Esistono piccoli centri lungo il Sentiero Italia CAI, come Tiriolo, la cui ricchezza culturale e bellezza paesaggistica merita di essere riscoperta. Tiriolo è un paese calabrese in provincia di Catanzaro dalla posizione fortunata e con un’interessante offerta culturale. Da questo territorio si possono vedere i due mari che circondano la regione. Lo Ionio e il Tirreno.

Un borgo d’eccellenza

Sentiero Italia CAI
Panorama da Tiriolo, foto di Marco Garcea

Ultimamente al borgo si è interessato Marco Garcea, scelto da Idea Montagna per redigere la guida ufficiale del Sentiero per quanto riguarda il tratto calabrese. Durante le sue camminate per Tiriolo ha intervistato il sindaco Mimmo Greco, che molto orgoglioso ha definito il paese: “Un borgo d’eccellenza”. Spiega il sindaco: “Con un solo sguardo si può abbracciare il mar Ionio e Tirreno. Un paese ricco dal punto di vista storico, archeologico e artigianale”.

Anche Garcea è affascinato da questa piccola realtà, così preziosa: “È una terrazza tra due mari, e mentre cammini tra vie, vicoli, scalette ricche di palazzi gentilizi, da una piazzetta puoi abbracciare con un solo sguardo lo Ionio, il Tirreno e il cono fumante dell’isola di Stromboli”. Sul sito del comune effettivamente sono diversi i tesori raccontati. Si contano quattro musei, due parchi archeologici, cinque palazzi storici, quattro edifici sacri. Interessanti sono poi le architetture rurali disseminate fuori dalle mura.

Il territorio intorno al borgo

Sentiero Italia CAI, Tiriolo
Monte Tiriolo. Foto di Marco Garcea

Per gli escursionisti potrebbe essere interessante raggiungere dunque località “Sovarico” e visitare un insediamento rurale completo di casa padronale, case dei fattori, chiesa, frantoio e nelle vicinanze perfino i ruderi di un mulino. In località “Restella” c’è un frantoio settecentesco con una grande pressa in legno di quercia. A Sud del paese invece c’è il villino della famiglia Alemanni in località “Pratora – Santa Caterina”, con interessanti elementi architettonici di stile settecentesco.

Sempre nel territorio esterno al borgo c’è il parco Fortezza Monte. “Lasciando il centro storico e seguendo la ripida stradina che segue il Sentiero Italia CAI – spiega Garcea -, si raggiunge la cima del monte Tiriolo con le sue grotte naturali, i resti di una fortezza bizantina da dove, mentre il sole si nasconde nel mare, si rimane senza fiato per il suo panorama unico”.  Sul monte Tiriolo vi sono i resti archeologici dell’antica cittadella fortificata bizantina, abitata fino alla dominazione normanna. Qui è possibile vedere le mura di cinta e quel che resta di un’antica chiesa in stile greco e di una torre quadrata larga otto metri.

Il territorio di Tiriolo è importante anche dal punto di vista naturalistico. Qui per esempio nidifica il falco pellegrino. Leggi l’articolo dedicato ad un altro importante rapace che si può ammirare in Calabria: il falco pecchiaiolo.

Cosa vedere a Tiriolo

Sentiero Italia CAI, Tiriolo
Esterno Parrocchia. Foto di Don Giovanni Marotta

Torniamo però al borgo. Spicca qui il museo archeologico al piano terreno dell’ex municipio. D’altronde questo è un territorio ricco dal punto di vista storico. Spicca per esempio il “Palazzo dei delfini”, all’interno del parco archeologico urbano Gianmartino. Uno scavo del 2015 ha riportato alla luce questo grande edificio che prende il nome dai bellissimi mosaici di delfini presenti.

Sentiero Italia CAI, Tiriolo
Ph. Don Giovanni Marotta, interno Parrocchia Beata Vergine della Neve e Delle Grazie Tiriolo

La piccola città ospita poi altri tre musei: l’ecomuseo (con terrazze da cui fare birdwatching), il museo dell’arte sacra e il museo del costume regionale. È poi presente un castello. La struttura militare è nata in epoca normanna, quando la città fu trasferita dall’antica fortezza bizantina, all’attuale posizione. Distrutto nel Settecento da un terremoto, è stato valorizzato da scavi archeologici negli anni Novanta.

Per l’arte sacra è il parroco Don Giovanni Marotta a segnalarci i tesori più importanti conservati nelle chiese. Nella Chiesa Matrice dedicata alla Madonna della Neve sono pezzi pregiati la statua lignea di Arcangelo Testa, che raffigura la Santa a cui è consacrato l’edificio, e un crocifisso del Quattrocento. Tante le statue in legno conservate sia nella Chiesa Matrice, ma anche nella Parrocchia Beata Vergine della Neve e Delle Grazie Tiriolo. All’interno di quest’ultima spicca il crocifisso ligneo del Settecento, che per anni è stato attribuito alla scuola napoletana e di cui oggi invece si è dimostrato l’attribuzione. Di pregio qui anche un’acquasantiera del Settecento.

L’attività artigianale

Sentiero Italia CAI, Tiriolo
Cultura artigianale di Tiriolo – foto Marco Garcea

Anche sotto il profilo artigianale la comunità di Tiriolo presenta una storia dinamica. Di particolare importanza erano le attività legate alla tessitura. Rimane una produzione a scopo turistico, che ha trasformato in souvenir beni un tempo legati a tradizioni e riti della comunità.

Interessante è la scultura lignea di immagini sacre. Affascina la produzione di maschere per scacciare gli spiriti maligni dalla propria casa. C’è poi anche una produzione di violini, che affonda le sue radici in un’antichissima tradizione che porterebbe fino alla dominazione bizantina e all’uso dello strumento musicale della lira. Accanto ai violini si producono chitarre e tamburi.

L’Odissea

Sentiero Italia CAI, Tiriolo
Ulisse

“E voi che reggete
lo scettro, alla mia casa fulgente, o signori, venite,
ché festeggiar lo straniero vogliamo sotto il mio tetto.
Né si rifiuti alcuno. Demòdoco quindi si chiami,
il divino cantore: ché a lui piú che a ogni altro i Celesti
diér che molcire i cuori potesse, ov’ei brama, col canto”

Odissea

Tiriolo è un borgo leggendario dove aleggia l’ombra dell’eroe acheo Ulisse che qui passò prima di ritornare nella sua Itaca”, racconta Garcea con entusiasmo. Secondo il professor Armin Wolf questa terra straordinaria avrebbe perfino ispirato i versi di uno dei più importanti poemi della storia. Sarebbe proprio Tiriolo, secondo lo studioso, il cuore del potere di Alcinoo, il re dei Feaci. Un popolo che accoglie durante il suo lungo viaggio Ulisse, mostrando grande rispetto per il principio di ospitalità del mondo greco. Dunque antica sarebbe la propensione all’accoglienza dei viandanti del popolo di Tiriolo.

Proprio ad Ulisse è dedicata la scultura realizzata negli anni ’80 da Maurizio Carnevali. Un’opera che racconta attraverso l’arte moderna le radici antiche e suggestive di Tiriolo.

Tiriolo e il cammino

Sentiero Italia CAI, Tiriolo
Tiriolo. Foto di Marco Garcea

Il Sentiero Italia CAI può rappresentare per Tiriolo una occasione di sviluppo economico, sociale e turistico”, il sindaco Greco non ha dubbi. Il Sentiero Italia è un’occasione di crescita per la comunità.

Il Parroco Giovanni Marotta, sempre intervistato da Garcea, approfondisce il rapporto tra il trekking che unisce l’Italia e il territorio. Non parla solo del modo in cui il cammino può arricchire Tiriolo, ma anche cosa a sua volta questa terra può dare agli escursionisti che percorrono il Sentiero: “È una zona significativa. Un ponte tra due mari. La geografia qui può indurre lo spirito del viandante a cogliere un messaggio, a darsi lo scopo di congiungere due realtà diverse”.

Per far comprendere meglio il senso del suo discorso il parroco evoca una canzone: “Cristicchi ha scritto ultimamente una canzone che si chiama “Lo chiederemo agli alberi”. Quando camminiamo interroghiamo natura, alberi, sentieri, borghi perché loro possono insegnarci qualcosa, ci portano all’essenza alla verità. Tutto il cammino diventa luogo di incontro con l’altro”. E in questo senso conclude che secondo la sua sensibilità spirituale: “Il cammino è il vero santuario”.

 

*Ringraziamo Marco Garcea per la foto in evidenza

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