Sono due gli autori dell’ottavo volume delle Guide ufficiali Sentiero Italia CAI: Andrea Greci, curatore dell’intera Collana e autore del volume 6, e Simone Bobbio

In questo volume raccontano le tappe del Sentiero Italia CAI che attraversano Valle d’Aosta e Piemonte, partendo da Ceresole Reale e arrivando a Sant’Antonio In Val Vogna

Abbiamo intervistato Andrea Greci per approfondire con lui questo tratto di Sentiero Italia e la sua esperienza di cammino e scrittura. Quali sono stati i momenti migliori e quali i più difficili? Quali i paesaggi più belli e i tratti più difficoltosi? Tante le domande e interessanti le risposte… 

 

 

Ogni autore ha percorso un tratto del Sentiero Italia CAI valutando lo stato dei sentieri e della segnaletica, individuando punti di interesse, di ristoro, di approvvigionamento d’acqua e tracciando il percorso.

Raccontaci come hai organizzato la tua avventura, Andrea.

“Per le tappe di Valle d’Aosta e Piemonte ho dovuto seguire due linee differenti. Per vari motivi mi sono trovato a percorrere le tappe valdostane in autunno, quando i rifugi erano chiusi. Ho quindi camminato e percorso alcune tappe in giornata, sfruttando punti d’appoggio a valle; per altre ho invece usufruito degli esercizi aperti. Per fortuna, essendo zone che frequento e racconto abitualmente, avevo a disposizione anche un archivio fotografico più colorato!

Per il Piemonte ho invece affrontato le tappe in successione, dividendole in due tronconi, anche se poi sono dovuto tornare “sul campo” per verificare alcune tappe che erano state coinvolte dagli eventi alluvionali dell’autunno 2020″.

Tutti gli autori scelti sono appassionati trekkers e al contempo scrittori: una doppia identità che sicuramente vi ha esposti a difficoltà e soddisfazioni di diversa natura.

Quali sono stati i momenti più difficili lungo il cammino? Quali i più belli? E durante il lavoro di scrittura?

“Per fortuna non ci sono stati momenti veramente difficili lungo il cammino, giusto alcuni giorni di nuvole basse nelle tappe della Valchiusella. I momenti più belli, un po’ come era successo per l’Appennino Settentrionale, è ritornare in luoghi noti con occhi nuovi. Penso ai colli che si affacciano sul Monte Bianco, al Colle di Nana, al Ghiacciaio del Ruitor o al Plan du Nivolet”.

La cosa più bella che hai trovato lungo il Sentiero? E quella più importante che hai scoperto di voi stessi?

“La cosa più bella sono le emozioni impreviste: fare una tappa con un amico che non vedi da tempo, il volo di una pernice rossa tra le rocce o l’incontro ravvicinato con una volpe. Scoprire che questi piccoli grandi eventi mi stupiscono ancora risponde alla seconda domanda. Frequentando la montagna tutto l’anno per lavoro, mantenere intatta la passione e lo stupore penso sia importante”.

Qual è la tua Tappa preferita del tratto di Sentiero percorso? Perché?

“Difficile scegliere, quindi faccio un podio, senza però classifiche ma procedendo lungo il Sentiero: Planaval – La Thuile per i continui cambi di ambienti e panorami, Rifugio Elisabetta – Courmayeur perché non ti stancheresti mai di percorrerla, così come avviene per la tappa successiva Courmayeur-Rifugio Bonatti. Infine, Valtournenche-Rifugio Grand Tournalin per le atmosfere uniche che si respirano nei piccoli villaggi e nei valloni attraversati”.

… e quella più dura?

“La tappa che collega Planaval a La Thuile è quella che, in assoluto, presenta il maggiore dislivello positivo di tutto il Sentiero Italia CAI, ovvero oltre 2100 metri. Sono solo 16 chilometri ma si devono valicare due passi e l’ambiente è sempre di alta di montagna”.

Pensando ai tratti che saranno descritti dai vostri colleghi nei prossimi volumi: quale vi piacerebbe percorrere? 

“Non potendo più rispondere nuovamente “tutti”, forse mi piacerebbe compiere le tappe su alcune montagne mediterranee, come quelle della Sardegna, della Sicilia o dei Monti Lattari”.

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Il volume 8 è disponibile sul CAI store e nelle librerie specializzate.