“Io e Pulce ci siamo scelti lungo il cammino”
Intervista a Renato Frignani, sul Sentiero Italia CAI insieme al cane trovatello Pulce
Nel 2019 Renato Frignani ha attraversato il Sentiero Italia CAI vivendo un’esperienza destinata a cambiare completamente la sua vita. Partito da Santa Teresa di Gallura con l’idea di percorrere il SICAI in solitaria, durante il cammino ha incontrato Pulce, un cucciolo abbandonato trovato lungo un passo della Calabria. Da quel momento il viaggio ha assunto un significato completamente nuovo.
Renato e Pulce hanno proseguito insieme il cammino fino a Muggia, condividendo mesi di sentieri, difficoltà, incontri e vita quotidiana.
Renato, raccontaci qualcosa di te. Che rapporto hai con il viaggio e con la montagna?
«Mi chiamo Renato Frignani, sono nato a Carpi nel 1981 e sono cresciuto a Correggio. Mi definisco una persona fuori dagli schemi. Fin da piccolo sono sempre stato affascinato dalla geografia, dalle mappe, dai luoghi e dalle culture. La curiosità per ciò che c’è oltre l’orizzonte ha sempre guidato la mia vita. Ho imparato a viaggiare sperimentando direttamente su me stesso: organizzazione, attrezzatura, gestione dei rischi. Ogni viaggio è stata una lezione di vita importante, spesso dura ma impagabile.»
Qual è stato il tuo percorso sul Sentiero Italia CAI?
«Ho percorso il SICAI da Santa Teresa di Gallura fino alle Alpi Marittime in Piemonte. Da lì fino a Muggia ho dovuto in parte ridisegnare il percorso a causa della neve, tornando sul Sentiero Italia nei tratti dove era possibile camminare in sicurezza. Da quando ho iniziato a camminare con Pulce i tempi si sono inevitabilmente allungati, e questo mi ha portato ad affrontare l’arco alpino nel periodo più freddo.»
Cosa ti ha colpito maggiormente delle persone e dei luoghi attraversati?
«Ho scelto volutamente questo itinerario per entrare nelle zone più nascoste del nostro Paese: luoghi remoti, spesso quasi disabitati, dove si vive ancora in contesti rurali. Mi fermavo nei posti in cui il mio passaggio era un evento raro. La curiosità delle persone, l’ascolto delle loro storie e la condivisione di ciò che stavo facendo mi hanno aperto la mente. Italia piccola ma immensa… e non parlo dei paesaggi.»
Pulce era un trovatello. Quando è diventato il tuo compagno di viaggio?
«Ho trovato Pulce il 9 giugno 2019, sulla catena costiera calabrese, al Passo della Crocetta. Era tra i sacchetti dell’immondizia e aveva circa quaranta giorni. Grazie a due volontari del CAI di Cosenza ho potuto fermarmi qualche giorno e riorganizzare il viaggio. Da quel momento non ero più solo: era lui a dettare i ritmi del cammino. Tutto ruotava intorno alle sue esigenze, soprattutto nei primi mesi quando era ancora un cucciolo.»
Quanto ha cambiato il viaggio la presenza di Pulce?
«Ha cambiato tutto. Mesi caldi, giornate corte, piccoli infortuni… il viaggio è diventato ancora più impegnativo. Ma il suo arrivo ha trasformato completamente sia il cammino sia la mia vita. Anche la sua.»
C’è stato un momento in cui hai capito che questa esperienza non era più “solo” un trekking?
«Io sono partito dall’Isola d’Elba, che non fa parte del SICAI ma che ho voluto includere lo stesso. Arrivato in Sardegna ho capito che non stavo semplicemente camminando per sentieri italiani. Avevo lasciato lavoro, casa, tutto. Quando ti trovi a vivere a piedi, con la tua casa sulle spalle, basta poco per capire che sei diventato un randagio. Poi ci fai l’abitudine e tutto cambia.»
Cosa consiglieresti a chi vuole affrontare il SICAI con un animale?
«La prima cosa è essere certi che il proprio animale sia adatto ad affrontare lunghe giornate di cammino. Un cane non è solo un compagno che deve obbedire: è un essere vivente con limiti, bisogni e carattere. Serve complicità, osservazione, pazienza. Bisogna monitorarlo continuamente: zampe, sete, fame, stanchezza, comportamento. Non è difficile, ma richiede tempo e attenzione quotidiana.»
La vostra storia ha colpito moltissime persone. Perché secondo te?
«Probabilmente perché è stato un colpo di scena. Una persona abituata a viaggiare da sola decide di fermarsi e cambiare completamente vita per salvare un cucciolo. Io e Pulce ci siamo incontrati in modo totalmente inaspettato. Ho scelto di tenerlo sapendo che avrebbe stravolto i miei piani. Abbiamo vissuto insieme ventiquattro ore al giorno per quasi tutto il SICAI e si è creato un legame unico. Non avevo mai avuto animali domestici e non ne volevo, proprio per il mio stile di vita. Poi è bastato quell’incontro per aprire un capitolo completamente nuovo.»
Dove seguire Renato e Pulce
- Facebook: Renato Frignani
- Instagram: Renato Frignani
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