Promuovere un turismo diverso in Sicilia, meno legato alla costa, e basato sul ‘camminare’, è la sfida dei gestori del Nido delle aquile dell’Etna, Punto accoglienza del Sentiero Italia CAI. “La struttura sorge in luogo strategico per chi vuole fare escursionismo e scoprire le bellezze naturali di questa parte dell’isola”, spiega Claudia Fordan, che gestisce dal 2018 di questo Bed and Breakfast.

Il rapporto con il Cai

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Esterno della struttura

Il Nido delle aquile dell’Etna ha già ospitato diversi soci Cai. “Ho appreso – continua il gestore – la possibilità di diventare Punto Accoglienza del Sentiero Italia CAI facendo delle ricerche su internet e ho subito aderito. Tanti nostri clienti in questi anni erano soci del Club alpino italiano. Molti di loro erano bergamaschi, bresciani o provenienti da altre regioni del Nord Italia, venuti qui per conoscere i nostri sentieri. Spero che il cammino e il suo importante circuito portino ancora più amanti della montagna in questi territori”.

Cosa vedere nei dintorni

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Etna

Il Punto Accoglienza è stato costruito nel 2014, lungo le pendici del vulcano simbolo dell’isola (Leggi qui l’approfondimento sull’Etna, patrimonio Unesco) e non distante dal Sentiero. “Siamo a pochi chilometri – spiega Fordan – da Zafferana Etnea, punto di arrivo e di partenza di due tappe del cammino (Rifugio CAI G. Sapienza – Zafferana Etnea frazione Ballo; Zafferana Etnea frazione Ballo – Piano Provenzana) e luogo da visitare per vedere una affascinante colata lavica di inizio anni Novanta. Consiglio poi una visita alle grotte laviche, Grotta della Neve e Grotta dei lamponi.

La vacanza giusta per il prossimo inverno

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Interno della struttura

“Purtroppo quest’anno in primavera, come il resto d’Italia, siamo rimasti chiusi. I primi escursionisti sono arrivati a metà luglio e ho visto poca propensione a viaggiare rispetto agli anni precedenti. Consiglierei però l’esperienza che può offrire il nostro territorio. In particolare penso al prossimo inverno. I sentieri che ci circondano sono percorribili tutto l’anno, non chiudo mai la struttura e nei mesi freddi in tanti vengono qui per fare scialpinismo. Si possono scoprire percorsi molto belli, senza il rischio di assembramenti. Inoltre noi abbiamo preso tutte le precauzioni necessarie: mascherine, continua igienizzazione della struttura, distanziamenti”, conclude.

*Foto di Claudia Fordan

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