Attraverso le pagine del quaderno del Cammina Italia CAI 2019 si giunge a metà percorso a confrontarsi con un evento doloroso, il terremoto di Amatrice. A questo ricordo si unisce un forte sentimento di speranza: la voglia di ricostruzione. Se il Sentiero Italia CAI, ricordando le parole del presidente generale Vincenzo Torti, è nato per unire l’Italia in un grande abbraccio, questo abbraccio nel Lazio è stato particolarmente forte e affettuoso. Era il 24 agosto quando un terremoto sconvolse l’Appennino in questa regione e in quelle limitrofe. È stata colpita in particolare Amatrice. Scosse terribili si ripeteranno il 30 ottobre e a gennaio. Il Club alpino italiano già all’indomani dell’estate difficile si è impegnata per la ripresa di questo territorio. La Casa della Montagna (Punto d’Accoglienza del Sentiero Italia e spazio culturale) inaugurata lo scorso 16 novembre, diviene la proposta del Cai e dell’ANPAS per la ricostruzione materiale e morale in queste terre.

Il ricordo del terremoto di Amatrice

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Le ferite del sisma

L’11 e il 12 maggio 2019 la staffetta è nel Lazio. Qui è ancora viva la ferita di quel terremoto che nel 2016 ha colpito il Centro Italia. Il quaderno attraverso il quale stiamo ripercorrendo il Cammina Italia CAI 2019 è segnato da questo doloroso ricordo. “Il vostro sorriso, i vostri abbracci, il camminare con tutti voi è il giusto collante per la ricostruzione dei nostri cuori. Amatrice non è morta, si sta solo riposando”, scrive commuovendo tutti, Franco Tanzi, presidente del Cai Amatrice.

Le frasi di Tanzi da sole racchiudono il senso di un weekend dominato dall’attenzione per l’aspetto umano del Sentiero Italia CAI. Per il significato simbolico che il cammino vuole assumere. Esso è una stretta di mano, un conforto. Il senso di una ritrovata unità tra i territori italiani.

Il filo d’unione

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Foto di gruppo durante il Cammina Italia CAI 2019

Scrive a Cittareale, qualche riga prima, Federico Virginio della sezione di Tivoli: “Il Sentiero Italia, dimenticato in molte regioni, negli ultimi anni riprende a vivere grazie al lavoro di molti soci del Club alpino italiano. Nel percorrere oggi queste tappe (Leonessa- San Savito; San Vito-Cittareale), da Leonessa a Cittareale, più volte ho avvertito forti emozioni nel condividere, insieme ai soci di alcune sezioni Cai del Lazio, il piacere di camminare in fraterna amicizia. Grazie a tutti questi soci che mi hanno offerto questa giornata. Rimarrà impressa nel mio cuore per sempre”.

Più sopra la sezione di Monterotondo lascia come testimonianza sul quaderno una poesia:

“Un filo d’unione di perle rare e preziose

un abbraccio ad un caro paese

con generosa e autentica passione

dai volontari del Cai per un rinnovato

Sentiero Italia”.

Il tema è ancora lo stesso. Il bisogno di stringersi insieme, di essere uniti per provare a superare una pagina difficile della nostra storia recente.

Anche il presidente del Cai Rieti Giuseppe Quadretti commuove chi legge il lettore: “Torno insieme ai miei soci su uno dei tracciati del Sentiero Italia. Ho contribuito alla stesura della primissima edizione di questo insieme ad un amico socio che purtroppo oggi non è in buona salute ed il primo pensiero è andato a lui”.

Il borgo di Leonessa è stata un’altra realtà interessata dal sisma del Centro Italia. Nella pagina accanto a quella delle commoventi parole di Quadretti, Luigi Carbonetti, presidente del Cai di Leonessa, scrive: “La nostra sezione è grata e orgogliosa che una tratta importante del SI passi nel suo territorio e che venga ripristinata”.

Parole di speranza

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Gli escursionisti durante la staffetta

Un socio della sezione di Roma cita l’amato presidente generale Vincenzo Torti: “Non le cime delle montagne, ma il cuore e l’anima dell’Italia”. Poi la stessa mano spiega il significato profondo di questa frase: “Le parole usate oggi dal Presidente Torti durante la conferenza, al termine della tappa San Vito-Cittareale, riassumono perfettamente le emozioni di percorrere questo territorio. Un’idea, un progetto, il lavoro di tanti volontari sono alla base di una delle immagini più belle della nostra Italia. Un paese ricco di bellezze, lo sappiamo, ma sempre da scoprire. Un particolare ringraziamento a queste terre del Lazio, dopo i terremoti subiti, sempre ricche di bellezza, con l’augurio di una loro rinascita”.

Bruno Massimei, presidente del Cai Colleferro, non trattiene l’entusiasmo: “Un grande risultato, una grande partecipazione e la speranza che questo porti a un entusiasmo sempre maggiore. Soprattutto per queste popolazioni martoriate che hanno bisogno del sostegno di tutti noi”.

In conclusione la frase di Amedeo Parente, presidente regionale, che racchiude il senso di un weekend indimenticabile: “Un fine settimana per rivalutare questi territori che hanno bisogno del nostro sostegno. Un grazie a tutti per la riuscita di questa iniziativa. Ai soci che anche col tempo avverso sono intervenuti. Buona montagna e sentiero a tutti”.

Leggi anche l’articolo sulle pagine del quaderno del Cammina Italia CAi 2019 in Abruzzo!