Scoprire la natura attraverso lo sport:
intervista a Bianca Balzarini

Sportiva da sempre, Bianca Balzarini ha praticato pattinaggio artistico fino ai suoi 18 anni, giungendo a far parte della Squadra Nazionale italiana dal 2008 al 2010. Solo dopo questa esperienza ha iniziato a perseguire la strada dello Sci Alpinismo con determinazione ed entusiasmo, aggiudicandosi il titolo di Campionessa italiana 2016/2017.

Con Bianca abbiamo parlato di sport, montagna e natura, ma anche di ciò che ora sembra essere più attuale che mai: il bisogno di ciascuno di noi di tornare ad avere un contatto diretto con l’ambiente. 

Bianca, tu nasci come talento del pattinaggio artistico, ma poi a 18 anni hai scoperto lo Sci Alpinismo, disciplina nella quale hai ottenuto grandi risultati nelle gare più celebri. Come è stato questo passaggio per te?

“Fin da piccola, grazie alla mia famiglia, sono stata appassionata di sport, arrivando a gareggiare anche per la Nazionale italiana di pattinaggio artistico su ghiaccio. All’età di 18 anni ho fatto la scelta di intraprendere gli studi universitari e abbandonare la carriera agonistica di alto livello, che avrebbe comportato un notevole impegno, sia a livello economico che di tempo. Il primo anno di università non ho fatto alcun tipo di sport, ma qualcosa dentro di me mancava. Ho avuto allora l’occasione di approcciarmi allo scialpinismo, grande passione di mio papà grazie al quale ho iniziato. Anche il luogo in cui abito è stato favorevole alla pratica di questa disciplina, della quale mi sono presto innamorata. Inoltre la vena competitiva che c’è in me ha permesso di iniziare a fare anche qualche gara”.

Lo Sci Alpinismo ti porta a stretto contatto con la montagna d’inverno, quella meno accessibile, dai paesaggi incantati e imponenti. Questo sport è per te un mezzo per scoprire la natura?

“Assolutamente sì! Uno dei motivi principali che mi ha fatto appassionare a questa disciplina è stata infatti la possibilità di raggiungere luoghi che, frequentando solo gli impianti di risalita, mai avrei scoperto. Il bello dello Sci Alpinismo è proprio questo: poter raggiungere luoghi non accessibili facilmente a tutti”.

Tu frequenti la montagna a 360 gradi e le montagne nelle 4 stagioni cambiano completamente volto. Qual è la tua stagione preferita e perché?

“La montagna ha il suo fascino sia in veste estiva che invernale, ma dovendo esprimere una preferenza devo dire che la montagna in inverno è quella che amo di più, forse perché avendo praticato fin da piccola uno sport al freddo, quest’ultimo mi attira particolarmente”.

Secondo te, Bianca, oggi c’è un ritorno alla natura? Le persone hanno bisogno di tornare a un contatto diretto con la terra, l’ambiente e le montagne? Perché?

“Direi di sì, soprattutto in seguito al periodo che stiamo vivendo. La gente ha voglia di tranquillità e di evitare posti troppo caotici. Direi che per questo la montagna è perfetta. In montagna c’è posto per tutti, l’importante è rispettarla e apprezzare le bellezze che ci offre”.

L’anno della pandemia da COVID-19 ha messo da parte gli impianti di risalita e ha fatto conoscere lo Sci Alpinismo anche a chi non lo aveva mai praticato. Quali vantaggi ha portato questo movimento e quali svantaggi?

Il vantaggio è sicuramente una crescita per questo bellissimo sport che inizia ad essere sempre più conosciuto. Lo svantaggio è il fatto di sottovalutare le difficoltà che potrebbe comportare questo sport, quando persone alle prime armi si improvvisano esperte. Diventa quindi di fondamentale importanza scegliere il percorso più adatto in base al proprio livello, informandosi prima di partire su dove si sta andando”.

La tua montagna del cuore e quella su cui sogni di salire?

“La montagna del cuore è sicuramente l’Adamello, simbolo del posto in cui abito, mentre quella su cui sogno di salire è il Cervino” .

Foto di Maurizio Torri
Foto di Maurizio Torri
Foto di Maurizio Torri
Foto di Maurizio Torri