Caratterizzato dal manto nero e da una pezzatura bianca, in Calabria lo scoiattolo nero meridionale scorrazza nei boschi del Parco Nazionale della Sila. Per questo motivo, coloro che percorrono il Sentiero Italia CAI nelle tappe che fanno parte dell’area del parco, potrebbero riuscire ad accorgersi della sua presenza. Di grandi dimensioni, questa specie si fa notare per l’iperattività e per la velocità negli spostamenti.

I calabresi lo chiamano con diversi nomignoli: da “zaccaredda” a “zaccareddra”, passando per “zaccanedda” e “zaccarella”. In particolare, si tratta di un esemplare unico soprattutto per le dimensioni e per la colorazione nera. 

Una nuova specie

“Lo scoiattolo meridionale è specie endemica dell’estremo peninsulare italiano. L’areale storico era costituito da tre popolazioni, isolate tra loro, presenti nei principali massicci montuosi: Aspromonte, Sila e Pollino. Solo recentemente, la contemporanea espansione delle popolazioni del Pollino e della Sila, rispettivamente verso sud e verso nord, ha portato alla colonizzazione della Catena Costiera”, spiega Barbara Carelli, responsabile del servizio segreteria ed educazione ambientale del Parco nazionale della Sila.

L’esemplare di scoiattolo più comune dello stivale è lo scoiattolo europeo, detto anche scoiattolo rosso. In questo caso però, è caratterizzato dalla pelliccia nera. Non si tratta di una sottospecie del Sciurus Vulgaris ma di una vera e propria specie a sé stante.

L’hanno scoperto nel 2017 i ricercatori dell’Università dell’Insubria (provincia di Varese). Quest’ultimi hanno identificato lo Sciurus Meridionalis Lucifero come una varietà singola, sia dal punto di vista morfologico che da quello genetico.  “In realtà, l’identificazione di questa nuova specie è iniziata nel 1895, quando il marchese Antonio Lucifero studiò tre esemplari raccolti in Calabria che si distinguevano dallo scoiattolo comune”, continua Carelli.

Diverso da tutti gli altri

Infatti, l’aspetto dello scoiattolo nero è caratterizzato da una pelliccia ventrale bianca e da una colorazione molto scura su schiena, fianchi e coda. “In generale, lo sciurus meridionalis è più grande dello sciurus vulgaris. In particolare per quanto riguarda il peso: circa il 35% in più. Anche la mandibola, la grandezza e la lunghezza del cranio sono di dimensioni più elevate”.

Allo stesso tempo, sono state riscontrate differenze anche dal punto di vista genetico: “utilizzando il set di dati molecolari, tutti i marker investigati hanno rivelato combinazioni di varianti nella sequenza del dna esclusivi per il S. meridionalis ben separati da quelli del S. vulgaris”, scrivevano i ricercatori nell’articolo scientifico dedicato al tema.

Insomma, si tratta di due specie talmente differenti da non potersi incrociare tra loro. Allo stesso tempo, la specie è diffusa soprattutto nelle aree della Calabria e del Pollino. Molto probabilmente, si è originata da una popolazione rimasta isolata durante le grandi glaciazioni, che nel tempo si è differenziata fino a diventare una specie autonoma.

Presenza sul sentiero

Per quanto riguarda la Sila, lo scoiattolo si sposta e vive sulle grandi conifere del parco nazionale, ad altitudini che vanno dai 600 ai 1500 metri sul livello del mare. Infatti, chi percorre il Sentiero Italia CAI potrebbe anche imbattersi in un esemplare. Secondo gli esperti, questi animali utilizzano dei veri e propri corridori per spostarsi. Allo stesso modo dei lupi. Sia nei tratti che attraversano la Sila, sia in quelli della catena costiera sul Tirreno. 

In Calabria lo scoiattolo nero meridionale è già a rischio. “La principale minaccia per la specie è la distruzione degli habitat. Fortunatamente, però, gran parte dell’attuale area di distribuzione ricade all’interno di aree protette e i numerosi, e per altri versi poco oculati, rimboschimenti a conifere hanno favorito la sopravvivenza della specie“, conclude Carelli.

Un pericolo potrebbe derivare dalla lotta contro la processionaria del pino Thaumetopoea pityocampa. L’utilizzo di insetticidi ad ampio spettro, può causare elevata mortalità. Scarsa importanza, invece, ha sempre avuto la caccia, in quanto da sempre “la carne è poco stimata, avendo un forte e piccante sapore di pino”, scriveva Lucifero nel 1907.

Carta d’identità

 

 Nome comune: Scoiattolo nero meridionale 

  Nome scientifico: Sciurus meridionalis luciferus

Lunghezza: 24 – 29 cm

Peso:  278-530 g

  Classe: Mammalia

 Ordine: Rodentia

 Famiglia: Sciuridae 

  Cibo: semi di pino,  pigne, noci, castagne

  Habitat: conifere ma anche boschi di quercia e di faggio

Connotati e contrassegni salienti: pelliccia nera e     ventre bianco

 

 

 

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