Anche in un paese a clima temperato come l’Italia, ci sono creature superstiti dell’era glaciale, che l’evoluzione naturale ha reso adatti a vivere in climi freddi ed estremi. Alcune di queste specie, chiamate appunto “relitte” sono osservabili anche lungo il Sentiero Italia CAI (leggi anche l’articolo sul Camoscio D’Abruzzo, rimasto isolato rispetto ai suoi parenti nei pirenei proprio dopo le glaciazioni). In particolare spiccano in questo contesto i tetraonidi, galliformi molto particolari.

Essi vivono solo nell’emisfero boreale della terra e sono giunte sulle nostre Alpi durante l’ultima glaciazione, quando gran parte del continente europeo era ricoperto da una calotta ghiacciata. In conseguenza a questa situazione estrema, queste specie hanno aumentato il loro areale giungendo fino alle Alpi dove era presente un habitat adatto. Qui al termine delle glaciazioni una parte della popolazioni si sono insediate e sono ancor oggi presenti approfittando del clima freddo d’alta montagna e dell’habitat naturale conseguente ancora adatto alla loro vita.

Grazie a queste peculiarità ambientali e climatiche è possibile per gli escursionisti incontrarli ancor oggi sulle Alpi del Veneto e non solo.  Si tratta per esempio del Gallo forcello, del Gallo cedrone, del Francolino di monte e dell’elegante Pernice bianca.

 

La pernice bianca, pregiata e fragile presenza

Sentiero Italia CAI, Pernice bianca, era glaciale
Foto Berton, brigata a fine ottobre

Davide Berton, coordinatore nazionale del Gruppo Grandi Carnivori CAI e conoscitore della fauna alpina, ritiene la Pernice bianca “senza dubbio uno dei più pregiati e purtroppo vulnerabili abitanti delle Alpi e delle zone montuose elevate del Veneto. Qualsiasi escursionista o alpinista che frequenti con una certa continuità il territorio montuoso del bellunese, si troverà ad attraversare l’ambiente in cui vive questo splendido galliforme”.

Berton ha studiato per passione a lungo questa specie e ritiene essenziale conoscerla e raccontarla: “Essere consapevoli delle sue peculiarità e vulnerabilità è molto importante per tutti coloro che frequentano la montagna. Bisogna essere capaci di riconoscerla e rispettarla, rendendosi conto di quanto l’uomo, con le proprie attività, arrivi a disturbare e a mettere in pericolo la sua sopravvivenza già resa problematica dal riscaldamento globale”.

Il nome della pernice

Sentiero Italia CAI, Pernice bianca, era glaciale
Foto Berton, maschio in maggio che cerca di confondersi con l’ambiente circostante

Attraverso il nome di questo animale è possibile comprenderne alcune caratteristiche: “Il nome scientifico della pernice bianca è Lagopus muta (Montin 1758). È presente sulle Alpi con la sottospecie Lagopus muta helveticus. Lagopus significa ‘piede di lepre’, perché le sue zampe ricordano quelle della lepre. Sono effettivamente caratterizzate dall’essere completamente ricoperte di piume che permettono di muoversi al meglio sulla neve, proteggendo anche gli arti dal freddo. Muta significa ‘che muta’, perché l’animale è sempre perfettamente mimetico con l’ambiente circostante grazie al continuo cambio del piumaggio durante l’anno”

 

Mutevoli

Sentiero Italia CAI, Pernice bianca, era glaciale
Foto Berton, maschio in livrea (piumaggio) nuziale a fine maggio

Quest’ultima è una delle più interessanti caratteristiche dell’animale: il continuo mutare del suo piumaggio, “in modo da risultare sempre perfettamente mimetica. È questo uno dei più mirabili adattamenti di cui l’evoluzione naturale ha dotato l’animale per permettergli di vivere in ambienti aperti e poveri di nascondigli. Durante l’inverno, per circa 100 giorni, la pernice presenta un piumaggio completamente bianco, con piume molto sviluppate anche sulle zampe. L’unica parte del corpo che non cambia colore è la coda, che rimane nera, ma che è visibile solo quando l’animale è in volo”.

Poi continua l’esperto: “In primavera perde la sua colorazione candida per assumerne una ‘nuziale’. Il maschio presenta sul dorso, sul petto e sui fianchi una colorazione molto scura, con addome bianco e caruncole (rigonfiamento carnoso) rosse, molto evidenti sopra gli occhi. La femmina si ricopre di un piumaggio mimetico (bruno barrato di nero), che le permette di essere praticamente invisibile quando è ferma a terra per la cova. In estate poi, sia maschi che femmine assumono una colorazione grigio-brunastra sul dorso, sul petto e sui fianchi, con addome e remiganti delle ali sempre bianche”. In autunno poi il piumaggio ritorna molto gradualmente al bianco.

Differenze tra sessi

Sentiero Italia CAI, Pernice bianca, era glaciale
Foto Berton, maschio in livrea (piumaggio) nuziale a fine Maggio

Ma come riconoscere i maschi dalle femmine? “A prima vista i due sessi sono molto simili per piumaggio e dimensioni (apertura alare di circa 60 cm e peso che può variare dai 400 ai 600 grammi). Osservando però bene gli esemplari, c’è una caratteristica che differenzia sempre i maschi dalle femmine e cioè una barra di piume nere che parte dal becco (scuro e leggermente incurvato) e termina subito dietro all’occhio. Questa caratteristica è nettamente più evidente ed osservabile in inverno, quando spicca sul candido piumaggio dell’uccello”.

La vita

Sentiero Italia CAI, Pernice bianca, era glaciale
Foto Berton, femmina di Pernice bianca con piccoli in estate

“La pernice – prosegue l’esperto – si nutre quasi esclusivamente di vegetali che crescono in alta quota. I piccoli, nelle prime settimane di vita, hanno una dieta più ricca di proteine, attraverso la cattura di insetti nei pascoli”.

Secondo Berton è possibile incontrare la Pernice lungo il Sentiero Italia CAI. In particolare nelle tappe del Nord-est laddove si superano i 2000 metri. “La pernice bianca vive principalmente tra i 2000 e i 3000 metri. È importante che l’ambiente sia aperto, fresco, abbastanza roccioso e privo di alberi”.

Camminando dunque per il Sentiero Italia in primavera, sarà possibile, per esempio, ascoltare i versi di corteggiamento. “I richiami amorosi sono molto intensi ed estremamente ritualizzati. Hanno un suono molto rauco. Sarà la femmina, ascoltandoli, a scegliere il suo partner”.

La pernice vive in gruppo, ma durante il periodo degli accoppiamenti diviene monogama. “I maschi difendono zone precise di 10-15 ettari. Una volta formata la coppia, il maschio corteggia attivamente la femmina con voli, planate e canti, per poi riprodursi”.

“Le uova vengono deposte sul terreno e la cova inizia solitamente nel mese di giugno. Dura 26-28 giorni. Il maschio in questo periodo rimane ancora in zona per difendere la femmina e soprattutto per attirare l’attenzione di eventuali predatori o intrusi (compreso l’uomo), in modo da distrarli ed allontanarli dalla compagna”.

Il compito del maschio termina però con la nascita dei piccoli, che sono già in grado di nutrirsi e spostarsi da soli sotto il vigile controllo della madre. “Il maschio allora lascia la femmina e risale nei territori estivi. Qui si raggruppa con altri esemplari dello stesso sesso e con femmine senza prole”.

Le conclusioni di Berton

Sentiero Italia CAI, Pernice bianca, era glaciale
Foto Berton, piccoli di pernice bianca di circa 4 settimane

Secondo Davide Berton, malgrado la tendenza continua a diminuire che questa specie ha avuto a livello globale, sulle nostre Alpi vi sono ancora interessanti segni di vitalità in alcune zone. “Le nostre montagne offrono ancora condizioni favorevoli alla vita di questo splendido ma vulnerabile volatile”.

Proprio per questo abbiamo la responsabilità di tutelare questo animale bellissimo ed il suo ambiente di vita: “Bisognerebbe creare zone di protezione, con particolare attenzione ai territori di nidificazione. Compiere censimenti primaverili ed estivi mirati, per conoscere la reale consistenza della popolazione. Ridurre, se non addirittura chiudere la caccia a questo animale, dove risulti in difficoltà oltre che fermare l’ormai assurdo e sfrenato sfruttamento dell’alta quota da parte dell’uomo per fini turistici e ludici”.

 

CARTA D’IDENTITÀ

Sentiero Italia CAI, Pernice bianca, era glaciale
Foto Berton, maschio a fine ottobre con livrea invernale quasi completa

Nome scientifico: Lagopus muta helveticus

Apertura alare: 60 cm

Peso: dai 400 ai 600 grammi

Habitat: La pernice bianca vive principalmente tra i 2000 e i 3000 metri. In un ambiente aperto, abbastanza roccioso e privo di alberi

Cibo: vegetali che crescono in alta quota

Caratteristiche distintive: candido in inverno, il piumaggio muta colore durante tutto il corso dell’anno

 

Ringraziamo per le foto Davide Berton*

 

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