Ospitiamo volentieri la cronaca fedele di chi ha percorso le prime tappe emiliane di Cammina Italia CAI, nella figura del past President del CAI Emilia Romagna Vinicio Ruggeri.

Scrive un report Vinicio Ruggeri, ex presidente del CAI Emilia Romagna (di recente ha passato lo scettro regionale a Massimo Bizzarri).

La staffetta per la riapertura del SI CAI è arrivata in territorio emiliano il 30 giugno, quando gli amici del CAI Toscana, guidati dal PR Tellini e da Piccioli, sono arrivati al rifugio Duca degli Abruzzi, della Sezione di Bologna, al lago Scaffaiolo. Li hanno raggiunti al lago numerosi soci bolognesi, con alla testa il nuovo PR Massimo Bizzarri e Alessandro Geri, che avevano dato vita ad un “prologo” organizzando la annuale gita sezionale al rifugio con salita dal Cavone per i balzi dell’Ora o per la Porticciola fino alla cima del Corno alle Scale. Al lago, tra tanta gente e tanta allegra confusione, il testimone è passato di mano sotto la regia dei giornalisti del TGR che hanno costruito un bel servizio andato in onda la sera stessa.

Verso lo Scaffaiolo – Il 1 luglio Alessandro Geri, portabandiera del tratto emiliano oltre che responsabile nazionale del SI CAI, accompagnato da me, past president regionale, e dall’amico Alberto Gerosa, si è incamminato dal lago Scaffaiolo verso ovest. Presto ai tre si sono uniti otto soci della Sezione di Modena e della neonata Sezione di Pavullo nel Frignano con in testa il presidente modenese Alberto Accorsi, che si sono fatti trovare al passo della Croce Arcana.

Cena con amici piacentini.  Il gruppo ha quindi proseguito seguendo il crinale tosco-emiliano (Cima Tauffi, Libro Aperto …) sul filo dei 1.500 – 1.700 m di quota, sotto un sole cocente, per poi scendere in una faggeta fino all’Abetone, di nuovo in terra toscana, dove Geri e Ruggeri sono rimasti a cena, ospiti di un gruppo di turisti-camminatori piacentini molto interessati al SI CAI, e per la notte nel locale ostello.

Fuga dalle zanzare! Il 2 luglio i due hanno raggiunto di nuovo il crinale, con una salita in una bellissima abetina prima e faggeta poi, infestata dalle zanzare, per sfuggire alle quali il ritmo è accelerato non poco. Verso le 15 l’arrivo alla meta del giorno, il lago Santo Modenese dove hanno trovato una meritata birra. Lì la “coppia” si è divisa: Ruggeri è tornato a valle mentre Geri, rimasto per proseguire fino a Prato Spilla, è stato raggiunto da altri soci di Sassuolo.

Tutti interessati alla bandiera di Sentiero Italia CAI. Lungo il percorso e durante le soste la bandiera portata alta sullo zaino, legata ovviamente ad un bastoncino da trekking, ha svolto un ruolo importante per stimolare la curiosità delle persone incontrate e ci ha dato l’opportunità di illustrare l’iniziativa a tanti escursionisti e turisti.