Lo stambecco (Capra ibex) è il re della fauna alpina e uno degli animali osservabili lungo il Sentiero Italia CAI. Appartenente alla famiglia dei bovidi. Abita le zone di alta montagna nella fascia superiore al bosco. In inverno si colloca intorno ai 2000 metri. In primavera invece scende verso i mille metri di altitudine. Il suo habitat è rappresentato dagli ambienti rocciosi e dai pascoli d’alta montagna. Qui si ciba di piante erbacee.

La storia

Lo stambecco, Fauna alpina, Sentiero Italia CAI

Un animale possente, elegante, nobile. Un animale grazie al quale si è sviluppata nella coscienza italiana stessa l’attenzione per la conservazione della fauna. Successe quando all’inizio dell’800 erano rimasti solo un centinaio di animali nell’area dell’attuale Gran Paradiso. Fu così che i Savoia avocarono a sé il monopolio della caccia. “Successivamente nel 1856 fu creata la Riserva Reale di Caccia del Gran Paradiso dalla quale nel 1922 è stato istituito il primo Parco Nazionale italiano – spiega Luca Pellicioli, medico veterinario e vicepresidente del Comitato Scientifico Centrale del Cai -. La storia dei parchi nazionali inizia quindi anche per difendere lo stambecco”. Poi alla fine del Novecento sono iniziati i programmi di reintroduzione dell’animale in altre zone dell’arco alpino. In particolare è oggi presente in diverse aree protette italiane: Parco nazionale dello Stelvio, Parco nazionale Alta Valsesia, Parco naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, Parco regionale dell’Adamello e Parco naturale Adamello Brenta.

È possibile vederlo anche mentre si cammina lungo il Sentiero Italia CAI in più tappe alpine e in particolare nel tratto che attraversa il Parco del Gran Paradiso (Rifugio Savoia – Rhemes-Notre-Dame): “Lo stambecco è un animale poco diffidente nei confronti dell’uomo – rivela Pellicioli -. Anzi è facile avvicinarlo. Per questo bisogna spiegare che ci sono comportamenti che sembrano innocui, ma che possono esser nocivi. Non bisogna offrire da mangiare a questi animali panini o altro. Vanno lasciati liberi. Non bisogna cercare di interagire. Si può invece osservare e fotografare. Per quanto sull’arco alpino si contino oggi oltre 15.000 stambecchi, si tratta di una specie fragile. Cheratocongiuntivite infetti e Rogna Sarcoptica sono le due malattie che hanno determinato negli ultimi decenni episodi di mortalità in questa specie sull’arco alpino”.

Il ritratto

Lo stambecco, Fauna alpina, Sentiero Italia CAI

Pellicioli quindi tinteggia la bellezza di questo re delle Alpi: “Lo stambecco è riconoscibile per le caratteristiche corna che ci aiutano a distinguere i maschi dalle femmine. In un esemplare di stambecco adulto le corna sono più lunghe. A volte per esempio possono raggiungere il metro. La muscolatura è possente e l’ossatura robusta. Il colore del pelo, bruno chiaro d’estate e più spesso e scuro d’inverno, lo rende facilmente mimetizzabile rispetto a pietre e rocce, ma non rispetto alla neve. Il maschio raggiunge i 90 centimetri d’altezza, la femmina 75. Il peso di un maschio adulto varia dai 65 ai 130 chili, la femmina arriva al massimo ai 60 chili”.

Un aspetto che conferisce all’animale una potenza simbolica e una maestà unica: “Spesso è presente nell’iconografia alpina. L’immagine dello stambecco è effettivamente capace di evocare il senso dell’alta montagna e della natura”, conclude Pellicioli. Un simbolo così forte, che racchiude in sé un istintivo richiamo all’amore per le nostre catene montuose, non poteva dunque che far parte della fauna che circonda il Sentiero Italia CAI, il cammino che unisce le grandi meraviglie della nostra penisola.

CARTA D’IDENTITÀ  Lo stambecco, Fauna alpina, Sentiero Italia CAI

Nome comune: Stambecco
Nome scientifico: Capra ibex
Ordine: Artidiotattili
Famiglia: Bovidi
Altezza: 90 cm il maschio, 75 la femmina
Peso: Massimo 130 kg il maschio, 60 la femmina
Habitat: Il suo habitat è rappresentato dagli ambienti rocciosi e dai pascoli d’alta montagna
Cibo: Piante erbacee
Connotati e contrassegni salienti: Corna che nel maschio possono arrivare al metro di lunghezza. Il colore del pelo, bruno chiaro d’estate e più spesso e scuro d’inverno

 

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*Ringraziamo per tutte le foto Mirco Bonacorsi