Pescasseroli (L’Aquila) è il cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. È la città in cui è vissuto Erminio Sipari, l’uomo che ha lottato per la creazione del Parco e che ne è stato il primo presidente. La sua comunità è vissuta in costante simbiosi, nei secoli, con l’ambiente e i boschi circostanti, facendone una ricchezza. È quindi un borgo che ha un rapporto spirituale profondo con i valori che oggi ispirano anche il progetto del Sentiero Italia CAI. Una piccola capitale per la storia di quel sentimento di amore per la natura, l’ambiente e la bellezza che affiora sempre più forte nella sensibilità dell’Italia e delle giovani generazioni.

Pescasseroli e il suo legame con l’ambiente

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Figura 2 Pescasseroli e il suo legame con i fiori

“Le montagne qui le hanno costruite dai pescasserolesi”, con una battuta il presidente della Pro Loco Gaetano Tarquinio spiega il rapporto tra la sua comunità e i boschi che la circondano. “Abbiamo sempre profuso una grande attenzione nella cura dei boschi, che ci mettevano al riparo dalle frane e da cui ricavavamo il legname prezioso per la nostra economia e la nostra vita quotidiana. Abbiamo manutenuto sempre con attenzione anche i percorsi che si incamminavano verso la montagna”.

“Il pescasserolese è per indole un camminatore – continua il presidente -. Le ragioni di questo legame tra i cittadini del borgo e la ‘filosofia del camminare’ sono dovute alle tradizioni storiche e economiche del territorio, per esempio alla transumanza (leggi l’articolo sulla storia di questa pratica divenuta patrimonio Unesco). Da ogni angolo del paese, ci si può immergere in sentieri più o meno difficoltosi e sui quali si possono incontrare animali straordinari. Affascinanti presenze di cui i boschi di faggi che circondano il borgo sono ricchissimi”.

A volte è perfino possibile vedere questi abitanti dei boschi avventurarsi nel borgo. “Pescasseroli è così integrata con l’ambiente circostante che a volte è possibile incontrare cervi e volpi perfino all’interno dell’abitato. Nei boschi che la circondano ci sono orsi marsicani e lupi (leggi l’articolo su questo grande carnivoro). Tra Pescasseroli e Villetta Barrea si estende la camosciara, dove è possibile avvistare l’elegante Camoscio d’Abruzzo (qui l’approfondimento)”.

Le foreste di Pescasseroli non sono affascinanti solo per la loro ricchezza faunistica. Le faggete vetuste di Coppo del Morto e Coppo del Principe, sono entrate nella lista dei Beni Unesco nel 2017.

Il padre del Parco nazionale

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Figura 3 Erminio Sipari

Ci sono piccoli borghi in Italia nobilitati dall’aver dato i natali, aver creato un rapporto, essere diventati parte della biografia di artisti o statisti di primo piano nella storia del Belpaese. È accaduto in due realtà sarde a cui abbiamo dedicato recentemente alcuni approfondimenti: Ulassai, paese legato a Maria Lai (leggi qui), e Armungia, borgo natale di Emilio Lussu (clicca il link per approfondire). Pescasseroli da questo punto di vista può vantare un lungo elenco.

Solo visitando Palazzo Sipari, storica casa di una importantissima famiglia locale e oggi museo, è possibile imbattersi in tre figure di primissimo piano. “Questo palazzo ha ospitato Erminio Sipari (1879- 1968) – racconta il presidente della Pro Loco -. Se oggi esiste il Parco Nazionale d’Abruzzo è merito proprio dell’attività politica di Sipari, che ne fu il primo presidente. Un personaggio attualissimo che ha capito l’importanza di frenare un progresso senza regole e di investire nel turismo. Si oppose al progetto di due invasi a Opi e Barrea, da sfruttare per produrre energia idroelettrica. Il primo progetto fu accantonato definitivamente anche grazie alla sua strenua difesa del territorio. Famosi sono stati anche i suoi interventi parlamentari sui ritardi nei soccorsi dopo il terremoto in marsica del 1915”.

Filosofi, registi, re, scrittrici

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Figura 3 Copertina della “Logica” di Benedetto Croce

“Io mi son detto spesso a bassa voce, tra me e me, e qualche volta l’ho detto anche a voce alta: – Tu non sei napoletano, sei abruzzese! – e in questo ricordo ho trovato un po’ d’orgoglio e molta forza”

Benedetto Croce

Le mura di palazzo Sipari hanno poi ospitato altre figure eccezionali: “Nello stesso palazzo fu ospite il futuro re Vittorio Emanuele III. Soprattutto in questa casa è nato Benedetto Croce (cugino di Erminio Sipari), uno dei più grandi filosofi del Novecento – autore del ‘Manifesto degli intellettuali antifascisti’, esponente del neoidealismo e presidente del Partito Liberale italiano -. A Palazzo Sipari sono conservati alcuni suoi scritti. Mentre nell’edificio del Comune è custodita la ‘Logica’ scritta da questo importantissimo pensatore”.

 

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Figura 4 Locandina del film “Il posto dell’anima”

Due importanti registi italiani si sono innamorati di questo borgo. “Ettore Scola – continua sempre Tarquinio –, a cui abbiamo dedicato un cinema e una rassegna cinematografica, amava Pescasseroli e i suoi paesaggi e qui girò alcune scene di ‘Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?’ e ‘C’eravamo tanto amati’. Più recentemente Riccardo Milani ha qui girato diverse scene di alcuni suoi film: ‘Auguri professore’, ‘La guerra degli Antò’, ‘Il posto dell’anima’ e ‘Scusate se esisto!’. Infine anche la scrittrice Dacia Maraini -figlia dello storico socio del Cai Fosco – si è legata al nostro paese e qui ha una casa”.

 

Bellezze e tradizioni

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Figura 5 Chiesa madre di Pescasseroli dedicata a San Pietro e Paolo

Pescasseroli è un borgo ricco di storie e tradizioni. Secondo Tarquinio, “merita interesse il Centro visite del parco di Pescasseroli, che ha un edificio in cui sono esposti animali imbalsamati, ossa, oggetti della vita contadina locale o ritrovamenti archeologici della necropoli di Val Fondillo. Poi c’è un centro faunistico, un vero e proprio ospedale per animali in difficoltà che è visitabile. Attualmente sono presenti per esempio tre orsi sequestrati a un circo”

Le tradizioni di Pescasseroli tessono insieme devozione e antiche pratiche economiche: “Importante e imponente è la Chiesa Madre dedicata a San Pietro e Paolo. Al suo interno una preziosa statua della Madonna dell’Incoronata, che ricorda il rapporto di questa città con Foggia. Un legame nato durante i secoli della transumanza, con molte famiglie di Pescasseroli che si trasferirono a vivere nel capoluogo della Capitanata. Anche il Santuario di Santa Maria di Monte Tranquillo custodisce una immagine di Madonna Nera, a cui il popolo del borgo è molto devoto. La Chiesa della Madonna del Carmine invece ricorda il rapporto tra Candela e Pescasseroli, anche questo legame è figlio dei secoli della transumanza”.

“La transumanza è infine all’origine – prosegue Tarquinioanche delle tradizioni culinarie del paese. Numerosi dolci in pasta mandorle e con frutta secca caratterizzano la cucina locale. Mandorle e frutta secca, effettivamente, si conservavano meglio di altri prodotti durante i lunghi viaggi dei pastori”.

Il nome di Pescasseroli

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Foto 7 Pescasseroli vista dalla sua antica fortezza

Infine la nostra guida suggerisce una visita a Castel Mancino, area di interesse archeologico. Un castello eretto intorno al X secolo che difendeva dalle invasioni il popolo di Pescasseroli. Castel Mancino può aiutarci a spiegare l’origine del nome di questa città. “La fortezza sorge in quella che si ritiene essere la parte più antica del borgo Pescasseroli, ai piedi di uno sperone roccioso, definito ‘pesco’. Il nome Pescasseroli potrebbe effettivamente derivare da ‘Pesculum Serulae’, cioè: masso che serra”.

Esiste però una versione poetica, leggendaria e romantica, ci racconta Tarquinio, che spiegherebbe il significato del toponimo di questo paese. La storia viene narrata anche dal poeta pastore Cesidio Gentile (1847-1914). Un cavaliere di nome Serolo, figlio del Conte Maracino, signore del castello di cui abbiamo appena parlato, durante una crociata si innamora di Pesca. La sposa e la manda al castello in compagnia di un Santo, che aveva con sé la statuina lignea della Madonna Nera. Purtroppo però, anche il vecchio Conte si invaghisce di Pesca e la uccide. Serolo, venuto a conoscenza della triste notizia, muore di dolore. Sulla tomba dei due giovani sposi Maracino fonda il paese, il cui toponimo nasce dall’unione dei nomi Pesca e Serolo.

Il Sentiero Italia CAI e il borgo

 

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Figura 8 Una pittoresca via nel borgo di Pescasseroli

Le tappe del Sentiero Italia CAI che attraversano il borgo sono Alvito – Pescasseroli e Pescasseroli – Barrea. In particolare la tappa Alvito – Pescasseroli in parte coincide con il Sentiero Sipari, dedicato nel 2018 al fondatore del Parco nazionale e inaugurato con una serie di eventi, tra i quali una escursione che ha visto protagonista il Cai il 6 ottobre di due anni fa e che ormai è divenuta una vera tradizione.

Spiega la presidente del Cai Vallelonga Coppo dell’Orso Marina Buschi: “A Pescasseroli la mia sezione svolge attività escursionistiche di notevole valenza sociale, rivolte non solo alla valorizzazione dei suoi territori, ma anche a dare risalto alle personalità che hanno lasciato un’impronta notevole al paese e al Parco Nazionale. Ogni prima domenica di ottobre la nostra Sezione, in collaborazione con la Proloco di Pescasseroli, organizza una passeggiata dedicata a Sipari dal titolo ‘Sentieri tra passato e presente’. Si parte in contemporanea dal Palazzo Sipari di Pescasseroli, versante abruzzese, e dal Palazzo Sipari di Alvito, versante laziale. L’incontro avviene sul confine delle due regioni. Più precisamente, al Valico di Monte Tranquillo. Incontro che diventa un abbraccio ideale tra i due versanti. Del resto per noi del Cai le montagne non hanno confini”.

Il rapporto tra Pescasseroli e il Sentiero Italia CAI non si nutre dunque solo di una mera coincidenza geografica, ma di ragioni profonde. Commenta il presidente regionale del Cai Abruzzo Gaetano Falcone: “È un volo d’aquila il tratto abruzzese del Sentiero Italia CAI: cultura, paesaggio, storia, ambiente, economia e tradizioni popolari. Il percorso ricalca il ‘senso’ dell’Abruzzo intero. Pescasseroli ‘Capitale del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise’, è stata un’officina dell’ambiente, grazie anche alla figura di Erminio Sipari. E non a caso, un tratto del Sentiero Sipari ricalca le tracce del Sentiero Italia CAI, quasi a suggellare i nobili intenti di salvaguardia dell’ambiente e fruizione corretta del territorio, che uniscono profondamente il cammino e questo territorio”.

Ringraziamo Gaetano Tarquinio per tutte le foto*

Leggi anche gli articoli sui borghi di Tiriolo e di San pellegrino in Alpe