La protagonista di questa puntata di Orme sul Sentiero Italia CAI, la Marmotta, in questo periodo dell’anno sta sicuramente dormendo. “Tra la fine di settembre ed i primi di ottobre infatti questi animali vanno in letargo, ritirandosi nelle tane di svernamento per passare i sei mesi più freddi in un profondo sonno.

Questo adattamento consente loro di rallentare drasticamente il proprio metabolismo, di consumare meno energie e quindi poter sopravvivere in ambienti estremi in cui il cibo disponibile – per un erbivoro – è limitato alla primavera e all’estate”, spiega Davide Berton, coordinatore nazionale del Gruppo Grandi Carnivori CAI e conoscitore della fauna alpina.

“La marmotta predilige la fascia al di sopra del limite del bosco, tra i 2000-2500 metri sul livello del mare. È possibile però incontrarla facilmente anche ad altezze maggiori e minori. Grazie alla mano dell’uomo in alcuni casi eccezionali la troviamo anche a 1200-1300 metri”. Si tratta di uno tra gli animali che è più probabile incontrare lungo il Sentiero Italia CAI. In particolare nelle zone alpine laddove il cammino incontra aree naturali come il Parco del Gran Paradiso e il Parco dello Stelvio.

Il genere marmota compare sul pianeta nel Miocene tra i 25 e i 5 milioni di anni fa in America settentrionale. “Le marmotte americane sembra abbiano fatto il loro ingresso circa 600.000 anni in Eurasia attraverso lo stretto di Bering, che in quel periodo era transitabile grazie all’abbassamento di almeno 200m del livello dei mari a causa delle glaciazioni in atto. Successivamente le popolazioni di marmotta subirono contrazioni ed espansioni degli areali che portarono al loro isolamento geografico e genetico e conseguentemente alla differenziazione in più specie”.

Un animale minacciato dalla caccia

Sentiero Italia CAI, La marmotta

L’area abitata da questo bellissimo animale si è nei secoli ristretta. La fine dell’ultima glaciazione segnò la scomparsa delle popolazioni di pianura e di quelle pirenaiche, slovene e appenniniche”.

Dopo i cambiamenti climatici arrivò l’uomo con la sua importante azione di caccia sia per scopi alimentari che per la pelliccia, che per le proprietà medicamentose del grasso di cui l’animale è provvisto.

“All’inizio del XX secolo abbiamo il momento più critico per la popolazione di marmotta, che raggiunge i minimi storici. In Italia era presente solo su Alpi occidentali e centrali, mentre le popolazioni nelle Alpi orientali erano molto frammentate a causa di un habitat più discontinuo.

La marmotta abita oggi invece in tutte le Alpi grazie all’intervento umano di salvaguardia. In particolare il suo habitat sono le praterie alpine e subalpine primarie, con o senza affioramenti rocciosi. È possibile trovarla anche in praterie secondarie, create dall’uomo, e in zone con larici-cembreti radi. In questi pascoli di montagna si nutre di erbe, radici e tuberi, prediligendo le leguminose e le liliacee”.

Il ritratto

La nostra marmotta delle Alpi si caratterizza per un peso tra i 3 e gli 8 kg con differenze tra maschio e femmina poco marcate. “Nelle zampe anteriori ci sono quattro dita, in quelle posteriori cinque. Il colore del mantello varia tra bruno, beige, fumo chiaro e grigio scuro. Occasionalmente si sono osservati animali albini o completamente neri.

La pelliccia muta una volta l’nno, tra giugno ed agosto, ed è sempre molto folta, caratterizzata da una corta lana mista a setole più lunghe. La dentatura presenta una coppia di incisivi superiori e una coppia di inferiori molto forti e a crescita continua.

Questo animale infine ha una vita media in natura tra i quattro e i cinque anni, ma la longevità massima potenzialmente può raggiungere e superare i quattordici anni”.

La marmotta nella cultura

Una specie simbolo della montagna. Un animale amato dai bambini e citato dai fumetti: Qui, Quo e Qua infatti, i tre piccoli paperi Disney nipotini di Paperino, fanno parte di un gruppo di scout chiamato “Le giovani Marmotte”, inventato dall’illustratore Carl Barks.

Un animale che in passato si sarebbe potuto estinguere, minacciato e poi aiutato a tornare a vivere nei suoi areali storici. Una specie dunque che ci aiuta a riflettere anche sull’uomo, sul suo ruolo, sulla sua mano che può risultare deleteria, ma anche attenta. Che può portare una specie bellissima sull’orlo dell’estinzione, ma porsi anche l’obiettivo di ripristinare quel che si è distrutto, difendere quel che si è perseguitato.

La stessa mano che attraverso il Sentiero Italia CAI vuole costruire un nuovo rapporto con la natura, più consapevole, attento e rispettoso.

CARTA D’IDENTITÀ

Nome scientifico: Marmota

Classe: Mammalia

Ordine: Rodentia

Famiglia: Sciuridae, Marmota Marmota

Lunghezza corpo: 60 cm

Peso: 3-8 kg

Cibo: erbe, radici e tuberi

Habitat: praterie alpine e subalpine primarie

Colore: bruno, beige, fumo chiaro, grigio scuro

Contrassegni particolari: zampe anteriori con quattro dita,  posteriori con cinque

 

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*Ringraziamo per tutte le foto Davide Berton