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“Voglio vivere il Sentiero giorno per giorno”

“Voglio vivere il Sentiero giorno per giorno”

 

Intervista a Giacomo Longo, in cammino sul Sentiero Italia CAI tra neve, incontri e libertà

Giacomo Longo ha 24 anni, arriva da Calalzo di Cadore e sta percorrendo il Sentiero Italia CAI in completa solitaria. Partito da Muggia il 16 febbraio 2026, sta attraversando l’arco alpino con l’obiettivo di raggiungere la Sardegna, documentando il viaggio attraverso social, radio e racconti quotidiani.

Più che una sfida sportiva, il suo SICAI è un modo per conoscere il Paese e le persone che lo abitano, vivendo il cammino senza aspettative e lasciandosi sorprendere strada facendo.

Giacomo, raccontaci qualcosa di te. Che rapporto hai con la montagna?

«Mi chiamo Giacomo, ho 24 anni e arrivo da Calalzo di Cadore, nel cuore delle Dolomiti, alle pendici dell’Antelao. Fin da piccolo ho avuto la possibilità di camminare con la mia famiglia e con il CAI di Calalzo. Per molto tempo, però, pur vivendoci, la montagna l’ho quasi ignorata: ero concentrato sull’hockey e su altre esperienze. Negli ultimi anni il rapporto si è riappacificato, soprattutto dopo un’esperienza in un rifugio in Baviera. Da lì ho deciso che sarei partito per esplorare il nostro Paese attraverso le montagne.»

Quando è iniziato il tuo viaggio sul Sentiero Italia CAI?

«Sono partito da Muggia il 16 febbraio 2026 e sto percorrendo l’intero SICAI in solitaria. Adesso mi trovo in Lombardia, circa a metà dell’arco alpino. La strada è ancora lunga, ma un passo alla volta arriverò a destinazione.»

Partire in inverno significa affrontare subito condizioni difficili. Come stai vivendo questa esperienza?

«Sapevo che sarebbe stata dura a causa della neve. Ci sono state tante prime volte e situazioni nuove, ma sono contento di come ho affrontato certe fasi e delle decisioni prese. Non mi sono fatto aspettative su questo viaggio, tanto che non ho nemmeno studiato tutto il percorso: me lo vivo giorno per giorno, lasciandomi stupire da ogni metro che verrà.»

Cosa ti ha colpito di più delle persone incontrate lungo il cammino?

«Il mio obiettivo principale era conoscere l’Italia e la gente che la abita. Ammetto che non mi aspettavo tutto questo supporto. C’è chi mi apre la porta di casa, chi mi offre acqua e cibo, chi semplicemente mi dà una pacca sulla spalla. Le persone stanno rendendo questo viaggio un’esperienza a cinque stelle.»

Stai raccontando il tuo SICAI anche attraverso social e contenuti online. Che rapporto hai con questa parte del viaggio?

«Sto documentando tutto sui miei canali e attraverso chi mi dà spazio in radio o sui giornali. Però lo faccio sempre in modo spontaneo: racconto e scrivo quando ne sento il bisogno. Non voglio forzare nulla. Voglio divertirmi ed essere vero con chi mi guarda, perché credo che una narrazione costruita stonerebbe con quello che sono.»

C’è un messaggio che vuoi trasmettere attraverso questa esperienza?

«Non ho un messaggio filosofico preciso né un motivo particolare per cui ho intrapreso questa avventura. Quello che voglio mostrare è il nostro Paese, la gente che lo vive e soprattutto far capire che vivere liberamente è possibile. Ognuno ha la propria idea di libertà, ma è possibile.»

Raccontare il SICAI sta cambiando il modo in cui vivi il viaggio?

«Sì, decisamente in positivo. Grazie ai miei canali sto conoscendo tante persone ospitali e gentili che stanno arricchendo ancora di più questa esperienza.»

E guardando avanti, cosa ti aspetti dal resto del Sentiero Italia?

«Sinceramente non mi interessa sapere quando arriverò. Voglio solo continuare a camminare e vivere tutto quello che il Sentiero avrà da offrirmi.»

Dove seguire il viaggio di Giacomo Longo

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