Un’affascinante tappa siciliana del Sentiero Italia CAI si snoda sulle pendici di una delle meraviglie d’Italia: il monte Etna.

E’ vero che il percorso principale del Sentiero in Sicilia attraversa l’isola da Palermo a Messina, per una lunghezza di 500 km (vedi la mappa). Ma a questo tratto si aggiunge appunto una variante, compiuta nella versione originale nel 1995, sotto la guida di Teresio Valsesia. Siamo in quota tra gli 800 e 2 mila metri sopra il livello del mare, al cospetto del vulcano attivo più alto d’Europa.

Scopriamo insieme questa meraviglia naturalistica. 

Perché il monte Etna è patrimonio Unesco

Meraviglie d'Italia, Monte Etna

3300 metri di altezza, un’impronta che alla base misura 45 km di diametro; il Monte Etna è il vulcano attivo tra i più alti e studiati al mondo. Il 21 giugno 2013 è stato inserito tra i siti patrimonio dell’umanità, nominati e censiti dall’Unesco.

Queste sono state le motivazioni alla base della scelta: “I crateri della vetta, i coni di cenere, le colate di lava, le grotte di lava e la depressione della valle del Bove fanno dell’Etna una destinazione privilegiata per la ricerca e per l’istruzione; esso continua ad influenzare la vulcanologia, la geofisica ed altre discipline della Terra”.

Fino ad oggi in Italia sono 55 i siti riconosciuti dall’Unesco,  5 di questi sono siti naturali. Oltre al monte Etna fanno parte dell’elenco più prestigioso al mondo le Isole Eolie, Monte San Giorgio, le Dolomiti e le Antiche faggete primordiali dei Carpazi. (Fonte www.unesco.org

Il cosiddetto Gigante Buono rappresenta una meta emblematica non solo dal punto di vista educativo-culturale,  ma anche escursionistico. Infatti i panorami mozzafiato, i diversi ecosistemi presenti con specie endemiche che mutano man mano che si sale verso il cratere, attraggono migliaia di visitatori da tutto il mondo.

Quali ambienti troviamo 

Meraviglie d'Italia, Monte Etna

Il Sentiero Italia in Sicilia consente di apprezzare paesaggi unici, come le coste del trapanese affacciate sul mare, le valli dei fiumi Simeto e Alcantara, i complessi montuosi delle Madonie, dei Nebrodi e dei Peloritani.

Sull’Etna esso si svolge in prevalenza su stradelle forestali e sotto i boschi, tra gli 800 e i 2000 metri sopra il livello del mare, dove essi non sono stati interrotti da colate laviche. Una parte del sentiero corre sull’orlo della valle del Bove, non lontano dalle zone sommitali”, spiega Giambattista Condorelli. componente della SOSEC (Struttura operativa Sentieri e Cartografia) del CAI centrale e coordinatore del Sentiero Italia CAI in Sicilia.

La Geografia

Nell’antichità gli scrittori suddividevano l’Etna in 3 fasce concentriche, e questa ripartizione è valida ancora oggi:

  1. La fascia pedemontana, fino a 800 metri sopra il livello del mare,  è una zona intensivamente abitata e caratterizzata dalla presenza di numerose cittadine
  2. La fascia boschiva, dove per lo più transita il Sentiero Italia, raggiunge i 1900 – 2000 metri di quota, qua e là interrotta da colate laviche
  3. La fascia del deserto vulcanico, con le distese di lava o di sabbia, sopra i 2 mila metri di altezza

“La mediana offre differenti unità boschive dominate più in basso dal leccio, poi dal castagno, dalla roverella, dal cerro, quindi, salendo ancora, dal pino laricio, dalla betulla dell’Etna e dal faggio”, chiarisce Condorelli.

La fauna

Il Parco naturale del monte Etna nasce nel 1987 e comprende un’area definita “riserva integrale” ed una più esterna definita “riserva generale”, a protezione dei boschi. Lungo questi sentieri ci si può imbattere in istrici, gatti selvatici, donnole, ghiri, conigli e lepri. Mentre guardando verso il cielo, in direzione del cono innevato del cratere borbottante, è possibile talvolta ammirare una coppia di aquile reali.

Il mito

La storia dell’isola e del suo vulcano affonda le radici nella mitologia greca.

La versione più conosciuta della leggenda è legata alla figura del gigante Encelado, che insieme ai suoi fratelli, osò sfidare gli dei in una battaglia conosciuta con il nome di Gigantomachia. Per raggiungere l’Olimpo i giganti presero le cime del monte Bianco, delle montagne asiatiche, il Pindo della Grecia e i monti africani, ma una volta arrivati al cielo furono annientati dai fulmini di Giove.

Nel tentativo di scappare dall’ira funesta degli dei, Encelado venne catturato dalla dea Atena che lo imprigionò sotto un cumulo di terra raccolta dai vari continenti. Nacque così l’antica Trinacria insieme al monte Etna, che nasconde ai suoi piedi la testa e la bocca del gigante. È il suo respiro infuocato di rabbia, infatti, l’origine delle colate laviche che illuminano le notti a oriente della Sicilia. Sono i suoi vani tentativi di liberarsi dalle catene, che hanno fatto tremare la terra durante i 2700 anni di attività eruttiva.

Anche Virgilio narra la storia di Encelado nel III libro dell’Eneide:

(…) È fama, che dal fulmine percosso
E non estinto, sotto a questa mole Giace il corpo d’Encelado superbo;

E che quando per duolo e per lassezza
Ei si travolve, o sospirando anela,
Si scuote il monte e la Trinacria tutta;
E del ferito petto il foco uscendo
Per le caverne mormorando esala,
E tutte intorno le campagne e ’l cielo
Di tuoni empie e di pomici e di fumo 

 

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*Ringraziamo per tutte le foto Giuseppe Receputo, Presidente della sezione CAI di Acireale