina un altopiano calcareo con tanto di torre, da cui si dipanano due strutture e anche i resti di alcune capanne. A qualche centinaio di metri c’è una grotta lunga qualche decina di metri utilizzata come necropoli.

Allo stesso tempo, se si parte da nord, ci si trova nel comune di Ala’ dei Sardi (tappa numero 8), ricco di resti archeologici di questo tipo. Tra questi segnaliamo il nuraghe Boddò forse il meglio conservato nel territorio comunale.

Altro reperto da non perdere è la tomba dei giganti Pascaredda, nel comune di Calangianus (Sardegna Nord Orientale). Si tratta di un monumento funebre edificato nell’età del bronzo medio – bronzo recente, composto da diversi dolmen edificati in granito.

Infine se ci si sposta verso sud, c’è il Nuraghe del centro abitato di Armungia, nella provincia del Sud Sardegna (tappa numero 24 del Sentiero Italia CAI) oppure il Nuraghe Mont’Arbu, nella 28esima tappa che va da Baccu Malu a Castiadas.

Insomma, la Sardegna è ricca di meraviglie naturali ma anche di imponenti edifici eretti dalla mano dell’uomo. Questi ultimi, testimonianza vivente di una civiltà che ha edificato il passato dell’isola.

Vuoi conoscere quali sono tutte le tappe del Sentiero Italia CAI in Sardegna? Leggi qui!